Opinioni del pubblico su L'uomo del banco dei pegni
Con Rod Steiger, Geraldine Fitzgerald, Brock Peters, Jaime Sanchez
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L'opinione più votata dalla community su Opinioni del pubblico su L'uomo del banco dei pegni (1965)
7 dicembre 2010 Opinione di yume su "L'uomo del banco dei pegni"
Sol Nazerman (Rod Steiger), uomo di mezza età sopravvissuto ad Auschwitz, dove ha perso tutta la famiglia, gestisce un banco dei pegni ad Harlem per conto di uno sfruttatore di prostitute che ricicla il denaro sporco attraverso il suo negozio. Ha un commesso, Jesus, furfantello portoricano sulla via della redenzione, che ha promesso alla vecchia madre, con cui divide una povera stanza nel quartiere, di cambiar vita e di puntare in alto. Jesus vede in Sol il suo maestro e porta nel negozio note di allegria che stridono ogni volta nell’impatto con la maschera ...
voto al film: 
20 dicembre 2010 Opinione di danandre67 su "L'uomo del banco dei pegni"
Indubbiamente un capolavoro ,anche se e' troppo noioso
voto al film: 
7 dicembre 2010 Opinione di yume su "L'uomo del banco dei pegni"
Sol Nazerman (Rod Steiger), uomo di mezza età sopravvissuto ad Auschwitz, dove ha perso tutta la famiglia, gestisce un banco dei pegni ad Harlem per conto di uno sfruttatore di prostitute che ricicla il denaro sporco attraverso il suo negozio. Ha un commesso, Jesus, furfantello portoricano sulla via della redenzione, che ha promesso alla vecchia madre, con cui divide una povera stanza nel quartiere, di cambiar vita e di puntare in alto. Jesus vede in Sol il suo maestro e porta...
voto al film: 
9 marzo 2010 Opinione di FABIO1971 su "L'uomo del banco dei pegni"
Tratto dagli sceneggiatori Morton S. Fine e David Friedkin (una vita nella Tv americana firmando gli script di serie immortali come, tra le tante, Il virginiano, The Alfred Hitchcock Hour, Police Story, I Spy, Kojak, Le strade di San Francisco) dall'omonimo romanzo di Edward Lewis Wallant, che nel 1961 piazzava il negozio di un usuraio ebreo sulle rive del fiume Harlem e lasciava deflagrare le tensioni latenti nei suoi personaggi oppressi dalle miserie della vita ed...
voto al film: 
2 maggio 2009 Opinione di bradipo68 su "L'uomo del banco dei pegni"
Tutti i fantasmi del passato che ti esplodono in faccia come una bomba a frammentazione.La vita dell'ebreo Sol è segnata dal suo internamento in un campo di concentramento nazista.Segnata forse vuol dire poco.Condizionata è il termine migliore perchè i ricordi confusi si affastellano continuamente nella sua mente offuscata dalla tragedia che ha vissuto e reagisce in modo assolutamente contraddittorio a tutti quelli che manifestano una qualche comprensione per lui,se non affetto(i...
voto al film: 
15 aprile 2009 Opinione di will kane su "L'uomo del banco dei pegni"
Ci sono pellicole che lasciano un'impronta pesante, incancellabile, anche se non tutto quello che propongono è perfetto, in cui una regia notevole o una prova d'attore straordinaria spargono merito e danno la spinta necessaria a far sì che ciò avvenga."L'uomo del banco dei pegni" si apre con una sequenza estatica, sconclusionata come un ricordo confuso o un sogno appena prima che finisca, fatta di una sensazione di quasi irreale benessere che non tornerà più nel resto del film, tranne...
voto al film: 
26 marzo 2009 Opinione di ethan su "L'uomo del banco dei pegni"
Un altro film avente come argomento l'Olocausto e le conseguenze su chi ne è scampato. Rod Steiger interpreta l'ebreo che, fuggito dall'Europa, si stabilisce a New York lavorando in un banco dei pegni, riversando sugli avventori tutta la sua rabbia ed il rancore accumulati negli anni. La storia e la sceneggiatura sono belle ma la messa in scena di Lumet è, a tratti molto rigorosa - come nelle bellissime sequenze riprese per le vie di New York, con l'utilizzo anche della camera a mano nelle...
voto al film: 
15 dicembre 2005 Opinione di cosmiru su "L'uomo del banco dei pegni"
Indubbiamente un capolavoro con un interprepazione straordinaria di rod steiger, ma il film è un pugno allo stomaco con personaggi quasi tutti sgradevoli e la parola fine in coda alla pellicola fà tirare un respiro di sollievo..e come togliersi di dosso un cappotto pieno di pulci.
voto al film: 
6 agosto 2005 Opinione di sasso67 su "L'uomo del banco dei pegni"
Un bel film, forse, però, più importante che bello, con una notevole interpretazione di Rod Steiger sempre al limite del gigionismo e il regista che riesce a fare psicanalisi con la storia. La materia - la vita interiore di un ebreo reduce dai lager nazisti - non era per niente facile e viene risolta con dei flashback che spiegano l'attuale aridità sentimentale dell'usuraio Nazerman, il quale ha proiettato ogni sua istanza di rivalsa sui soldi: "Solo i soldi contano", dice. Tutto il resto...
voto al film: 
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