Il coltello nell'acqua (1962)
Con Leon Niemczyk, Jolanta Umecka, Zygmunt Malanowicz
La trama
André fa il giornalista, ha una moglie silenziosa di nome Christine, una barca sui laghi Masuri e un weekend libero. Durante il viaggio la coppia prende su un autostoppista, uno studente che non sa neppure nuotare. André invita il ragazzo ad andare in barca con loro nonostante l'ostilità tra i due sia chiara. La crisi scoppia quando André getta in acqua un coltello a cui lo studente teneva. Nella lotta che segue il ragazzo cade in acqua. Non è la solita storia di un triangolo, è un quadrato: lui, lei, l'altro e la barca. Grande esordio di Roman Polanski con una barca claustrofobica quasi quanto l'appartamento al terzo piano. Una tragedia nera e beffarda, co-sceneggiata e montata da Jerzy Skolimowski.
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 21/09/2010 - utile per 11 utenti
Voto al film: 
"Un coltello in tasca può servire, specialmente nei boschi, sull'acqua non serve averne uno. A me piace avere un coltello in tasca, mi sento più sicuro. A saperlo usare bene è una gran cosa: non so come dire, uno può affrontare la vita, ecco...".
[Jolanta Umecka e il giovane autostoppista]
Andrzej (Leon Niemczyk), giornalista sportivo, e sua moglie Krystyna (Jolanta Umecka), in viaggio in automobile verso la Riserva Naturale dei Laghi Masuri (oltre 2500 laghi collegati tra loro da una fitta rete di fiumi e canali navigabili) per una gita in barca a vela, offrono prima un passaggio ad un giovane autostoppista (di cui non si saprà mai il nome) e poi, arrivati al lago, lo invitano a salire in barca con loro. Il giovane, messo alla prova, si rivela incapace a governare la barca, afferma di non saper neanche nuotare, sembra padrone soltanto del suo coltello a serramanico, l'unico oggetto a cui tenga veramente. Durante l'escursione cala improvvisamente il vento e la barca si ferma: il giovane non è abituato all'inerzia di quei momenti e si innervosisce ("Cara, lo sport della vela è per gli adulti, se c'è il vento si naviga e se no si deve pazientare", ironizza Andrzej con la moglie). Poi il vento riprende a soffiare impetuoso, avvisaglia minacciosa, insieme alle nubi che pian piano si addensano nel cielo, di un temporale che li sorprende arenati su una secca del fondale. Al risveglio, dopo una notte trascorsa in apparente serenità, quell'attrazione-repulsione che aveva caratterizzato i rapporti tra i passeggeri della barca si trasforma in un aspro conflitto. Il giovane a Krystyna:
"Che cosa conosce lei della vita? Solo caffè, yacht e macchine. Scommetto che ha un appartamento di quattro stanze. Che cosa ne sa lei della vita?".
"Della vita? Avanti, sentiamo: abitate in quattro in una stanza della casa dello studente...".
"In sei...".
"Naturalmente, le conosco queste cose. E le conosce anche lei. Lei non è migliore di Andrzej, mi creda. Andrzej era come lei e lei vorrebbe essere come Andrzej. E lo sarà, se troverà il coraggio necessario".
"Non è vero...".
"In sei in una stanza... Vuoi dormire e gli altri giocano a bridge, vuoi studiare e gli altri vogliono dormire, i soldi contati per la tavola e qualche pacchetto di sigarette, i baci per la strada... e d'inverno fa freddo e non puoi neanche sbottonarle la blusa. C'è dell'altro? Ho dimenticato niente? Una sorella tubercolotica? La morte improvvisa dei genitori?".
Poi il coltello del giovane cade in acqua e tutta la tensione accumulata e repressa durante il viaggio deflagra drammaticamente. Splendido esordio nel lungometraggio per Roman Polanski e suo unico film realizzato nella natìa Polonia prima di trasferirsi in Francia, premiato dalla Federazione della Stampa Internazionale al Festival di Venezia e candidato all'Oscar come miglior film straniero (dovette, poi, arrendersi di fronte a 8 e 1/2 di Fellini). ESPANDI +
- sufficienti [2]
- positive [12]
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25 aprile 2012 Opinione di Kurtisonic su "Il coltello nell'acqua"
Eccellente esordio di R.Polanski che dalle prime inquadrature gioca su di un piano narrativo astratto e indefinibile. Al regista basta mettere una donna alla guida di un'auto per disarmare lo spettatore di fronte alla struttura filmica, storica e ambientale che crede di trovare. Polonia 1962, una donna, suo marito (forse un funzionario di partito) a fianco, e un giovane autostoppista a cui prima offrono un passaggio, poi un'escursione in barca a vela sul lago. Tutta la vicenda ruota sui tre...
voto al film: 
2 febbraio 2012 Opinione di Baliverna su "Il coltello nell'acqua"
Questo film è essenzialmente uno studio di caratteri e di atteggiamenti umani, e poi delle complesse dinamiche che possono instaurarsi in un gruppo di persone confinate in uno spazio ristretto. La situazione concreta, poi, è tra le più fertili di tensioni, cioè due uomini e una donna. Il fatto che la coppia abbia già non pochi problemi per conto suo non fa che aumentare l'insorgenza di rivalità e contrasti. I due uomini si pongono presto in competizione tra loro, per primeggiare agli...
voto al film: 
9 maggio 2011 Opinione di mm40 su "Il coltello nell'acqua"
Lui, lei, l’altro e il coltello. Quella de Il coltello nell’acqua è la storia di un triangolo atipico, nel quale il perno attorno a cui si snoda il complesso dei rapporti fra i personaggi (marito-moglie-sconosciuto) non è tanto la pulsione erotica finalizzata al più classico dei tradimenti, quanto piuttosto l’istinto di sopraffazione che alimenta continuamente una feroce sfida senza regole fra i due elementi maschili, il giornalista Andrea e il giovane...
voto al film: 
11 gennaio 2011 Opinione di OGM su "Il coltello nell'acqua"
I giochi degli adulti spesso sono stupidi e pericolosi: infatti sospendono la verità tenendola in bilico su un filo teso al di sopra dell'abisso della tragedia. Ogni impresa, in questo film, è una piccola o grande sfida contro la morte, dall'autostop praticato in mezzo alla carreggiata, all'arrampicata sull'albero maestro della barca, al trastullo col coltello. Il cinema di Polanski ama le situazioni limite, in cui il tessuto della storia si tende fino alla soglia...
voto al film: 
21 settembre 2010 Opinione di FABIO1971 su "Il coltello nell'acqua"
"Come mai un coltellaccio simile?". "Un coltello in tasca può servire, specialmente nei boschi, sull'acqua non serve averne uno. A me piace avere un coltello in tasca, mi sento più sicuro. A saperlo usare bene è una gran cosa: non so come dire, uno può affrontare la vita, ecco...". [Jolanta Umecka e il giovane autostoppista] Andrzej (Leon Niemczyk), giornalista sportivo, e sua moglie Krystyna (Jolanta Umecka), in viaggio in automobile verso la Riserva Naturale...
voto al film: 
22 agosto 2009 Opinione di michel su "Il coltello nell'acqua"
BAMBINI A MOLLO Due uomini con un coltello in una sfida antropologica per conquistare la donna sfinge. Rarefatta, in un bellissimo bianco e nero, la sfida assume un carattere simbolico senza dover sacrificare la componente psicologica che, anzi, risulta assai stimolante nella sua perfidia. Un Polansky semidebuttante ma già padrone dei suoi mezzi ha girato in economia un film ricco di suggestioni visive, conducendo il gioco infantile dei due galletti verso momenti di alta tensione....
voto al film: 
1 maggio 2008 Opinione di giorginho su "Il coltello nell'acqua"
TANTO ASSURDA QUANTO ALLUCINANTEMENTE AFFASCINANTE QUESTA STORIA!
voto al film: 
25 giugno 2007 Opinione di danandre67 su "Il coltello nell'acqua"
belle le scene ma per me non va oltre la sufficienza
voto al film: 
7 ottobre 2005 Opinione di movieman su "Il coltello nell'acqua"
Risulta più intellegibile se si è addentro alla politica polacca di quegli anni e alla storia del paese, malgrado questo il film si fa apprezzare a piene mani per il sottile gioco di tensioni, sentimenti repressi ed impulsi inespressi che elabora.
voto al film: 
23 agosto 2005 Opinione di Aquilant su "Il coltello nell'acqua"
Mentre scorrono i titoli di testa due sagome in primo piano dai visi indefiniti si stagliano sinistramente all'interno di un’automobile che attraversa un mesto viale alberato, accompagnate dal nervoso fraseggio del sassofonista Krzysztof Komeda. Poi la musica s’interrompe di colpo squarciando il velo del buio. Emergono alla luce i volti di Jolanta Umecka e Leon Niemczyk, due sconosciuti interpreti dotati di una forte carica pulsionale che traspare fisiognomicamente dai lineamenti...
voto al film: 
- sufficienti [2]
- positive [12]
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