Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
scrivi la tua opinione

Opinione di fox1969 su I quattrocento colpi

[Les 400 coups, Francia 1959, Drammatico, durata 93', b/n]   Regia di François Truffaut
Con Jean-Pierre Léaud, Albert Rémy, Claire Maurier




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

Non ancora bookmarkato  
29/03/2010 voto al film: voto buono

Sul film

Per un attimo voglio dimenticarmi il regista del film....un po' come se osservassi un quadro senza autore....Questo per non farmi condizionare nella mia opinione.
E' evidente la bravura del regista nell'esprimere grossi problemi dell'adolescenza tuttavia....ho trovato il film decisamente "piatto", almeno fino alla consegna del ragazzo alla polizia dopodichè....la vicenda inizia a prendere toni più incisivi con interpretazioni decisamente più....profonde.
La prima parte è un bellissimo documentario,sicuramente molto reale ma...i sentimenti espressi sono un po' troppo velati.
La bellissima immagine della corsa dei due bambini con la macchina da scrivere con gli uccelli che si alzano in volo, in quel momento per me inizia la parte più toccante del film. La scelta di portare il ragazzo dalla polizia, il menefreghismo e la rinuncia ad una giusta educazione, la lacrima che si intravede menre il ragazzo è nel furgoncino e si avvia al riformatorio, i suoi racconti al dottore, questi  ed altri piccoli accorgimenti di sceneggiatura mi hanno fatto decisamente provare emozione.

Cosa cambierei

Le interpretazioni dei film enfatizzate in giusta misura ci fanno provare un emozione che varia a seconda del genere.In un film comico perfettamente riuscito dovremmo ridere....in caso contrario non sarebbe un buon comico. In un film di questo tipo una maggior cura dei dialoghi e della sceneggiatura (nella prima parte) forse avrebbe avuto un impatto molto più marcato verso uno spettatore "medio" che è consapevole dei problemi dell'adolescenza ma in un film vuole qualcosa in più.
Potrei fare un paragone con i problemi della vecchiaia trattati in "Umberto D." di De Sica dove realmente restiamo coinvolti e sconvolti per tutto il film.


SI

Commenti

Non è stato inserito ancora alcun commento. Vuoi essere il primo?


Lascia un commento

Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra



login

hai dimenticato la password?