Il colosso d'argilla (1956)
Con Humphrey Bogart, Rod Steiger, Mike Lane
La trama
Il film, vagamente ispirato a un libro che raccontava la vita del grande pugile Primo Carnera, è la storia di Toro Moreno, ingenuo pugile asservito al mondo delle scommesse manovrate dal boss Benko. Un giornalista, interpretato da Humphrey Bogart, gli aprirà gli occhi. Amaro apologo sulla vita ridotta a una sorta di ring sul quale lottare.
L'opinione più votata
Di ethan scritta il 14/10/2011 - utile per 3 utenti
Voto al film: 
Tra incontri truccati, pubblicità ingannevoli e articoli sui giornali si crea dal nulla un potenziale campione (Mike Lane, un wrestler professionista) che altri non è che un gigante rozzo ed ingenuo, un 'colosso d'argilla' come recita il nostro titolo, che al primo vero incontro, dopo tante farse, verrà massacrato di botte e finirà all'ospedale con una mascella rotta.
Bogey è straordinario nella parte del giornalista caduto in disgrazia che, prima, scende a compromessi semplicemente perché ha bisogno di denaro ma che, alla fine, non esita a schierarsi dalla parte del suo protetto rispedendolo a casa su un aereo e regalandogli il suo compenso.
Non male anche Rod Steiger nel ruolo dello spregiudicato manager e Jersey Joe Walcott, ex pugile campione del mondo dei massimi, in qualità di sparring partner.
Film come questi sono distanti anni luce da opere come 'Rocky', dove il pugilato è visto come occasione per emergere ed affermarsi, mentre qui è soltanto una dura lotta per sopravvivere, a qualsiasi costo.
Voto: 8.
14 ottobre 2011 Opinione di ethan su "Il colosso d'argilla"
Ultimo film interpretato dal grande Humphrey Bogart: diretto con vigore e grande senso del ritmo da Mark Robson, il film è un atto d'accusa del sottobosco che gravitava attorno al mondo della boxe, chiamata un tempo 'Nobile arte' ma diventata ben presto fertile terreno per faccendieri e affaristi senza scrupoli. Tra incontri truccati, pubblicità ingannevoli e articoli sui giornali si crea dal nulla un potenziale campione (Mike Lane, un wrestler professionista) che altri non è che un...
voto al film: 
26 settembre 2011 Opinione di Tarabas su "Il colosso d'argilla"
Un ingenuo ragazzone sudamericano, fenomeno da baraccone in un circo, viene trasformato in contendente per il titolo dei massimi pur non avendo la minima preparazione per boxare. L'operazione è condotta da un losco impresario, che combina incontri truccati per costruire al gigante un record vincente. Ma non si potrebbe andare lontano, senza l'accorta propaganda orchestrata da un ex giornalista sportivo in disarmo. Al momento di combattere con il campione in carica, pur essendo destinato...
voto al film: 
25 ottobre 2009 Opinione di Baliverna su "Il colosso d'argilla"
Bellissimo film, dal ritmo teso e serrato, il cui tema centrale (al di là della pur importante ambientazione pugilistica) è il potere di seduzione che il denaro ha su molte persone, le quali finiscono per rinunciare per esso alla propria onestà e dignità. Le battute dei dialoghi su questo argomento sono numerose sin dall'inizio. Molto interessante è il personaggio di Bogart (ottima la sua interpretazione), che parte con l'idea che il denaro è quello...
voto al film: 
3 ottobre 2009 Opinione di sasso67 su "Il colosso d'argilla"
Buon film sul mondo della boxe, ispirato probabilmente alla figura e alla carriera di Primo Carnera, il nostro gigante, la cui ascesa fu di molto aiutata dalla mafia italoamericana, prima di essere massacrato sul ring da Max Baer. All’inizio il film sembra un po’ tirato via, per la necessità di entrare quanto prima in medias res, ma quando la trama ha ingranato la descrizione del mondo del pugilato e del suo sottobosco, spesso ai limiti della legalità, talvolta ben...
voto al film: 
10 aprile 2009 Opinione di michel su "Il colosso d'argilla"
UN PUGNO DI MOSCHE Grazie a una serie di incontri truccati e a una indovinata campagna pubblicitaria un fenomeno da baraccone viene spinto sino al titolo dei pesi massimi. Il fiero individualismo incarnato da Bogart vince la battaglia con un mondo, quello della boxe, corrotto e violento. Prevedibile ma diretto con grande professionalità, il film ha dalla sua un uso intelligente delle ambientazioni e ottimi interpreti. Il massacro annunciato del gigante buono è ancora oggi inguardabile.
voto al film: 





















