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La maman et la putain (1973)

[La maman et la putain, Francia 1973, Commedia, durata 208', b/n]   Regia di Jean Eustache
Con Jean-Pierre Léaud, Bernadette Lafont, Francoise Lebrun, Isabelle Weingarten



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La maman et la putain: presente
Ritmo ritmo in La maman et la putain: forte
Impegno impegno in La maman et la putain: presente
Tensione tensione in La maman et la putain: minimo
Erotismo erotismo in La maman et la putain: presente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a La maman et la putain

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a La maman et la putain (voti: 8 media: 4,63) 8

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La trama

L'educazione sentimentale del giovane parigino Alexandre diviso tra due ragazze: Veronika, infermiera in un ospedale, e Marie, proprietaria di una piccola boutique. Vagabondaggi, notti insonni, passeggiate nel Quartiere Latino, conversazioni tra il filosofico e il banale nei caffé, tenerezze e angosce nella stanza da letto...  

Jean Eustache, promessa del cinema francese morto suicida nel 1981, tirò con questo film il tipico sasso nello stagno. Perché scorse nella sua generazione quel barlume di disillusione e disimpegno che la porto a vivere allo sbando la fine della Contestazione. Cinematograficamente potente.

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 04/01/2011 - utile per 15 utenti

Voto al film: voto ottimo

Alexandre (Jean-Pierre Lèaud) è un dandy parigino che passa il suo tempo al "Deux Magots" di Saint Germain de Près, legge Proust e sorseggia whiski. Vive nell'appartamento di Marie (Bernadette Lafont), una donna più grande di lui a cui è molto legato affettivamente. E' ancora innamorato di Gilberte (Isabelle Weingarten), una studentessa che lo lascia per istaurare con un altro un rapporto più solido, quando si imbatte in Veronika (Francoise Labrun), un'infermiera dai costumi sessuali assai facili di cui rimane subito attratto. La fissità della loro relazione infastidisce Marie e la sua coabitazione con Alexandre ingelosisce gradualmente Veronika, che per la prima volta sente di essersi innamorata di un uomo. "La maman et la putain" (Gran premio della giuria a Cannes) è da molti considerato uno dei film più importanti di tutto il cinema francese degli anni settanta, quello che fa conoscere al grande pubblico il sensibile talento di Jean Eustasche (morto suicida nel 1981), un autore con la vocazione da scrittore che quasi per caso si ritrovò nel mondo del cinema ("Faccio cinema perchè non sono capace di scivere romanzi", disse di se). In effetti, questo magnifico film ha un impronta tipicamente letteraria, tra la lentezza esasperante e la rigorosa sperimentazione linguistica. Girato perlopiù in interni, si regge tutto su lunghi e interminabili dialoghi (almeno due i monologhi da antologia), che vanno dal pronunciamento dei più banali luoghi comuni a osservazioni profonde sulla condizione esistenziale dell'uomo moderno. La vita scorre insieme all'alcol e al fumo delle sigarette, aderisce al quotidiano annullando ogni valore spazio-temporale ai contenuti che la sorreggono. Si passa dalla camera da letto al bar e dal bar alla camera da letto, un'ambientazione claustrofobica letteralmente inondata da un flusso ininterrotto di parole, che rimbalzano in ogni dove depositando impressioni sparse ed emozioni indistinte. Emerge nell'aria il sapore acre della disillusione e un angosciosa sensanzione di smarrimento, la vacuità veicola concetti e la transitorietà dei sentimenti è figlia della fuga dalla storia. Trovo sia vero che questo film rappresenti il "tipico sasso nello stagno", la spia rossa di un malessere generazionale che andava facendosi sempre più generale, che segnava per molti giovani la fine delle speranze "contestatarie" e l'inizio di un periodo di totale disimpegno (le pesanti invettive lanciate da Alexandre contro "La classe operaia va in paradiso" di Elio Petri e "l'avvinazzato" Jean Paul Sartre sono in tal senso emblematiche). La grandezza del film sta nel far emergere questo clima "decadente" tra le pieghe di particolari stati emozionali, di rappresentare il nulla facencocene gradualmente percepire il senso. I suoi personaggi si delineano compiutamente con lo scorrere della storia, come se le oltre tre ore di durata del film rappresentassero per ognuno un percorso esistenziale da portare avanti fino alle estreme conclusioni, mostrandosi nudi alla meta. Giungono a una tale maturazione emotiva da indurre chi guarda a familiarizzare con loro, a identificare le situazioni rappresentate come situazioni tipo e a riconoscerne la ragionevole emblematicità contingente. Eustache usa i corpi per appagare istinti e le parole per incunearsi nei dedali misteriosi del sentimento amoroso, due linguaggi che viaggiano su vie parallele, che danno e tolgono senso alla perdita di coordinate in atto fino al momento imprescindibile delle scelte, quando i due percorsi si incrociano e bisogna cedere il passo alle voci di dentro se non si vuol soccombere sotto il peso di una perenne indeterminatezza. Un film davvero eccezionale, sulla vita, sulla politica e sulla forza lenitrice dell'amore.
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SI

Opinioni su La maman et la putain


4 gennaio 2011 Opinione di Peppe Comune su "La maman et la putain"
Peppe Comune

Alexandre (Jean-Pierre Lèaud) è un dandy parigino che passa il suo tempo al "Deux Magots" di Saint Germain de Près, legge Proust e sorseggia whiski. Vive nell'appartamento di Marie (Bernadette Lafont), una donna più grande di lui a cui è molto legato affettivamente. E' ancora innamorato di Gilberte (Isabelle Weingarten), una studentessa che lo lascia per istaurare con un altro un rapporto più solido, quando si imbatte in Veronika (Francoise Labrun),...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto ottimo a La maman et la putain (1973)

4 commenti
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20 novembre 2010 Opinione di Axeroth su "La maman et la putain"
Axeroth

Quando il manifesto dell'amour fou si fonde al nichilismo nietzschista, alla poesia decadentista rimbaudiana... quando il nero della notte si fonde alla luce del giorno, quando una bionda ed una mora fanno l'amore con un uomo in comune. Poesia, filosofia, rottura totale dello spaziotempo, il macrocosmo delle emozioni si tramuta in un microcosmo, nel quale solo 3 anime condividono il male ed il bene dell'universo, dove l'arte, la musica e il cinema si fondono alle litigate, ai rapporti...

voto al film: Axeroth assegna il voto ottimo a La maman et la putain (1973)

nessun commento
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14 gennaio 2010 Opinione di riverworld su "La maman et la putain"
riverworld

Un vero viaggio, una sorta di esperienza. Certo è lungo ma se ti avvolge non te ne rendi neppure più conto. Passare dall'affabulazione sfrenata di un dandy/viveur al monologo finale in cui c'è tutta la disperazione umana nell'unico film di una vita. Un film di una forza smisurata. Cercatelo o implorate Ghezzi di ritrasmetterlo.

voto al film: riverworld assegna il voto ottimo a La maman et la putain (1973)

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18 dicembre 2009 Opinione di luca826 su "La maman et la putain"
luca826

VOTO 9,5 TOTALE Un film eccezionale, fugace e intenso come solo i capolavori sanno esserlo. 3 ore e 30 minuti piacevolissimi nella prima parte e scioccanti nel finale-resa dei conti. Eustache sembra filmare alla Rohmer ma poi parte per la tangente e si allontana da ogni modello raggiungendo vertici incredibili di realismo e profondità espressiva. La storia che ruota intorno alla dimensione della donna nella società è orchestrata alla perfezione, ti aspetti una love-story...

voto al film: luca826 assegna il voto ottimo a La maman et la putain (1973)

2 commenti
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2 settembre 2002 Opinione di HAL70 su "La maman et la putain"
HAL70

Poi si uccise,il regista.Fece prima questo film monstre,come lunghezza,dissipazione voluta del tempo,dell'essere giovani;ci regalò il più grande monologo,eterno triste e seducente,della storia della parola sullo schermo.Realistico e snob,madre e puttana;recuperatelo!Vi aiuterà a capire la pesantezza dell'esserci, il lenimento dell'amore.

voto al film: HAL70 assegna il voto buono a La maman et la putain (1973)


1 settembre 2002 Opinione di filstooge su "La maman et la putain"
filstooge

è un film stupendo, per come descrive i casi della vita con grande profondità e al tempo stesso ironia, quasi sarcasmo. E' un film di parole ma anche di immagini, parigi in b/n cattura.

voto al film: filstooge assegna il voto buono a La maman et la putain (1973)



17 aprile 2002 Opinione di peter pan su "La maman et la putain"
peter pan

lento ma non noioso. Verboso come i film francesi sanno essere, ma anche pieno di silenzi

voto al film: peter pan assegna il voto buono a La maman et la putain (1973)



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