Kundun (1997)
Con Tenzin Thuthob Tsarong, Tencho Gyalpo, Tenzin Topjar, Tsewang Migyur Khangsar
La trama
Nel 1937 in Tibet un bambino proveniente da una modesta famiglia viene riconosciuto come quattordicesima incarnazione del Dalai Lama. Passa il tempo e si arriva al 1950, il ragazzo ha ormai quindici anni e diventa testimone dell'invasione del suo paese da parte dell'esercito cinese guidato da Mao Tse Tung. Tenzin Gyatso, così si chiama il ragazzo lancia un appello che, però, rimane inascoltato in Occidente. Non gli rimane che andarsene in esilio in India.
Com'erano "L'ultima tentazione" e, alla loro maniera visionaria e singhiozzata, le saghe "italoamericane" di Scorsese, anche "Kundun" ha l'andamento austero e dubbioso di una predestinazione, di una maturazione. Non urlato e scandito dal furore, ma controllato da un'armonia maestosa e continua, non è per questo meno visionario. Non tessitura delle apparenze (come quella che stritola i protagonisti di "L'età dell'innocenza"), ma forma come espressione di spiritualità, controllo, trascendenza. La figura del mandala che percorre il film è il simbolo più sontuoso ed evanescente di questo spirito formalizzato. E l'aggiustamento della prospettiva che scandisce il film è il segno più forte del percorso del protagonista.
L'opinione più votata
Di giorgiobarbarotta scritta il 04/02/2012 - utile per 2 utenti
Voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [3]
- positive [21]
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4 febbraio 2012 Opinione di giorgiobarbarotta su "Kundun"
Curiose dinamiche autoriali portano per contrappunto uno dei registi che hanno fatto scuola nel cinema spettacolarizzando la violenza a trattare la biografia (fino all'esilio) del simbolo vivente dell'esatto opposto: l'attuale Dalai Lama, assunto della non violenza nel mondo. Ne nasce un'opera quanto mai unica, del tutto differente persino dal Cristo Tentato di pochi anni più vecchio, imparentato al nostro per tema religioso. Una pellicola di immagini, che sì racconta, ma lo fa senza...
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12 dicembre 2011 Opinione di Axeroth su "Kundun"
Film che narra la storia del quattordicesimo Dalai Lama Tenzin Gyatso, dalla sua nascita (1935), al suo esilio in India, avvenuto nel 1959 a causa dell' occupazione della Cina maoista. Mao commetterà ben più di un crimine, in quanto gli effetti della sua causa sanciranno di fatto una morte lenta ma logorante e inesorabile della forza spirituale secolare che soggiornava Lhasa ed il resto del Tibet. Ancora oggi tale nazione è soggiogata al volere della Repubblica Popolare Cinese, e...
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11 settembre 2009 Opinione di supadany su "Kundun"
VOTO : 7. Scorsese si conferma ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, un regista universale. Qui, partendo dal presupposto che tratti temi a lui assai cari, riesce a fotografare il Tibet con delicatezza, classe e drammaticità laddove serve, curando ogni dettaglio e raccontando usando più lo spirito della mente. Elegante, ma per nulla compassato, un film piccolo ma poetico.
voto al film: 
25 maggio 2009 Opinione di OGM su "Kundun"
Questa via di mezzo tra sontuosità e rarefazione produce un impasto insipido e privo di calore. La sceneggiatura è piatta, la regia è rigida, ed il risultato è un film piuttosto opaco. Una volta tanto la sobrietà non è un pregio, perché si ritrova incapsulata in una confezione stagna che le toglie ogni respiro. "Kundun" restituisce, della vita del Dalai Lama, soltanto un'impronta assai superficiale. Il tenore è quello di una cronaca indiretta, in cui manca il vissuto personale. Tutto...
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14 maggio 2009 Opinione di marco l su "Kundun"
Martin Scorsese, Dante Ferretti, Phillip Glass. Un dream team così neppure a Barcellona '92. Il film ha una sua delicatezza e la ricostruzione scenografica e dei costumi non fa una grinza. Forse pecca di eccessiva lunghezza e senza dubbio risente della vicinanza emotiva alle istanze del popolo tibetano ed alla religione buddista. Evidente anche un certo etnocentrismo americano, nelle ripetute scene in cui il Dalai Lama forma la sua saggezza attraverso filmati e giornali di provenienza...
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15 novembre 2008 Opinione di LorCio su "Kundun"
Troppo facile evidenziare i difetti del “Kundun” di Martin Scorsese. Metterne in risalto gli squilibri interiori, le imperfezioni dovute alla maestosità della materia, l’anomalia scorsesiana nell’affrontare un’opera così difficile, è quasi una scappatoia per non addentrarsi nell’analisi del vero messaggio della storia. È uno di quei film in cui è molto più interessante (e necessario) parlare di quel che non si vede rispetto a ciò che è palese (lo stile, la regia, lo...
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17 luglio 2008 Opinione di emmepi8 su "Kundun"
Con tutto l'amopre e la stima che porto per Scorsese, il film non mi è piaciuto, è troppo ingessato, e non riesce acoinvolgere dal di dentro. Eppure l'argomento è più che avvicente, ma troviamo come una parete di gelo, che pietrifica un po' l'atmosfera. Sembra come una paura di essere coinvolti il che ne risente tantissimo, anche se certe atmosfere vengono prioiettate, e naturalemnte il regista non è un nessuno cinematograficamente parlando, e quindi il film tiene ma allla fine non...
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17 luglio 2008 Opinione di sasso67 su "Kundun"
Ogniqualvolta Scorsese ha fatto un film di argomento religioso, si è andati a controllare la confessione professata da chi vi ha collaborato. Così, per "L'ultima tentazione di Cristo", si disse che era un film tratto dal romanzo di un ortodosso, sceneggiato da un ebreo e diretto da un cattolico. Nel caso di "Kundun" si è invece scritto (Morandini) che è un film sceneggiato da una buddista e firato da un cattolico in un paese musulmano (il Marocco, visto che il Tibet era off limits). Da...
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14 luglio 2008 Opinione di Mathiasparrow su "Kundun"
Scorsese abbandona la sua America per immergersi appieno in una realtà ed una cultura totalmente differenti rispetto a quelle che aveva sempre affrontato in carriera. Ciò che nasce è un film particolare, molto sincero e pieno di ammirazione per gli argomenti trattati, che conferma la religiosità “intelligente” del cineasta newyorkese, già emersa con “L’ultima tentazione di Cristo”. Una parentesi curiosa e meritevole di rispetto che merita un posto particolare nella filmografia...
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21 marzo 2008 Opinione di sir su "Kundun"
capolavoro, poesia, spiritualità.............. tutto in un film sull'attuale dalai lama del grande martin. un film che copre i suoi vuoti con le invenzioni cinematografiche........... belli i costumi..........ottima la fotografia..........da vedere......... ultima cosa.............tibet free!!!!!!!
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