Bonjour tristesse! (1958)
Con Deborah Kerr, David Niven, Jean Seberg, Mylène Demongeot
15/03/2011
Il vocabolario dei sentimenti - Amarezza (3)
Buon compleanno, Cecile! Oggi compio gli anni. E piove. Per me in realtà, oramai che fuori ci siano il sole o la pioggia non fa alcuna differenza. Da quando Raymond se...
di ziacassie
La trama
Bel mondo di ricchi e sfaccendati inglesi sulla Costa Azzurra. Qui Raymond e sua figlia Cecilia stanno trascorrendo una vacanza con Elsa, l'amante di Raymond. Arriva anche Anna, amica della madre, defunta, di Cecilia, che tenta di mettere un po' di ordine nella vita della ragazza. Tra le due nasce una rivalità che...
Da un best seller dell'epoca (di Françoise Sagan) e con una canzone altrettanto famosa, un film che è soprattutto una prova d'attori.
L'opinione più recente
Di teaestefano scritta il 01/05/2009
Voto al film: 
1 maggio 2009 Opinione di teaestefano su "Bonjour tristesse!"
Interessante film, e direi originale per il suo tono e la sua atmosfera: il primo è lieve ma non superficiale, la seconda a metà tra il giocoso velato di malinconia, il lirico, il nostalgico. Benché Niven e la Kerr siano al solito molto bravi, direi che la pellicola poggia molto sulle spalle della bella Seberg, che qui era ancora molto giovane e forse un po' acerba, e che in futuro sarebbe diventata ancora più bella. Comunque la sua giocosità, le sue smorfiette e i suoi improvvisi cambi...
voto al film: 
3 aprile 2008 Opinione di Mr.Klein su "Bonjour tristesse!"
Il periodo in cui è stato realizzato non fa sembrare azzardato l’accostamento di Bonjour tristesse a titoli più famosi sul disagio giovanile che in quegli anni fiorivano e facevano il punto su quanto la generazione degli adolescenti e ventenni dell’epoca ambisse a creare una frattura molto dolorosa tra la loro disperazione e l’assennata moralità dei padri e delle madri,ma le differenze ci sono,e anche notevoli. La prima sta nel nome del regista,Otto Preminger,esperto,scaltro...
voto al film: 
5 marzo 2006 Opinione di montyjames su "Bonjour tristesse!"
tratto dal romanzo di françoise sagan una versione che non si limita ad illustrare, ma a dare una visione soggettiva della tristezza improvvisa della protagonista con un uso geniale del bianco e nero e sguardi melaconici di jean seberg che guarda in macchina da presa
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