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L'albero degli zoccoli (1978)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'albero degli zoccoli: assente
Ritmo ritmo in L'albero degli zoccoli: minimo
Impegno impegno in L'albero degli zoccoli: forte
Tensione tensione in L'albero degli zoccoli: minimo
Erotismo erotismo in L'albero degli zoccoli: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a L'albero degli zoccoli

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a L'albero degli zoccoli (voti: 68 media: 3,87) 68

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La trama

Gioie e dolori in una fattoria del bergamasco alla fine dell'Ottocento.

Tra l'autunno del 1897 e l'estate del 1898 quattro famiglie trascorrono, apparentemente in modo tranquillo, la loro vita in una cascina della campagna bergamasca. Tra i componenti di questa comunità esiste un profondo legame che li porta a vivere insieme le cose belle e quelle brutte che la vita riserva loro. Quando si tratta di versare al severo Mesagiù, il padrone della fattoria, i due terzi dei prodotti agricoli tutti cercano di barare per guadagnare qualche chilo di farina. Insieme uccidono il maiale, separano i contendenti e prendono parte alle sagre paesane e alle funzioni religiose. Un giorno a Menek si rompe uno zoccolo e papà Batistì per ripararlo è costretto a tagliare, senza chiedere permesso, una pianta del padrone.  

Ermanno Olmi costruisce un soggetto dove poesia e quotidinità vanno a braccetto. Realizzato con attori non professionisti prelevati dalla campagna bergamasca il film colpisce per la sua forza e la trasparenza con cui descrive il mondo contadino. Carmelo Silva, famoso disegnatore itaiano di calcio interpreta il prete. Palma d'oro al Festival di Cannes nel 1978.

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La recensione di FilmTv

Di Stefano Della Casa - FilmTV n. 10/1999

Lo splendido affresco di Olmi sul mondo contadino alla fine dell’800

Quattro famiglie di braccianti affrontano il lungo inverno delle valli bergamasche raccontato da immagini di straordinaria bellezza. Ermanno Olmi racconta la vita contadina con lo stesso spirito che animava padre Turoldo o Nuto Revelli. I contadini sono infatti al tempo stesso gli ultimi e i vinti, sono i rappresentanti di un mondo e di una cultura destinati a scomparire di fronte alla società moderna: e sono anche portatori di valori che trovano sempre più difficile cittadinanza nel mondo industriale. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di steno79 scritta il 05/12/2010 - utile per 12 utenti

Voto al film: voto ottimo

VOTO 10/10  Il più bel film di Olmi e un vero film d'arte nell'ambito della cinematografia italiana degli anni Settanta. Ispirato a racconti orali che lo stesso regista aveva ascoltato dai nonni, è un appassionato ritratto del mondo contadino nella regione bergamasca alla fine dell'Ottocento, ricostruito con estrema precisione nelle ambientazioni, nei colori e perfino nelle sonorità del linguaggio (il film fu girato in dialetto col sonoro in presa diretta, che era una procedura piuttosto insolita in Italia in quel periodo). Un poema cinematografico che aggiorna in maniera squisita la lezione del Neorealismo (anche se la protesta sociale di cui erano intessuti i film neorealisti qui è molto più sfumata), ma che si ispira anche alla grande tradizione documentaristico-etnografica che ebbe uno dei suoi massimi rappresentanti nell'americano Flaherty (anche qui uno dei temi principali è quello della lotta per la sopravvivenza dei contadini in condizioni di estrema povertà e precarietà a livello morale e materiale). Ammirevole l'autenticità e la sensibilità, che non scade mai nel pietismo, con cui sono filmati gli eventi quotidiani di questa gente ordinaria, vittime di un sistema sociale basato sullo sfruttamento; gli attori non professionisti sono spontanei ed efficaci senza inutili manierismi, e contribuiscono al sapore neorealista dell'opera. Sono sorte delle polemiche su una presunta ideologia "reazionaria" dell'opera, poichè il regista sembrerebbe idealizzare alcuni valori del passato che sono pressochè scomparsi nella nostra società e che spiegherebbero l'attuale degrado, ma a mio parere questo discorso non sottrae nulla alla straordinaria bellezza delle immagini e alla pregnanza dei contenuti che Olmi ci propone. Tra le sequenze più belle, il viaggio di nozze dei due sposini su una barca diretta a Milano; ugualmente indimenticabili, ma molto più crude, le immagini finali della famiglia costretta a traslocare a causa del furto di un ramo per costruire un paio di zoccoli (da cui il titolo dell'opera).
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SI

Opinioni su L'albero degli zoccoli


16 giugno 2011 Opinione di Utente rimosso (pgll) su "L'albero degli zoccoli"
Utente rimosso (pgll)

Quando si è davanti ad un capolavoro c'è veramente poco (o troppo?) da dire. Nel solco della grande tradizione neorealista del nostro cinema, con mezzi più "moderni" e un occhio critico personale ed impietoso. Per quanto mi riguarda ... la mia Storia, la mia identità culturale di lombarda

voto al film: Utente rimosso (pgll) assegna il voto ottimo a L'albero degli zoccoli (1978)


5 dicembre 2010 Opinione di steno79 su "L'albero degli zoccoli"
steno79

VOTO 10/10  Il più bel film di Olmi e un vero film d'arte nell'ambito della cinematografia italiana degli anni Settanta. Ispirato a racconti orali che lo stesso regista aveva ascoltato dai nonni, è un appassionato ritratto del mondo contadino nella regione bergamasca alla fine dell'Ottocento, ricostruito con estrema precisione nelle ambientazioni, nei colori e perfino nelle sonorità del linguaggio (il film fu girato in dialetto col sonoro in presa diretta, che era una procedura piuttosto...

voto al film: steno79 assegna il voto ottimo a L'albero degli zoccoli (1978)

nessun commento
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13 agosto 2010 Opinione di ALCHEMILLA su "L'albero degli zoccoli"
ALCHEMILLA

Ho questo film in videoteca da parecchi anni e l'ho sempre stupidamente snobbato. Invece mi è piaciuto molto, mi ha commosso, emozionato, interessato, affascinato.

voto al film: ALCHEMILLA assegna il voto ottimo a L'albero degli zoccoli (1978)


7 maggio 2010 Opinione di luca826 su "L'albero degli zoccoli"
luca826

VOTO 9+ INELUTTABILE Olmi riversa tutta la sua sensibilità in una storia in cui di sensibilità ne serviva veramente molta per non cadere nella fredda ricostruzione storica da sceneggiato TV. Invece la poesia esce da ogni inquadratura, da ogni gesto ed il film è di una naturalezza, di una onestà come solo il grande cinema sa essere. Tutti attori non professionisti per ribadire ancora di più l'operazione realistica per narrare una vicenda che si snoda tra le...

voto al film: luca826 assegna il voto ottimo a L'albero degli zoccoli (1978)

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18 aprile 2010 Opinione di tatanka yotanka su "L'albero degli zoccoli"
tatanka yotanka

UN AFFRESCO DI VITA CONTADINA L'ho visto tanti anni fa e avrei voluto rivederlo prima di scrivere un mio commento. Mi ha spinto ad intervenire a freddo una  discussione sul ritmo, lento o meno, di cui si parla in altri commenti. Quello che ricordo, vivamente, a distanza di tanti anni è proprio il ritmo scandito secondo per secondo dal silenzio della vita. Nelle varie scene non c'è colonna sonora ma il rumore della vita (i passi, i rumori, le voci) . E' il...

voto al film: tatanka yotanka assegna il voto ottimo a L'albero degli zoccoli (1978)

nessun commento
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29 marzo 2010 Opinione di mm40 su "L'albero degli zoccoli"
mm40

L'albero degli zoccoli è una sorta di 'pietra dello scandalo', l'elemento da cui nasce una sfortunata vicenda narrata nel film. Ovvero la cacciata con disonore di una famiglia dal podere che gestiva per conto del padrone, che non apprezza l'abbattimento di un alberello per ricavarne un paio di zoccoli nuovi. Attorno a questa faccenda si svolgono una discreta quantità di situazioni, tutte riconducibili alla quotidianità campagnola lombarda di fine diciannovesimo secolo;...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a L'albero degli zoccoli (1978)



9 novembre 2009 Opinione di sbrillo su "L'albero degli zoccoli"
sbrillo

Straordinario viaggio nella vita in Italia di fine '800. Di un realismo impressionante, il film oggi ancor di più che 30 anni fa quando uscì, mostra il vero significato della parola solidarietà...tranne che nell'amarissimo finale. Il capolavoro di Olmi, che gli valse la Palma d'oro a Cannes.

voto al film: sbrillo assegna il voto buono a L'albero degli zoccoli (1978)


13 maggio 2009 Opinione di fabry33 su "L'albero degli zoccoli"
fabry33

IL film racconta l'Italia contadina in modo sicuramente abbastanza realistico,anche se spesso Olmi è troppo buonista e glissa su gli aspetti peggiori dei contadini di fine 800. Alla pellicola va sicuramente riconosciuto il merito di un certo impegno,e a Olmi la bravura nel dirigere un cast di veri contadini(gli attori sono tutti contadini lombardi),tuttavia il film manca di ritmo,non coinvolge e lascia la sensazione di essere davanti a un gande opera ma senza poterla gustare fino in...

voto al film: fabry33 assegna il voto mediocre a L'albero degli zoccoli (1978)

5 commenti
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5 aprile 2009 Opinione di PP su "L'albero degli zoccoli"
PP

Voto 8,5. Spaccato di vita del mondo contadino, con una rappresentazione di piccoli grandi episodi di vita quotidiana. Il Capolavoro rurale di Ermanno Olmi, che realizza un film permeato di senso del sacro, attraverso la potenza dei sentimenti, delle speranze, delle paure, dei vizi, della dignità e della fede dei contadini bergamaschi. Senza neanche una goccia di snobismo e/o compiacimento. Ripeto: capolavoro. Da vedere. [29.03.2009]

voto al film: PP assegna il voto ottimo a L'albero degli zoccoli (1978)


4 marzo 2009 Opinione di Daskabinett su "L'albero degli zoccoli"
Daskabinett

Le nostre origini. Un pezzo di storia più che un film, meno "spettacolare" di Novecento ma dal valore instemabile. Da preservare come la Stele di Rosetta.

voto al film: Daskabinett assegna il voto ottimo a L'albero degli zoccoli (1978)




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