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Opinione di emmepi8 su Cognome e nome: Lacombe Lucien





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11/02/2012 voto al film: voto buono

Sul film

  Un argomento spinoso quello del collaborazionismo francese, che i francesi non hanno mai accettato nei loro ricordi e rappresentazioni letterarie, teatrale e cinematografiche e lo stesso cinema, anche grande, costruito intorno alla resistenza ce lo dimostra. Malle prende il toro per le corna ne affronta in maniera personale l'argomento, ma senza dolcificanti e compromessi visivi, ma prendendo il personaggio dalle sue radici e studiandolo dalle sue origini, per poi portarlo all'attenzione ed al giudizio dello spettatore. Il regista sia avvalse di una produzione come quella di Cristaldi per aiutarsi, oltre che a mezzi propri, altrimenti nella stessa Francia non avrebbe trovato la credibilità sufficiente ed infatti dopo questo film prese la strada dell'America, con la sola eccezione di Luna nera, film diverso e con produzione minima, ritornò con un titolo che in un certo senso si riallacciava a questa operazione di quindici anni anni prima, e cioè Arrivederci Ragazzi e che solo in quella fase ottenne il “perdono” dei francesi. Il film Malle lo scrisse e sceneggiò con Patrick Modiano ed una collaborazione particolare la portò Margarethe Von Trotta, Modiano è uno scrittore che da sempre si è dedicato al problema degli ebrei nel periodo. Si parte da un concetto quasi pasoliniano del personaggio e la stessa scelta dell'attore ce lo conferma, la sua fascia sociale la sua mancanza di cultura, la violenza che in fondo è la sola compagna di un'adolescenza vissuta male (le scene delle uccisioni degli animali sono più che raccapriccianti e non mi trovano d'accordo, pur essendo un grande estimatore del regista), il bisogno di sentirsi affrancato in un contesto riconosciuto lo porta , inconsapevolmente, a buttarsi nell'avventura che in pratica lo ha scelto. Malle parte molto da lontano per scrivere il soggetto, nel senso che ha diverse esperienze negli anni passati, che poi lo portano a scrivere il soggetto, incontri ravvicinati con protagonisti di esperienze particolari e violente sia nel periodo preso in considerazione che nelle sue esperienze di riprese nei documentari sulla guerra in Algeria, dove appunto incontrò un giovane dedito alle torture, con una inconsapevolezza che lo colpì e lo indirizzò nel suo futuro a costruire una storia come questa. Malle riesce senza schematizzazioni a raccontare una storia che prende il suo spazio in maniera naturale, sempre in contrasto con un paesaggio solare e mai violento, bellissima la fotografia di Tonino Delli Colli, e che si allarga con la figura del sarto ebreo e la sua famiglia, dando ad ogni componente di essa un significato ben preciso nel racconto. Il regista non ha nessuno sguardo giustificativo verso il suo personaggio, ma gli dà quell'ascolto necessario per capire, anche se non condividere, la sua scelta e le condizioni che l'hanno determinata.

Sulla trama

uan storia efficacemente rappresentata

Sulla regia di Louis Malle

Un film da ricordare e rivedere, una grande regista di cui si deve sentire per forza la mancanza

Sull'interpretazione di Pierre Blaise

Un volto efficac e e duro, un atotre sfortunato morto poco dopo

Sull'interpretazione di Aurore Clément

il ruolo della figlia ebrea a cavallo fra due idee, un'attric eben conosciuta da noi dopo questo film

Sull'interpretazione di Holger Lawenadler

Un volto enigmatico e perfetto


SI

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