Opinione di Travis Bickle 1979 su Sesso & potere
Con Dustin Hoffman, Robert De Niro, Anne Heche, Denis Leary
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Attenzione! quando vedi questo simbolo
significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
American lies
Cado vittima di una spirale grottesca, in cui a fare la figura dello scemo sono, sepolto da un mucchio di falsità.
Già, i falsi, li vedi passeggiare beati per le strade, con indosso la maschera che si sono scelti o che qualcuno, meglio, ha scelto per loro. Aderiscono ai "valori" in uso, salvo poi tradirli per i loro meschini bisogni, sanno voltar la faccia al prossimo quando si devono specchiare nei propri difetti, dovreste vederli come si affannano a rinnegarli.
O tacetemi, perché altrimenti faccio scoppiare un casino.
Non puoi neanche ribellarti che se mai ti chiudono in manicomio, perché trasgredisci la loro "bella" vita, eretta dentro i tabernacoli angusti delle certezze. Traguardi che si prefiggono e poi non raggiungono, un continuo sognare, sognano sempre, imbevuti di retorica, di poesia d'accatto, sì, è da quattro soldi la loro poesia, mica il mio lirismo che sfreccia solitario e non pretende facili consensi.
Non si arrabbatta a cercare l'applauso, ma schernisce il debole che teme la sua immagine, che la rifugge.
Sanno solo poltrire nelle loro acerbe malinconie, a misurare il Tempo che passa e li trapassa, a sorpassarsi.
E tutto questo, più lo vedo, più lo annuso, e più profondamente mi disgusta, anzi no, superficialmente mi disgusta, non risparmierò pietà sulle loro agonie, sul loro dolore idrofilo, sulle loro lacrime artificiali.
E' solo roba cattiva che dà il mal di stomaco e il mal di mare.
Non sanno neppure navigare.
___
E' il Sistema che l'uomo contemporaneo si è scelto, eleggendo qualcuno che rappresenti uno stile di vita, lo preservi dagli attacchi terroristici, custodisca i "valori" sacri su cui si poggia la "normale" società. Guai a metterli in discussione, guai a ledere l'integrità di chi si fa portavoce di una Nazione, di un Belpaese.
___
Questo breve preambolo per "recensire" Sesso & potere, ma gli preferiamo il più ironico e corrosivo titolo originale: Wag the dog.
A undici giorni esatti dalle elezioni il Presidente degli Stati Uniti viene accusato di molestie sessuali ai danni di una ragazzina, anzi di una girl scout.
Come distrarre l'opinione pubblica e deviare l'attenzione dei mass media? Semplice, basta inventarsi una finta guerra spacciata per vera contro l'Albania.
Instant movie a ridosso del "fattaccio" commesso da Clinton con Monica Lewinsky, arriva un film tratto (con qualche libertà) da "American hero" di Larry Beinhart e sceneggiato dall'acido, acuto e pungente David Mamet.
Una canzone alla "Nashville" simil "We are the world" e due attori di razza in grande spolvero, con De Niro taciturno e poi logorroico, secco, calmo e riflessivo, d'imponderabile ingegno, e un Hoffman istrionico e scoppiettante (candidato all'Oscar).
Levinson allestisce una bella satira sulla stupidità del popolo Nordamericano. Il Mondo degli USA è l'unico Mondo possibile, inevitabilmente. Lo dice "The holy bible" e lo dice la televisione.
Commenti
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17 maggio 2010, 11:35 di FABIO1971
Ciao Travis, ho sempre considerato "Wag the Dog" di Levinson un piccolo gioiellino ingiustamente bistrattato: e poi Woody Harrelson e il suo "datemi una pillolina" vale da solo il prezzo del biglietto... Un saluto!!
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