Il deserto dei tartari (1976)
Con Jacques Perrin, Vittorio Gassman, Philippe Noiret, Francisco Rabal
05/05/2011
Il vocabolario dei sentimenti - Attesa (6)
Appena arrivato il giovane tenente si presentò al comandante il quale , anticipando la domanda , gli assicurò subito che la sua permanenza alla Fortezza...
di panflo
La trama
Un giovane ufficiale, il tenente Drogo, viene inviato per servizio in una fortezza che si trova ai margini del deserto. Qui attende, assieme ai suoi compagni, di potersi misurare con i nemici, i tartari. Ma i giorni passano senza che nulla accada. Nel frattempo il tenente vede infranti i suoi sogni di gloria: si ammala gravemente senza essere riuscito a combattere.
Adattamento del fortunato romanzo di Dino Buzzati. Diretto da Valerio Zurlini nel 1976, lungo e quasi "sofferto", è un film che può peccare di didascalismo, ma è anche intenso e affascinante.
L'opinione più votata
Di bradipo68 scritta il 08/05/2011 - utile per 13 utenti
Voto al film: 
- negative [3]
- sufficienti [2]
- positive [9]
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17 giugno 2011 Opinione di Utente rimosso (pgll) su "Il deserto dei tartari"
Affascinante e sottilmente sfuggevole. Uno dei veramente pochi film italiani (a gusto personale non amo molto il nostro cinema) che mi ha impressionato profondamente. Una parabola sulla pienezza del vuoto, sul fragore del silenzio, sulla vitalità senza azione, sul racconto senza parole, sul tempo che scorre eppure cristallizzato nello stesso istante.
voto al film: 
8 maggio 2011 Opinione di bradipo68 su "Il deserto dei tartari"
Il deserto è tutto tranne che è immobile.Cambia la conformazione ad ogni alito di vento,la sabbia offusca lo sguardo e cambia quasi magicamente di posto.Eppure nel romanzo di Buzzati e nella trasposizione di Zurlini il deserto è usato come metafora dell'immobilità.E'un non luogo da monitorare continuamente con i binocoli per attendere qualcosa che ha contorni talmente sfumati che sconfina agevolmente nel mito.I Tartari,nemici invisibili attesi da tempo...
voto al film: 
28 gennaio 2011 Opinione di urios su "Il deserto dei tartari"
L'isolamento esasperato può condurre alla follia e alla morte. Questi momenti dell'esistenza umana riflettono forse "i motivi metafisici del romanzo" (Giovanni Grazzini, "Il Corriere della Sera, 30 ottobre 1976) di Dino Buzzati. Storia di un'attesa. "Normalmente le cose procedono con più lentezza" - già questa frase dà il senso del ritmo.
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26 gennaio 2011 Opinione di mondolariano su "Il deserto dei tartari"
Magnifico. Magnifico se si considera che al cinema le qualità di un romanzo vengono spesso mortificate. Anzi, in questo caso il senso del nulla inteso come vuoto esistenziale avrebbe rischiato di sprofondare nella noia ciò che nel libro costituisce un capolavoro. Il cinema vive soprattutto di immagini in movimento, non di parole, ed è vittima dello “spettacolo” che il pubblico si aspetta sempre di vedere. Di fronte ad una trama concettuale, composta da atmosfere sospese nel nulla, la...
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6 gennaio 2011 Opinione di Ramses72 su "Il deserto dei tartari"
Bella fotografia e molto bella la fortezza.Mi piacciono i film lenti ma qua si esagera.L'ho trovato molto noioso.In pratica non succede nulla.Mi è piaciuta molto la parte di G.Gemma nei panni del "duro" maggiore.
voto al film: 
29 settembre 2010 Opinione di ethan su "Il deserto dei tartari"
Film sull'attesa che non mi è piaciuto per niente: grande cast, belle location e fotografia ma, alla fine, la noia la fa da padrona. Secondo me, Zurlini, nonostante immagini molto curate ed impeccabili, non ha saputo dare alla sua pellicola quell'atmosfera che si respira leggendo un'opera di Buzzati. Voto: 5.
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28 settembre 2010 Opinione di gio44it su "Il deserto dei tartari"
Un'opera maestosa, tanto nella stupenda descrizione dell'ambiente in cui Buzzati ha collocato la vicenda quanto, soprattutto, nella resa di un'atmosfera rarefatta e quasi allucinata, quella della fortezza, dove ogni azione si colloca in un rigido protocollo, assurto a ideologia, nel quale la natura umana viene forzata impietosamente come in una ferrea armatura, al di là del fato stesso. Il film, come il libro, è una parabola sull'attesa come morte quale fine di se stessa,...
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25 settembre 2010 Opinione di zombi su "Il deserto dei tartari"
un film che rimane anche a distanza di settimane. splendida location per una location mentale e d'animo. l'attesa come nemico di se stessi e per gli altri ancor prima del nemico se mai arrivasse. un regista che si aggira per i luoghi e attorno ai suoi personaggiattori come un antropologo o un documentarista che documenta il logorio umano ai confini del mondo conosciuto oltre il quale non si sa cosa ci sia, se non luci che non si sa con precisione cosa potrebbero essere. ottimi gli attori...
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11 settembre 2010 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "Il deserto dei tartari"
Se il film fosse “solo” una riproduzione sfarzosa ed elegante dell'omonimo libro di Buzzati, sarebbe già un'opera di pregio, ma Zurlini non si accontenta di far questo (come altri avrebbero fatto), si spinge oltre i limiti della comunicazione dell'immagine, ignorando l'impossibilità economica e la scarsità dei mezzi (fu Perrin a raccogliere il gruzzolo necessario per girare il film), e superando la paura delle evidenti difficoltà che esistono nel...
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24 agosto 2010 Opinione di GIANNISV66 su "Il deserto dei tartari"
Dal capolavoro di Dino Buzzati Valerio Zurlini trasse nel 1976 questa ottima riduzione cinematografica che, pur con le licenze inevitabili in una trasposizione da libro a schermo, rispetta in modo assoluto lo spirito del libro. In questa operazione largo merito va attribuito agli attori coinvolti, tutti protagonisti di interpretazioni di altissima qualità. Veramente azzeccata poi la scelta della location, la fortezza iraniana di Arg-e-Bam è veramente la materializzazione della...
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