Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

So dove vado (1945)

[I Know Where I'm Going, Gran Bretagna 1945, Commedia, durata 92', b/n]   Regia di Michael Powell, Emeric Pressburger
Con Wendy Hiller, Roger Livesey, George Carney, Pamela Brown



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in So dove vado: presente
Ritmo ritmo in So dove vado: forte
Impegno impegno in So dove vado: assente
Tensione tensione in So dove vado: presente
Erotismo erotismo in So dove vado: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a So dove vado

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a So dove vado (voti: 10 media: 3,90) 10

Il tuo voto

scrivi la tua opinione

locandina non disponibile

Acquista So dove vado

Scegli tra i formati disponibili

So dove vado disponibile in DvdSo dove vado non disponibile in Blu-RaySo dove vado non disponibile in Umd

La trama

Una venticinquenne, Joan Webster, che non ha mai avuto alcun tipo di esitazione nel corso della sua vita finisce per arrabbiarsi sul serio quando il maltempo le impedisce di raggiungere un'isola dell'arcipelago delle Ebridi. Su quell'isola la ragazza dovrebbe convolare a giuste, non per lei, nozze con un anziano e soprattutto ricco industriale. Non è un caso se proprio durante questa sosta la ragazza conosca l'affascinante Torquil.  

Powell e Pressbuger trasformano l'esile vicenda in una vera e propria dimostrazione sulla predestinazione. Attenzione ai titoli di testa e alla sequenza del sogno della protagonista.

Incluso nelle taglist:

L'opinione più votata

Di lucarocks scritta il 23/06/2011 - utile per 3 utenti

Voto al film: voto ottimo

Costretti ad attendere il technicolor per Scala al paradiso, Powell e Pressburger, allora, mettono su un gioiellino meraviglioso in bianco e nero, per la maggior parte ambientato nel paesaggio selvaggio e magnifico delle Ebridi scozzesi, splendidamente riprese, che ha molti punti di contatto con il precedente Un racconto di Canterbury. Joan Webster, interpretata da Wendy Hiller che ha preso il ruolo inizialmente pensato per Deborah Kerr, fin da bambina sa dove sta andando e che cosa vuole ottenere dalla vita. Per avere il meglio, ha deciso di sposare un ricco industriale di mezza età, che deve raggiungere nell'isola di Killoran, dove risiede, per le nozze. Giunta sull'isola vicina di Mull, le è impedito raggiungere il promesso sposo per via del tempo inclemente che rende il mare burrascoso. Costretta a soggiornale a Mull, nell'attesa del bel tempo, Joan si innamora dell'ufficiale di marina in licenza Torquil McNeil, interpretato da Livesey che, impegnato a Londra in teatro, mai raggiunse la Scozia dove fu impiegata una controfigura. Anche lui è diretto a Killoran, antico possedimento della famiglia ora ceduto al ricco industriale. Contro la volontà del suo cuore e della natura, Joan decide comunque di imbarcarsi, corrompendo un giovane del posto, incurante dei pericoli del mare in tempesa. Torquil, nonostante sia contrariato, si imbarca anche lui, consapevole del rischio che corrono. I Know Where I'm Going, il cui titolo riprende una bellissima canzone tradizionale scozzese e irlandese che apre e chiude l'opera, racconta di una storia di amore, sì tradizionale e risaputa, ma scritta, diretta e interpretata magnificamente, in cui tutto è perfettamente al posto giusto e tutto funziona egregiamente. All'amore di comodo, pianificato scrupolosamente come tutte le cose nella vita di Joan, per l'industriale, appettibile solo per il denaro (infatti in due non si vedono mai insieme e dell'uomo si sente solo la voce) si contrappone l'amore del cuore, che sboccia quando e dove meno te lo aspetti, che sconvolge tutti i piani, e a cui è sciocco, oltreché impossibile, resistere. La scoperta del vero sentimento avviene nel paesaggio incontaminato e rurale delle isole scozzesi, che ha una funzione analoga a quello delle campagne del Kent di A Canterbury Tale, e cioè quella di risvegliare sentimenti naturali e semplici, ma maggiormente "umani", in personaggi che hanno sacrificato se stessi alle richieste della società moderna. E allora l'innamoramente coincide colla scoperta delle bellezze di quel posto bello e primitivo, colle sue danze e i canti in gaelico e gli strani e bizzarri personaggi, gentili e rudi al contempo, come l'ambiente che abitano. E come nel film precedente sul presente si riverberava la tradizione antica dei pellegrini diretti a Canterbury, qui è il mito con le sue leggende e maledizioni a udirsi ancora tra gorghi e manieri. In definitiva un capolavoro bellissimo che parte in maniere veloce e frizzante come una screwball comedy con trovate magnifiche e divertenti (il cappello a cilindro che si dissolve nel fumaiolo della locomotiva, il sogno bizzarro di Joan in cui il paesaggio scozzese si ricopre di tartan) per poi cedere il passo allo splendore naturalistico delle isole scozzesi, mostrando «the profound effects of nature on people, and that fact the universe can be wondrous and magical place if one keeps open to its vast mysteries». Il critico Barry Norman lo ha incluso nei 100 migliori film di tutti i tempi, mentre Martin Scorsese ha detto: «I reached the point of thinking there were no more masterpieces to discover, until I saw I Know Where I'm Going».
Commenta l'opinione 1
SI

Opinioni su So dove vado


23 giugno 2011 Opinione di lucarocks su "So dove vado"
lucarocks

Costretti ad attendere il technicolor per Scala al paradiso, Powell e Pressburger, allora, mettono su un gioiellino meraviglioso in bianco e nero, per la maggior parte ambientato nel paesaggio selvaggio e magnifico delle Ebridi scozzesi, splendidamente riprese, che ha molti punti di contatto con il precedente Un racconto di Canterbury. Joan Webster, interpretata da Wendy Hiller che ha preso il ruolo inizialmente pensato per Deborah Kerr, fin da bambina sa dove sta andando e che cosa...

voto al film: lucarocks assegna il voto ottimo a So dove vado (1945)

1 commento
[utile per 3 utenti]

14 novembre 2010 Opinione di luisasalvi su "So dove vado"
luisasalvi

Frainteso totalmente da Mereghetti: la predestinazione non c'entra: è semmai postdestinazione della battuta conclusiva del film, ultima frase della "maledizione" (lo sarà davvero?) del castello, che condanna un signore del luogo che vi entri a uscirne solo incatenato per la vita ad una donna; la volitiva Joan vuole a tutti i costi arrivare subito all'isola di Killoran per sposare il fidanzato, non per capriccio ma perché si sta innamorando del bel soldatino in licenza...

voto al film: luisasalvi assegna il voto sufficiente a So dove vado (1945)



26 settembre 2008 Opinione di carlos brigante su "So dove vado"
carlos brigante

Visto qualche anno fa. E' il loro film che mi ha convinto di meno. Una commedia figlia del tempo con qualche piccolo "stratagemma" registico. Nel complesso non ricordo nulla di memorabile. Da loro sono stato abituato a molto meglio! Altro non aggiungo appunto perchè i ricordi sono un pò attenuati....

voto al film: carlos brigante assegna il voto sufficiente a So dove vado (1945)


23 aprile 2008 Opinione di bolanboogie su "So dove vado"
bolanboogie

capolavoro

voto al film: bolanboogie assegna il voto buono a So dove vado (1945)



3 ottobre 2007 Opinione di teaestefano su "So dove vado"
teaestefano

Bellissimo film di una delle coppie più formidabili del cinema di sempre. Il tema non è nuovo (Accadde una notte), ma è trattato e raccontato benissimo: la persona che ci mettiamo in testa essere il nostro tipo spesso non è quella giusta e quella che il nostro cuore desidera. Ci pensano poi gli eventi (o la Provvidenza, dico io) a mettere le cose a posto. La protagonista trova infatti l'amore, benchè per un bel po' gli resiste, e per fortuna non sposa quel mezzo pazzoide sull'isola che...

voto al film: teaestefano assegna il voto buono a So dove vado (1945)



scrivi la tua opinione su So dove vado


Voti a So dove vado



login

hai dimenticato la password?