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Opinione di ligeti su Colazione da Tiffany

[Breakfast at Tiffany's, USA 1961, Commedia, durata 115']   Regia di Blake Edwards
Con Audrey Hepburn, George Peppard, Patricia Neal, Martin Balsam




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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20/09/2010 voto al film: voto buono

Sul film

Questo film non è certo il migliore di Blake Edwards, ma è diventato un vero e proprio classico soprattutto per l’interpretazione di Audrey Hepburn, eletta con il passare del tempo a simbolo di eleganza. All’inizio del film la vediamo mangiare cornetti e caffè davanti alle vetrine di Tiffany e poi camminare per la strada deserta: inquadrature che sono entrate di diritto nell’immaginario collettivo. Holly è una giovane ragazza che per vivere fa la prostituta d’alto bordo e chiama le sue prestazioni “fare la toeletta”. In questo modo riesce a condurre una vita mondana fatta di frequentazioni dell’alta società. Paul è uno scrittore in crisi d’ispirazione che si fa mantenere da una matura signora benestante e che viene a vivere nello stesso palazzo di Holly. I due inevitabilmente si incontrano. Tratto dall’omonimo romanzo di Truman Capote, Colazione da Tiffany ha per protagonisti due personaggi disadattati e apparentemente avidi di denaro che sembrano aver rinunciato all’amore per puro istinto di sopravvivenza. La scena in cui Holly va con Paul da Tiffany e insieme chiedono al commesso cosa possono comprare con un budget di soli dieci dollari, dopodiché decidono di non comprare niente e fare un’incisione su un anello uscito da una scatola di noccioline, oltre ad essere da antologia racchiude quella che è l’essenza del film. La mano di Blake Edwards si vede in particolare in scene come quella della festa, che sembra quasi uscita dal (successivo) Hollywood Party, e nonostante qualche inutile prolissità e qualche personaggio di contorno decisamente stonato (Mickey Rooney che interpreta un condomino giapponese!), il film vola via leggero sulle celebri e bellissime musiche di Henry Mancini, che vinsero un Oscar insieme alla canzone Moon River cantata da una incantevole Audrey Hepburn. Che probabilmente — vestita dallo stilista che lei aveva conosciuto ai tempi di Sabrina, il francese Hubert de Givenchy — non è mai stata così leggiadra come in questo film: maschiaccia e contemporaneamente delicatissima, bizzarra eppure così ragazza della porta accanto, impareggiabile quando chiama il suo gatto “Gatto” e semplicemente sublime quando compie gesti altrimenti normali, come abbassarsi dagli occhi un paio di occhiali da sole. In due parole: unica e inimitabile. VOTO: 4/5

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SI

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