Le streghe (1967)
Con Silvano Mangano, Francisco Rabal, Alberto Sordi, Clint Eastwood, Totò, Annie Girardot
La trama
Cinque episodi per indagare, tra burla e ironia, l'universo femminile.
Cinque episodi per altrettanti registi con Silvana Mangano (allora sposata col produttore De Laurentiis) protagonista. 1: Un'attrice cerca di vincere la propria ipocondria con alcuni amici. 2: Una donna raccoglie un ferito per... far prima all'appuntamento amoroso. 3: Un vedovo con un figlio mezzo scemo "inventa" una strana creatura. 4: Per ingelosire l'innamorato una donna simula di avere un altro amante, ma lui reagisce molto male. 5: Stanca di un rapporto ormai senza passione una donna sogna un marito focoso.
Tra gli episodi, i due più rilevanti sono naturalmente quelli dovuti a Visconti ("La strega bruciata viva") e di Pasolini ("La Terra vista dalla Luna").
L'opinione più votata
Di PompiereFI scritta il 29/05/2011 - utile per 5 utenti
Voto al film: 
Gloria, un’attrice all’apice della carriera, si presenta a sorpresa presso una festa per il decennale di matrimonio di una sua amica in crisi coniugale. Le sue movenze sono decisamente vanitose e “international”, impegnata com’è a dirigere il traffico dei suoi contatti lavorativi tra New York, Parigi e Lisbona.
Visconti sonda la sostanza dei vip e dell’essere attore: quanto c’è di industriale nella figura dei divi cinematografici e quanto di spirituale? Agognate e inarrivabili icone, le star sono in grado giungere ovunque: ingioiellate, adornate da cappelli vistosi e improbabili, cercano di far forza sul loro charme e sui soldi che tutto permettono. Presenza faraonica, splendente nel suo abito dorato, Gloria/Silvana Mangano viene percepita come una presenza giunonica dalle ciglia finte. Debole nella sua entità artistica, volubile e fragile, si “merita” il rogo con un forzato ritorno in elicottero verso il mondo che tanto la brama e nient’altro le concede. Neppure la maternità.
Mauro Bolognini – “Senso civico”.
Divertente la mimica di un Alberto Sordi che recita un monologo, mentre viene scarrozzato per Roma, dopo aver subito un brutto incidente automobilistico. Del tutto preciso nella sua stringatezza, mostra il cinismo e la concretezza di una femmina sull’orlo dell’emancipazione.
Pier Paolo Pasolini – “La terra vista dalla luna”.
L’episodio migliore, stipato da una fantasia di contenuti e avvolto da un clima magico del tutto estraneo ai principi del realismo. L’immaginario artistico è incessante, la classe è notevole. Tramite accelerazioni delle immagini, campi lunghi e grandangoli a deformare i volti, Pasolini descrive la ricerca della donna ideale da parte di un padre (Totò) e di suo figlio (Davoli), dopo la morte della moglie/mamma. Cercare il colore dopo il nero del lutto in un tentativo dai modi beffardi, e considerando un punto di vista alternativo o contrario (Luna) rispetto al solito (Terra), è quantomeno curioso. Le parti si avvicendano: le donne si travestono da uomini e viceversa, i vivi sono morti e i morti sono vivi.
L’episodio pasoliniano è dinamico e chapliniano nelle movenze. Concede qualcosa alla comicità tout-court, ribaltando la prospettiva lugubre del “Settimo sigillo” bergmaniano, e impiegando un buffone di corte senza il gioco degli scacchi, ne’ cavalieri combattenti od ombre. La peste della catapecchia, trasformata in casa-giocattolo dalla Fata Turchina “Assurdina”, ectoplasma sordomuto, si risolve in un girotondo con tanto di fisarmonica. Le lapidi non hanno alcunché di mortuario: le tombe recano sculture di mattarelli e di un Colosseo con tanto di buccia di banana a ricordarci la caducità della vita.
Franco Rossi – “La siciliana”.
Un materiale drammatico e delicato, tra gelosie, tradimenti e vendette, trattato in modo leggero, quasi irrispettoso. E del tutto fulminante nella sua essenzialità.
Vittorio De Sica – “Una sera come le altre”.
Il più lento fra tutti i brani. Una tardiva infarinatura di fantasie felliniane, e per giunta col flou. Interessante l’Eastwood pistolero senza molte cartucce da sparare, accanto a una moglie annoiata e stanca di lui.
- negative [1]
- sufficienti [6]
- positive [9]
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10 settembre 2011 Opinione di LorCio su "Le streghe"
Seconda delle due opere-celebrazioni prodotte da Dino De Laurentiis per la stupenda (e bravissima) moglie Silvana Mangano (l’altra era La mia signora), è un film che, nella migliore tradizione di certa commedia all’italiana (per quanto vi siano Visconti e Pasolini, il complesso del film si inserisce nella tradizione del genere principe degli anni sessanta nostrani) pone eguali distanze dagli estremismi: e così, un film sulle donne, uscito nel 1968, riesce a non...
voto al film: 
29 maggio 2011 Opinione di PompiereFI su "Le streghe"
Luchino Visconti – “La strega bruciata viva”. Gloria, un’attrice all’apice della carriera, si presenta a sorpresa presso una festa per il decennale di matrimonio di una sua amica in crisi coniugale. Le sue movenze sono decisamente vanitose e “international”, impegnata com’è a dirigere il traffico dei suoi contatti lavorativi tra New York, Parigi e Lisbona. Visconti sonda la sostanza dei vip e dell’essere attore: quanto...
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10 febbraio 2010 Opinione di zombi su "Le streghe"
quale migliore occasione di gustarsi la bellezza senza tempo e senza "ma" della divina silvana mangano. 5 episodi che ne esaltano lo splendore estetico e il talento attoriale. nell'episodio di visconti naturalmente la mangano fa una diva cinematografica in crisi profonda che si reca,in fuga, da un'amica(la brillantissima annie girardot) e in questo epidosio vi è una scena che secondo me è bellissima. il momento dello strucco. della svestizione della divina in donna fatta mentre...
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14 dicembre 2009 Opinione di luisasalvi su "Le streghe"
Discreto, ma lo ricordavo migliore… Brava e bella la Mangano; noioso e scontato Visconti (ma a me non piace quasi mai), superficiale Bolognini, ovvio Rossi (ma l’episodio si salva per la sua brevità e per la bravura della Mangano), troppo lento e lungo De Sica; buona la favola poetica di Pasolini, ma troppo diluita (molto migliore nella sua brevità essenziale Cosa sono le nuvole).
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9 settembre 2009 Opinione di mm40 su "Le streghe"
Cinque episodi di cinque grandi registi italiani, con il tema comune della donna 'strega', una sorta di 'Mostri' al femminile insomma. L'unico memorabile (sebbene gli altri non siano da buttar via) è Pasolini, che con Totò e Davoli (vestiti e truccati da pupazzi, cartoni animati viventi) suscita tenerezza pur trattando una situazione drammatica e ponendo interrogativi esistenziali angoscianti (essere morti è uguale ad essere vivi: questa la morale). La Mangano, moglie...
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18 maggio 2009 Opinione di Carlo Ceruti su "Le streghe"
Il primo episodio, di Visconti, è piuttosto pesante. Il secondo, di Bolognini, è divertente. Il terzo, di Pasolini, è bellissimo, con un Totò straordinario e basterebbe solo questo per vedere il film. Il quarto, di Rossi, è brevissimo e non ha niente di particolare. Il quinto, di De Sica, è simpatico ed è curioso vedere Eastwood come marito della Mangano. Nel complesso, discreto, ma non eccezionale. Tabellino dei punteggi di Film Tv humor:2 ritmo:2 impegno:2
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25 aprile 2009 Opinione di Utente rimosso (ohmeye) su "Le streghe"
Segnale di un cinema d'altri tempi che andava lentamente arenadosi sulla crisi che l'investirà alla metà dei settanta, Le streghe, praticamente non visto (lo stesso Renzi dirà nel suo Visconti Segreto di non averlo potuto visionare) è un omaggio alla bellezza sofisticata ed eterea della Mangano ma anche alla sua sensibilità di attrice. All'interno si alternano cortometraggi più o meno brevi campionario-fotografia di un momento ancora buono del cinema italiano. L'episodio più bello è...
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27 novembre 2008 Opinione di Mathiasparrow su "Le streghe"
Si può iniziare subito col dire che questo è uno dei migliori film a episodi italiani in assoluto. Tutto si regge sui tre corti di Visconti, Pasolini e De Sica, intervallati dai brevissimi lavoretti di Bolognini e Rossi. Visconti tocca diversi temi con uno stile leggero che non scade nella noia (come spesso gli era accaduto in passato) e fa la sua bella figura; De Sica sorprende con un episodio gradevolissimo scegliendo nientemeno che Eastwood per un ruolo opposto a quello che lo aveva...
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6 luglio 2008 Opinione di sasso67 su "Le streghe"
Un film che si potrebbe, oggi, tranquillamente dimenticare, se non fosse per la macchietta offerta da Alberto Sordi (e che riprenderà, a ruoli invertiti, in un episodio dei "Nuovi mostri") e per l'episodio di Pasolini, uno dei migliori "corti" della nostra storia cinematografica. (27 aprile 2008)
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21 novembre 2007 Opinione di lonestar su "Le streghe"
Può non piacere, ma il film non è uno schifo. Divertente l'episodio di Totò e quello di Alberto Sordi.
voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [6]
- positive [9]
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