Lo strangolatore di Boston (1968)
Con Tony Curtis, Henry Fonda, George Kennedy, Mike Kellin
27/02/2012
Albert DeSalvo: fuori o dentro?...ricordando che tra un anno chiudono gli O.P.G.
Albert DeSalvo si è chiuso in un ostinato silenzio, non parlerà mai più.Sono mesi, anni forse che non si ode la sua voce, il suo corpo vestito di bianco si è confuso...
di maghella
La trama
La città di Boston è terrorizzata da un maniaco sessuale che strangola in prevalenza donne anziane e sole. Su mandato del procuratore generale, John Bottomly assume la direzione delle indagini, che, però, non approdano a nulla. In seguito a una mossa falsa, finalmente il presunto assassino finisce nelle mani della polizia, che pur non avendo prove certe, ha ragione di ritenerlo responsabile dei delitti. Si scopre che l'uomo, Albert De Salvo, soffre di sdoppiamento della personalità ed è convinto di essere innocente, perché non si ricorda di quello che ha fatto.
Fleischer filma con assoluto realismo la sua storia impressionante, realizzando un film innovativo e appassionante. Davvero buona la prova di Tony Curtis in contro-ruolo.
L'opinione più votata
Di carlos brigante scritta il 23/10/2010 - utile per 12 utenti
Voto al film: 
Se qualcuno crede di trovarsi di fronte ad un classico thriller, si sbaglia di grosso! Fleischer mischia mirabilmente le carte dando vita ad un’opera versatile dall'andamento “mimetico”. Il film, infatti, può essere suddiviso sostanzialmente in due parti.
La prima segue uno schema narrativo che richiama il poliziesco, con la polizia impegnata a cercare di arrivare ad una soluzione. Ogni tentativo, però, si rivela vano. La paura intanto cresce; l’opinione pubblica è in subbuglio; tutti iniziano a sospettare di tutti.
Tony Curtis entra in scena dopo quasi un’ora (un po’ come il Bogart de “La fuga” o il Welles ne “Il terzo uomo”) e lo scenario muta. E’ in questo preciso momento che prende avvio la seconda parte.
All’improvviso ci troviamo immersi in un (apparentemente) tranquillo quadretto famigliare. Mentre la televisione diffonde la notizia dell’assassinio del presidente Kennedy, due bambini stanno bisticciando, con la madre intenta a preparare la cena. Seduto sul divano, il padre sta ascoltando attonito. Prende la bimba in braccio, la tiene per un po’, poi d’improvviso si alza, bacia la moglie ed esce in automobile. Dopo aver vagato senza meta, raggiunge un primo appartamento. Lo strangolatore ora ha un volto. Si scoprirà a breve che il suo nome è Tony Di Salvo e questa è la sua storia vera. Quella di un comune operaio dalla doppia vita e dalla doppia personalità. Un normale padre di famiglia… pluriomicida. Questo per dimostrare quanto non interessi minimamente a Fleischer dar vita ad un tipico film di genere. Desidera semplicemente documentare quanto sta accadendo. Fotografare il contesto in cui si svolgono le azioni; riportare le reazioni e soprattutto seguire il percorso di un uomo inconsapevolmente divenuto mostro.
Il termine “mostro” ha (di solito) una connotazione negativa; indica qualcosa di non umano, di orribile e riluttante. Fleischer evita di intraprendere questa strada e lo fa immergendosi nell’Uomo-Di Salvo senza disumanizzarlo; dà prova, semmai, di un profondo senso di pietà ed umanità nei confronti di questo individuo dilaniato da un incontrollabile lato oscuro. Non sceglie la facile strada della spettacolarizzazione ed evita con maestria ogni possibile inciampo (melo)drammatico. Procede, insomma, con il rigore del giornalista che riporta un fatto di cronaca; contemporaneamente, però, denota una grande capacità di introspezione che permette di insinuarsi nei meandri della mente e nelle voragini dello spirito.
Condannare è estremamente facile. ESPANDI +
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25 agosto 2011 Opinione di Mr.Klein su "Lo strangolatore di Boston"
La solitudine dell’uomo quando conquista la sua ambigua sedentarietà e trova la sua gabbia confortevole,ovvero un luogo sempre in ombra al cui riparo può diventare ossessione,si fortifica quando avvista e attira una mente talmente fragile,poco coltivata e vulnerabile da diventare criminale,forse perché mai allenata a riconoscere e non varcare la linea di demarcazione tra Bene e Male. Questo criminale,se non è sostenuto dall’intelligenza attiva...
voto al film: 
29 maggio 2011 Opinione di ezio su "Lo strangolatore di Boston"
E' un bel thriller poliziesco,con una bella interpretazione di Curtis.Per i tempi alcuni temi trattati erano abbastanza arditi.Forse la durata poteva essere piu' limitata,perche' l'ultima mezzora scorre lenta.
voto al film: 
19 maggio 2011 Opinione di luca826 su "Lo strangolatore di Boston"
VOTO 8+ MALATO (Tv 18 Maggio 2011) Chi è un savio? E' una persona che non è rinchiusa in un manicomio... La solitudine, la città, la bestialità, il male, noi. Boston (ma potrebbe essere qualunque altro luogo) non è mai inquadrata in un campo totale, in uno scorcio caratteristico, come il thriller è solo una traccia. Infatti la società basata sulla convivenza civile ed il controllo degli istinti violenti e primordiali sono il pilastro...
voto al film: 
23 ottobre 2010 Opinione di carlos brigante su "Lo strangolatore di Boston"
Nella Boston dei primi anni ’60 un serial killer sta mietendo vittime a ripetizione. La scia di sangue si fermerà solo dopo la dodicesima donna trovata strangolata. Intanto in città è scoppiato il panico e la polizia non sa bene più che pesci pigliare. Se qualcuno crede di trovarsi di fronte ad un classico thriller, si sbaglia di grosso! Fleischer mischia mirabilmente le carte dando vita ad un’opera versatile dall'andamento “mimetico”. Il...
voto al film: 
23 maggio 2010 Opinione di Baliverna su "Lo strangolatore di Boston"
Lo vidi la prima volta da bambino e mi rimase impresso, e anche adesso devo dire che mi è proprio piaciuto. La narrazione è sobria ed essenziale, e gli artifici tecnici (come lo schermo diviso) sono usati in modo tale da non disturbare. Particolarmente riuscite ritengo le scene delle allucinazioni, dove realtà ed immaginazione si fondono in modo originale ed efficace. Devo dire anzi che incutono una certa paura, e quasi ci trascinano nella mente distorta del maniaco....
voto al film: 
30 aprile 2010 Opinione di wang yu su "Lo strangolatore di Boston"
Film che non impressiona e annoia.
voto al film: 
23 aprile 2010 Opinione di OGM su "Lo strangolatore di Boston"
La perfetta fusione tra realismo ed inventiva, tra cronaca ed introspezione. Richard Fleischer realizza un film dallo stile vario ed imprevedibile, incoerente come l’intelletto malato di un folle, e sfaccettato come le riflessioni articolate che non convergono su una soluzione. Il serial killer non è l’esecutore di un progetto univoco e ripetitivo; non è il rappresentante di un rigore solitario, esasperato e maniacale, ma, al contrario, è un elemento...
voto al film: 
9 luglio 2008 Opinione di degoffro su "Lo strangolatore di Boston"
Tratto dall'omonimo romanzo di Gerold Frank, a sua volta ispirato a fatti realmente accaduti, sceneggiato, con la collaborazione di Philip Di Natale e John S. Bottomly, gli ispettori di polizia a suo tempo impegnati nelle indagini sul mostro, dall'ottimo Edward Anhalt (già due volte premio Oscar per il soggetto di "Bandiera gialla" di Elia Kazan e per la sceneggiatura di "Becket e il suo re" di Peter Glenville e futuro sceneggiatore di "Corvo Rosso non avrai il mio scalpo" di Sidney...
voto al film: 
25 giugno 2008 Opinione di emmepi8 su "Lo strangolatore di Boston"
Un regista molto sottovalutato, ma che quando ha potuito superare le barriere del cinema hollywoodiano ha saputo dire cose che si distinguono nel panorama cinematografico: Viaggio llucinante, Frenesia del delitto, Le Jene di Chicago, Sabato Tragico, L'Ultima Fuga... . Qui con una base ottima di sceneggiatura ed una scelta davvero indovinata di multimmagini, ben congnate e mai gratuite costruisce questa storia in maniera ammirabile, sfruttando un cast come quello con Curti e Fonda, e...
voto al film: 
24 giugno 2008 Opinione di chribio1 su "Lo strangolatore di Boston"
film abbastanza interessante e ben fatto.voto.6.
voto al film: 
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