Mezzanotte nel giardino del Bene e del Male (1998)
Con John Cusack, Kevin Spacey, Jude Law, Lady Chablis, Jack Thompson
La trama
In una città della Georgia viene commesso un delitto: sul posto c'è un giornalista affamato di verità.
A Savannah, nello stato della Georgia, c'è un quadro, piuttosto prezioso, ma è una sovrapposizione e il suo proprietario non vuole sapere cosa c'è sotto. C'è un signore raffinato, con uova Fabergé e armi antiche, ma in realtà è solo un "nuovo ricco". C’è un domestico nero che porta a spasso un cane morto da anni, e un coltivatore bianco che porta a spasso le sue mosche (più una boccetta di veleno che minaccia di versare nell'acquedotto). C'è una barbona nera che fa il voodoo intorno a mezzanotte nel cimitero. Poi, un giorno, echeggia uno sparo e c'è un giornalista, che si trova sul posto per fare un servizio, che comincia a indagare...
«La verità è come l'arte: sta nell'occhio di chi guarda», dice uno dei protagonisti. Anche il film di Eastwood è nell'occhio di chi guarda: forse un thriller, forse (è più probabile) una devastante, sotterranea ballata sulla provincia meridionale: come dice il giornalista che arriva là per un servizio e decide di restarci, Savannah è «come _Via col vento_ alla mescalina». Molto bella la prima parte d'ambiente, di caratteri, di sinuosi, interrogativi pedinamenti della macchina da presa. Più stanca, purtroppo, la seconda: forse perché non se ne può più dei film processuali, ma anche a Eastwood il risvolto giudiziario non sembra interessare troppo. Camaleontica l'interpretazione di Spacey, discreta e "funzionale" quella di Cusack. Nel film c'è una gag molto divertente: quella dell'ex cameriere di colore che porta a passeggio un cane che non c'è.
L'opinione più votata
Di kotrab scritta il 2011-04-04 00:07:27 - utile per 11 utenti
Voto al film: 
Il film di C. Eastwood parte da un fatto realmente accaduto e poi rivisitato in un libro di John Berendt, ma soprattutto cerca un approccio equilibrato in senso critico ("mezzanotte"), traccia strade e punti di vista che si svolgono nel "giardino del bene e del male" cercando di non dare un giudizio unilaterale, mettendo sui piatti della bilancia i vari fattori (la statua del cimitero che tiene due vassoi). Analogamente Eastwood trova uno stile multiforme nelle influenze dei generi (dal thriller al processuale, dal fantastico al dramma con saldi exploit da commedia, forse - un po' esagerando - anche un ammiccamento al musical nella sincronia delle portiere delle auto che si aprono e da cui escono coloratissime signore) che però sa quantificare e dominare perfettamente nella struttura del film, così realistico nella percezione degli ambienti, esterni e interni, e nell'opposizione tra apparenza ed essenza (con rimandi più o meno evidenti, dal contenuto omosessuale alla corsa ai favori, dalle convenzioni opportunistiche al quadro falso, al ballo impettito dei neri che imitano le etichette dei bianchi, una delle sequenze più grottesche e kitsch mai viste), quanto appunto simbolico e "surrealistico" in certi momenti.
La complessità e l'artefatto si mimetizzano nella forma classica, mentre il distacco non impedisce qua e là più diretti interventi della presenza dello sguardo del regista, a fior di pelle e in particolare ironici. La verità, come l'arte, sta nell'occhio di chi guarda.
Riporto alcune considerazioni di Mauro Giori: [...] Mezzanotte nel giardino del bene e del male sfugge invece ad ogni inquadramento, e tutti i suoi personaggi (prostituto compreso, nonostante la sua parvenza radicalmente malefica) rimangono ambigui fino all’ultimo. Persino Williams, il dandy che Kevin Spacey interpreta con cinismo wildiano, ora vittima indifesa ora carnefice mefistofelico, si guadagna infine una sorta di riscatto nella riconferma dell’impossibilità di cogliere la verità, e la sua morte non ha nulla di moralistico, ma piuttosto serve a congelare “lo stato delle cose” nel momento di maggiore apertura. [...]
Non abbiamo più la visione manichea di una società minacciata dagli omosessuali e difesa da eroi ipervirili che sanno stare al loro posto, ma piuttosto una visione critica che descrive la società come un coacervo di convenzioni che si sforzano, senza riuscirci, di dare forma razionale a un magma di possibilità, che però nella loro irriducibile complessità si sottraggono continuamente a tale lavoro di ordinamento, che come tale prevede la necessità di cogliere e imporre una e una sola verità. Ciò che appunto il film nega tenacemente fino alla fine, giocando (anche se un po’ folcloristicamente) a opporre in conflitti irresolubili razionalità e magia, ragione e follia, calcolo e istinto, natura e cultura. [...]
Ciliegina sulla torta è una magnifica Lady Chablis, una forza della natura di simpatia contagiosa e che incarna la schiettezza, la verità nuda e cruda che dà fastidio persino in un'aula di tribunale dove per definizione si esige il giuramento e smaschera in un batter d'occhio ogni ipocrisia con un corpo che gioca al contrario sul doppio senso e il mascheramento, sull'evidenza delle contraddizioni e il vuoto di ideologie preconfezionate. 8 1/2
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2011-05-15 18:05:46 Opinione di Eolus su "Mezzanotte nel giardino del Bene e del Male"
Deludente. Nonostante il cast di una certa elevatura e gli spunti interessanti, il film è molto scontato: non c'è suspence, solo curiosità, rimasta lì senza trovar sfogo. Due esempi sono: la donna dei riti vodoo, che anche alla fine rimane il dubbio su cosa sappia e cosa no, su cosa sia capace e cosa no, ed il nostro giornalista? che ha fatto poi, l'ha scritto un altro libro?
voto al film: 
2011-04-04 00:07:27 Opinione di kotrab su "Mezzanotte nel giardino del Bene e del Male"
Nella sua aderenza alla tradizione di una narrazione canonica (o "classica"), Mezzanotte nel giardino del bene e del male (1997) ha in sé i germi mimetizzati eppure identificabili di una manipolazione in senso lato e ambigua, ambivalente, ma anche consapevole negli intenti. La cornice narrativa circolare (Minerva [Irma P. Hall], la sensitiva nera sulla panchina del parco) non è un vezzo convenzionale, una pratica "fatta" e riciclata, ma circoscrive un nucleo, uno...
voto al film: 
2010-05-15 21:11:13 Opinione di Carlo Ceruti su "Mezzanotte nel giardino del Bene e del Male"
Eastwood realizza un giallo tinto di soprannaturale, dove non tutto funziona perfettamente, ma che è comunque in grado di coinvolgere, appassionare e di creare suspense. Parte della sua bellezza è anche dovuta ad una stupenda prova d'attori. Tabellino dei punteggi di Film Tv humor:1 ritmo:2 impegno:2 tensione:3
voto al film: 
2010-03-05 23:27:52 Opinione di fox1969 su "Mezzanotte nel giardino del Bene e del Male"
Decisamente troppo lungo....a tratti noioso, tenendo anche presente che le tematiche trattate non sono particolarmente originali. Sicuramente lo riguarderò perchè sono patito di Clint Eastwood (specialmente come attore) ma....mi duole a scrivere che è il primo impatto che conta (almeno per me).
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2009-12-22 11:57:33 Opinione di mm40 su "Mezzanotte nel giardino del Bene e del Male"
L'intento è chiaro fin da subito: non conta tanto la trama in sè (in effetti gli avvenimenti sono pochi e non particolarmente originali), quanto la descrizione di un ambiente torbido e malato, in cui tutti i personaggi hanno qualche particolarità, deviazione, stranezza che li caratterizza inequivocabilmente. E' il ritratto di una provincia bigotta ed invasa dai pregiudizi: dove sta la novità? Bravi gli attori, Eastwood regista è ormai una certezza, ma...
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2009-11-27 18:20:30 Opinione di luisasalvi su "Mezzanotte nel giardino del Bene e del Male"
Mi ha dato una buona impressione, che non avevo avuto leggendone prima le recensioni. "La gag dell'ex cameriere nero di impeccabile distinzione che ogni giorno porta a passeggio un cane che non c'è" (Morandini e altri, che la citano ammirati), detta così, mi sembra più banale che "divertente"; invece non è una "gag", bensì un segno del mondo ipocrita e formalista di Savannah e in genere del Sud degli USA, in cui ognuno deve apparire moralmente e formalmente...
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2009-11-09 12:36:12 Opinione di emmepi8 su "Mezzanotte nel giardino del Bene e del Male"
Un film da cui speravo molto di più, ma valutando la trama ed i risvolti, anche una sceneggiatura forte che di solito commissione benissimo Eastwood, non è riuscita ad arginare le difficoltà del genere. Ha dalla sua un formidabile Spacey, che regge diversi confronti, mentre non è della partita Cusak, che con mossette e boccucce disturba non poco il film, sottolineando a dismisura le difficoltà di un americano puro. Eastwood dipinge...
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2009-11-09 12:36:10 Opinione di emmepi8 su "Mezzanotte nel giardino del Bene e del Male"
Un film da cui speravo molto di più, ma valutando la trama ed i risvolti, anche una sceneggiatura forte che di solito commissione benissimo Eastwood, non è riuscita ad arginare le difficoltà del genere. Ha dalla sua un formidabile Spacey, che regge diversi confronti, mentre non è della partita Cusak, che con mossette e boccucce disturba non poco il film, sottolineando a dismisura le difficoltà di un americano puro. Eastwood dipinge...
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2009-10-22 11:51:47 Opinione di fornarolo su "Mezzanotte nel giardino del Bene e del Male"
Il film ci mostra i tipici pregi (belle inquadrature e sequenze mai gratuite, interpretazione mai sopra le righe, ambiguo moralismo sudista) e difetti (lentezza, caratterizzazioni non sempre credibili, abuso di stereotipi) di Eastwood regista, senza mai un colpo di genio che entusiasmi lo spettatore. Nessuno dei personaggi è simpatico al regista e quindi a noi e questo per uno come E. è sicuramente un limite.
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2009-04-18 14:37:20 Opinione di Mathiasparrow su "Mezzanotte nel giardino del Bene e del Male"
Eastwood comincia a fare prove per la serie di capolavori con cui dominerà il primo decennio del 2000. Reduce da un tris formidabile (“Gli Spietati”, “Un mondo perfetto”, “I ponti di Madison County”) ora il regista volge lo sguardo a temi più politici e umani, cercando il giusto stile per svilupparli al meglio. Sebbene qui non lo trovi riesce ugualmente ad impostare nel giusto verso il complicato intreccio di generi che si trova fra le mani e condurre in porto un film...
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