Cosmos (1997)
Con David La Haye, Audrey Benoit, Marie-Hélène Montpetit
La trama
Ne "L'individuo" di Marie Julie Dallaire un serial killer, dall'aspetto insospettabile si aggira per la città regalando fiori alle proprie vittime. Ne "Il lancio" di Manon Briand una coppia formata da Yannie e Joel girovagano per la città cercando di capire se è giusto o no sapere il risultato del test dell'Aids di Joel. Ne "Le Technetium" di Denis Villeneuve un giovane filmaker viene preso in ostaggio dalla folla isterica di un talkshow. Ne "Jules e Fanny" di André Turpin Jules vuole vedere a tutti i costi il seno rifatto della sua ex. Ne "Aurora e crepuscolo" di Jennifer Alleyn Aurora bidonata dal proprio ragazzo conosce un uomo anziano che dice di chiamarsi Crepuscolo. Ne "Cosmos e l'agricoltura" di Arto Paragamian il furto del taxi di Cosmos dà vita a divertenti avventure.
Film in sei episodi diretti da altrettanti giovani registi canadesi con stili e ritmi diversi, ma tutti in bianconero. Un orgia di punti di vista, inquadrature sghembe, percorsi paralleli, itinerari alternativi di un gruppo di curiosi "sopravvissuti" che s'agitano per le strade di Montreal. Un moderno mosaico di scene tratte dalla giungla urbana che ci portano in contatto diretto con la natura umana. "Cosmos" è l'universo nel suo insieme, ma anche il nome di un tassista filosofo di origine greca che fa da collante.
L'opinione più recente
Di sasso67 scritta il 06/11/2004
Voto al film: 
6 novembre 2004 Opinione di sasso67 su "Cosmos"
Un film a episodi, legati insieme dalla giornata di un tassista di Montreal di orgine greca, Cosmos, che dà il titolo al film e all'ultimo episodio, "Cosmos e l'agricoltura", il migliore dell'intera operazione. Girato in un bianco e nero che ricorda il folgorante esordio di Kevin Smith, "Clerks" del 1994, un filmetto di sei esordienti canadesi francofoni che non hanno molto da dire, ma lo dicono bene. L'unico episodio che vale qualcosa è chiaramente l'ultimo, diretto da Arto Paramian e...
voto al film: 
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