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Aprile (1998)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Aprile: presente
Ritmo ritmo in Aprile: forte
Impegno impegno in Aprile: presente
Tensione tensione in Aprile: assente
Erotismo erotismo in Aprile: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Aprile

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Aprile (voti: 60 media: 3,35) 60

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La trama

Non c'entra, però c'entra. I dirigenti della nostra sinistra, quand'erano giovani nella Fgci, interrompevano tutto per guardare Fonzie in "Happy Days". Cosa c'entra con la loro formazione politica? Non c'entra. Però, dice Nanni Moretti con un sorriso appena accennato, c'entra. Nulla c'entra e tutto c'entra (dalle copertine dell'Espresso alla televisione), in quello che siamo o siamo diventati. Dove, per una volta, una grande vittoria privata (diventare genitori) può corrispondere a un'ipotesi di vittoria pubblica.  

Film in souplesse, dove i dubbi, i tentennamenti, le ansie di un autore-genitore-cittadino hanno preso il posto delle rabbie urlate e del dolore sordo di "Palombella rossa" e "Caro diario".

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L'opinione più votata

Di ligeti scritta il 2011-05-25 15:16:41 - utile per 2 utenti

Voto al film: voto buono

Aprile inizia con il discorso di Emilio Fede al Tg4 per annunciare la vittoria di Silvio Berlusconi alle elezioni politiche del 1994, e Moretti che dice: «La sera del 28 marzo del 1994, quando vinse la destra, per la prima volta in vita mia mi feci una canna». Dopo Caro diario, Moretti torna a  fondere vita politica e vita quotidiana. E lo fa, ancora una volta, con la forma episodica, molto libera, del diario. L’aprile del titolo è quello del 1996, un mese che porta due lieti eventi nella vita del regista: la nascita del figlio Pietro e, appena tre giorni dopo, la vittoria della sinistra (del centro-sinistra) alle elezioni politiche anticipate con la coalizione guidata da Prodi. Aprile è uno dei film più sereni e spensierati di Moretti. Solare, leggero, divertito, divertente. Qui il regista non vuole fare nessuna morale, né indagare in alcun modo la psicologia dei personaggi come in film quali Bianca o La stanza del figlio: vuole raccontarsi e raccontare il suo Paese, attraverso alcuni episodi come la manifestazione del 25 aprile sotto la pioggia contro il governo Berlusconi, le manifestazioni leghiste a Venezia e lo sbarco dei profughi albanesi in Puglia. Il centro del discorso è l’incapacità comunicativa e reattiva della sinistra: celeberrima la scena in cui Moretti incita, davanti alla televisione, Massimo D’Alema a dire «una cosa di sinistra» mentre guarda una puntata di Porta a Porta in cui questi tace di fronte agli interventi incalzanti di Berlusconi. Un’incapacità che però non è nemmeno (più) solo formale, un problema di linguaggio, come poteva essere ai tempi di Palombella rossa, ma anche mancanza di contenuti, assenza, indifferenza, come dimostra la scena sulla spiaggia deserta dove la troupe aspetta i profughi albanesi. Mentre la stampa è tutta uguale a se stessa, è un unico grande giornale, un grande lenzuolone indistinto nel quale rotolarsi. Dal punto di vista lavorativo, Moretti si autoritrae come un regista combattuto tra il dovere di girare un documentario sullo scenario politico italiano e il piacere di girare invece un film musicale su un pasticciere trotzkista nell’Italia degli anni ‘50. Sceglie il dovere, relegando il piacere a un simpatico finale kitsch in cui fa ballare addirittura Silvio Orlando: prima il dovere poi il piacere, non è un caso se gli psicologi nei suoi film abbondano. E se in Caro diario attaccava John McNaughton, qui se la prende con altri colleghi: Michael Mann (Heat - La sfida) e Kathryn Bigelow (Strange Days). Mentre dal punto di vista privato e familiare, si mette in scena come un padre ansioso ma affettuoso, un po’ mammone: «Cominciava a pensare al bambino e finalmente affrontava la sfida di un uomo che deve diventare adulto. Ma perché deve diventare adulto? Non c’è motivo!». Il figlio su una spalla ed una grande radio sull’altra, si mette a ballare sulle note di Ragazzo fortunato di Jovanotti. Moretti non vuole proprio crescere, continua a criticare e responsabilizzare gli altri e ad assolvere se stesso. È un atteggiamento irritante? Sicuramente sì. Ma si sa, Moretti è così, uomo pieno di contraddizioni e fin troppo consapevole di ciò: prendere o lasciare. VOTO: 3,5/5

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SI

Opinioni su Aprile


2011-09-15 18:19:45 Opinione di marcopolo30 su "Aprile"
marcopolo30

A distanza di quindici anni dai fatti narrati in “Aprile”, ciò che più colpisce è quanto attuale ancor’oggi sia l’analisi politica di questo film-quasi-documentario di Moretti. Il che viene a rappresentare un complimento per l’opera in se, ma ahinoi anche la conferma del deprimente stato delle Italiche cose.

voto al film: marcopolo30 assegna il voto sufficiente a Aprile (1998)


2011-08-18 20:48:55 Opinione di emmepi8 su "Aprile"
emmepi8

Potrebbe essere programmato oggi questo film e l’interesse sull’attualità nostra politica sarebbe  più che efficace, Moretti un profeta?? No,  è solo in sintonia, come d’altra parte molti noi, con  la situazione politica nostra, ed in fondo  in questo settore non c’è molta fantasia , purtroppo, per capire come le cose siano e saranno, colpa nostra?? Senz’altro abbiamo le nostre responsabilità, perché...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Aprile (1998)

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2011-05-25 15:16:41 Opinione di ligeti su "Aprile"
ligeti

Aprile inizia con il discorso di Emilio Fede al Tg4 per annunciare la vittoria di Silvio Berlusconi alle elezioni politiche del 1994, e Moretti che dice: «La sera del 28 marzo del 1994, quando vinse la destra, per la prima volta in vita mia mi feci una canna». Dopo Caro diario, Moretti torna a  fondere vita politica e vita quotidiana. E lo fa, ancora una volta, con la forma episodica, molto libera, del diario. L’aprile del titolo è quello del 1996, un mese...

voto al film: ligeti assegna il voto buono a Aprile (1998)

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2011-02-07 11:11:29 Opinione di Carlo Ceruti su "Aprile"
Carlo Ceruti

Moretti parla di sé in un film introspettivo che è anche e soprattutto un film politico. La dose di sarcasmo è alta e l'intelligenza è ammirevole. Tra qualche anno sarà un prezioso documento storico sulla politica italiana di metà anni '90. Tabellino dei punteggi di Film Tv humor:2 ritmo:2 impegno:2

voto al film: Carlo Ceruti assegna il voto buono a Aprile (1998)



2010-08-31 11:50:42 Opinione di Luke Vacant su "Aprile"
Luke Vacant

Moretti e il suo cinema: entrambi sono la stessa cosa. Ritratto arguto, feroce (nel suo parlare) e sarcastico di un preciso momento della storia italiana, visto dall'occhio attento di Moretti. E poi la cinepresa, l'altro occhio, che scruta il regista, il suo diventar padre, le sue paure, il suo vivere. Una piccola perla della cinematografia di Moretti.

voto al film: Luke Vacant assegna il voto buono a Aprile (1998)


2010-07-20 12:50:35 Opinione di bukowski91 su "Aprile"
bukowski91

moretti porta in scena la sua crisi autoriale rinchiudendosi nel privato. da una parte c'è l'ansia per la nascita di suo figlio dall'altra quella per la politica. Dopo le elezioni del 1994 con la prima vittoria di berlusconi e la rapida caduta, moretti mette da parte il suo film sul pasticciere trotzkista, già citato in "caro diario", per girare un documentario sulle elezioni del 1996 che avrebbero portato o alla prima vittoria storica della sinistra o ad una lunga supremazia...

voto al film: bukowski91 assegna il voto sufficiente a Aprile (1998)



2009-12-14 17:37:30 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "Aprile"
Utente rimosso (signor joshua)

La vita di Moretti e di un' Italia che sta percorrendo ormai la via della decadenza e della corruzione, viste da lui stesso con speranza e con voglia di evadere da tutto (è meglio girare un film su di un pasticcere trozkista piuttosto che un documentario su Berlusconi e sull' ascesa inesorabile della destra), è una commedia divertente, che affronta gli argomenti con leggerezza ma mai con banalità e che sa connubiare perfettamente la vita di un uomo con l' impegno...

voto al film: Utente rimosso (signor joshua) assegna il voto buono a Aprile (1998)


2009-11-23 01:29:23 Opinione di bradipo68 su "Aprile"
bradipo68

E'il momento di riflettere per Nanni Moretti.Riflettere su se stesso,sulla propria paternità e sulla propria crisi d'autore ma anche riflettere sulla situazione politica italiana,sullo stato semicomatoso della sinistra,su vecchi e nuovi governanti.E'strano vedere questo film nel 2009 perchè parecchi dei quesiti a cui Moretti non poteva rispondere all'epoca al giorno d'oggi sono ancora inevasi.Sono passati quindici anni eppure si parla sempre delle stesse cose,gli attori sulla...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Aprile (1998)

2 commenti
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2009-10-16 19:47:30 Opinione di supadany su "Aprile"
supadany

VOTO : 6,5. Moretti è un regista che merita,  parer mio, grande considerazione. Forse l'unico degno nostro portabandiera in campo internazionale, ed anche qui, pur non trovando soluzioni narrative superiori fa un discreto, o forse più lavoro. Certo ammetto che m sembra sia un film che manifesti un certo vuoto creativo, o forse non ho saputo leggere in maniera tra le righe. Tant'è che non mi ha convinto del tutto, ed in mezzo ad opere come "Caro diario" e "La stanza...

voto al film: supadany assegna il voto sufficiente a Aprile (1998)


2009-07-27 16:01:58 Opinione di mm40 su "Aprile"
mm40

Moretti fa un passo indietro, già parzialmente intrapreso in Caro Diario, richiudendosi nel privato, nell'intimo, nel personale. E sceglie di mettere in scena due eventi tanto attesi e al contempo temuti come la nascita del suo primo figlio e le elezioni politiche del 1996, in cui il rischio di spostamento dell'elettorato italiano verso destra era concreto (non ci sarà, ma avverrà comunque 5 anni dopo). E' fondamentalmente un inno alla speranza, dell'unico tipo possibile...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Aprile (1998)




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