Vanità e affanni (1997)
Con Anita Bjoerk, Börie Ahlstedt, Marie Richardson, Erland Josephson, Pernilla August, Peter Stormare
La trama
Un inventore e un professore, ricoverati in un ospedale psichiatrico, vogliono girare un film.
L'inventore Karl Akerblom, 54 anni, il volto come quello di un bambino nonché grande ammiratore di Schubert, è un paziente del reparto psichiatrico dell'Ospedale Universitario di Upsala. Motivo? Ha massacrato di botte, senza ragione apparente, la fidanzata Pauline. Un altro paziente dell'ospedale è il professor Osvald Vogler. I due uomini stringono amicizia e insieme progettano di girare un film che si intitolerà "La gioia della ragazza gioiosa".
Parabola sulla vita e la morte, unite da una sola Grande Follia, come solo il grande maestro del Nord sa fare. Naturalmente non mancano riferimenti autobiografici e il solito, dichiarato grande amore per il cinema nonostante il volontario abbandono di quindici anni prima (questo film è girato per la Tv).
L'opinione più recente
Di mm40 scritta il 2008-09-26 22:05:55
Voto al film: 
2008-09-26 22:05:55 Opinione di mm40 su "Vanità e affanni"
Spiazzante lavoro dell'ultimo Bergman, quello legato ai ricordi d'infanzia (non a caso il film è ambientato negli anni '20 del 1900) e costantemente reverente verso teatro e cinema. Spiazzante perchè le idee ci sono, ma pare che manchi la fantasia, l'ingegno, il ritmo che fanno la differenza fra un lavoro comune o addirittura banale ed un lavoro medio di Bergman. L'impostazione teatrale del film (si svolge quasi interamente in tre stanze, una per volta) è già di per sè un forte limite....
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