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La grande abbuffata - La recensione di FilmTv




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La recensione di FilmTv

di Emanuela Martini

Uno dei film chiave degli Anni ’70. Fece scandalo, ma il pubblico apprezzò

Quattro borghesi satolli, stufi della piattezza delle loro relazioni di coppia, del loro lavoro, della loro vita. Quattro borghesi chiusi in una villa fuori Parigi, decisi a suicidarsi con il cibo e (marginalmente) il sesso. Quattro borghesi con il corpo che si ribella agli eccessi alimentari e il fegato che si gonfia implacabilmente come quello delle oche. Ugo Tognazzi (il gourmet), Marcello Mastroianni (il pilota), Philippe Noiret (il giudice), Michel Piccoli (il regista televisivo): nel 1973, al culmine della loro carriera, interpretano con un coraggio autocritico feroce uno dei film chiave del periodo. “La grande abbuffata” è un apologo senza pesantezza che ancora oggi non ha perso nulla della sua agghiacciante attualità, la commedia senza speranza di un’epoca nella quale sapevamo ancora criticarci. Sceneggiatura calibrata al millimetro di Ferreri con Rafael Azcona, presenza dilagante di Andréa Ferreol. All’epoca fece scandalo e un sacco di soldi. Oggi, dovrebbe fare scuola.


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