Opinione di Spielbergman su Punto di non ritorno
Con Laurence Fishburne, Sam Neill, Kathleen Quinlan, Joely Richardson
- negative [5]
- sufficienti [10]
- positive [14]
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Sul film
Il regista Anderson, pur non rivoluzionando il genere, riesce a mettere a segno le giuste citazioni (“Alien”, “Solaris” e “Shining”) e a manipolarle in modo da far piombare lo spettatore nel terrore: immagini forti, violente e visionarie, in spazi claustrofobici che riescono ad incutere un senso di isolamento che genera angoscia e timore. La scenografia, molto buona, riesce a fare il resto contando anche sul buon sonoro. Il terrore percorre i corridoi in modo allucinato, decima l’equipaggio in modo piuttosto efficace (le morti di ogni singolo membro sono dei veri frammenti di antologia orrorifica, in particolare mi è piaciuta l’angoscia trasmessa dal tentato suicidio nella camera di depressurizzazione) e fa tornare in mente ricordi passati (la sequenza del suicidio della signora Weir poteva forse essere sfruttata meglio, ma l’impatto della vasca piena di sangue è indubbio) coinvolgendo pienamente lo spettatore. Rimane comunque il solito film alla “Alien”, ed è indubbio che come B-Movie fanta-horror non raggiunga i livelli di “Pitch Black” o di altre perle carpentiane o di Ridley Scott, ma è certo che il fascino della Event Horizon, moderna nave fantasma che riemerge dalle tenebre con il suo carico di “inferno” faccia ricordare questo film molto, molto a lungo. Buona la sceneggiatura, con la trovata del “cuore” della nave che permette lo spostamento spazio-tempo, e buona anche la caratterizzazione degli ambienti della nave (bellissimo il corridoio di ingresso alla Event). Ha certe cadute di stile troppo legate ad una dimensione “commerciale”, tipo la scelta di musiche frenetiche in momenti dove bisognava più caratterizzare l’elemento horror dell’ambientazione, le interpretazioni non sono impeccabili (tranne il sempre grande Laurence Fishbourne, mentre Sam Neill, nonostante non sia un genio, fa sempre la sua buona comparsa). Insomma, alti e bassi: se da un lato è indubbiamente riuscito il tentativo di trasferire “Shining” nello spazio, grazie ad un buon lavoro di thrilling nella sceneggiatura, dall’altro alcune scelte troppo negli schemi del cinema di genere hollywoodiano limitano quest’effetto. Rimane comunque un bel horror da vedere in compagnia. Voto: 7+
Sulla trama
Citazionistica e di indubbio fascino, dimostra un certo gusto cinefilo da parte dell’autore.
Sulla regia di Paul Anderson
Nel complesso più che buona, ci sono imperfezioni ma non risultano molto gravi.
Sull'interpretazione di Sam Neill
Non sarà un genio, ma regala un’interpretazione più che buona.
Sull'interpretazione di Laurence Fishburne
Bravissimo.
Sulla colonna sonora
Anonima, però funzionale.
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