Opinione di luisasalvi su Arancia meccanica
Con Malcolm McDowell, Patrick Magee, Michael Bates, Warren Clarke
- negative [11]
- sufficienti [4]
- positive [168]
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significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Rivisto dopo quasi trent'anni, è sempre un pugno nello stomaco; ma questo è l'unico punto in cui concordo con Mereghetti; peggio ancora DiGiammatteo. La denuncia non è contro il singolo protagonista appassionato di violenza; anzi, questo viene presentato in certi momenti come affascinante, bello, colto; in questo, peraltro, non diversamente da certi stereotipi di nazisti raffinati e crudeli, e come lui appassionati di musica. Ma tutta la società è violenta, e finisce per apprezzare solo i violenti. "Il problema" non è affatto quello della "libertà di scelta", tanto meno riferito alla "frustrazione sessuale" e alla "impossibilità di realizzare i propri desideri" come pretende Mereghetti. Sembra quasi che Kubrick avesse previsto questa interpretazione sbagliata e abbia voluto correggerla in un episodio molto bello e divertente ma non necessario al racconto, che invece in tutto il resto è abbastanza essenziale: fra una violenza e uno stupro, Alex incontra due ragazzine e le invita a casa sua per tutta una serie di giochi sessuali cui esse partecipano senza difficoltà; anzi, durante l'incontro iniziale sembravano già interessate almeno quanto lo era lui e forse di più: la violenza non nasce affatto da frustrazioni o da impossibilità di realizzare desideri; non credo che ciò sia vero sociologicamente nella realtà, ma certamente non è vero nel film, che è ciò di cui si sta parlando o si dovrebbe parlare. Anche il "problema della libertà di scelta" nel film è proposto solo incidentalmente dal cappellano delle carceri, presentato come ipocrita e stimolatore di comportamenti ipocriti nei carcerati che così ottengono vantaggi; basta questo a rendere poco credibile l'ipotesi che al regista interessi questo problema, per quanto esso possa essere importante da un punto di vista morale o esistenziale. Non è posto a tema del film.
E' vero che la "cura" applicata a Alex per eliminarne gli istinti violenti si basa sostanzialmente su riflessi condizionati (anche se questi non vengono nominati) e in realtà non elimina il desiderio di violenza o di sesso, ma ne impedisce la realizzazione avendo indotto sensi irresistibili di nausea di fronte ad ogni esempio di violenza o di sesso; proprio per chiarire tale aspetto si è aggiunto il celebre rifiuto, casuale e non voluto, della musica della nona di Beethoven, occasionalmente ascoltata durante una seduta in cui ad Alex era stato dato un tossico emetico per provocargli sensi di nausea associati agli spettacoli di violenza. E' anche vero che una tale cura può costituire a sua volta una violenza del sistema, ma neppure questo è posto a tema: il vero tema, la cosa più drammatica e il nucleo anche narrativo del film, è il fatto che il violento è accettato e rispettato dalla società; Alex è accolto e trattato con (troppa) condiscendenza dai genitori, rispettato dagli amici, perfino non maltrattato dall'ispettore di polizia; così sarà alla fine, dopo essere stato recuperato al suo stato "naturale" di violento; invece quando evita ogni violenza è disprezzato, rifiutato e maltrattato da tutti. Il seguace di Gesù è comunque e sempre destinato alla croce.
Commenti
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12 ottobre 2009, 06:48 di Dalton
Dal momento in cui gli amici lo tradiscono, non sembra che tale ragazzo violento ottenga un riscontro di condiscendenza per le sue gesta ... :-) Il protagonista, in realtà, è destinato a scegliere se usufuire della violenza per i suoi comodi (con triste epilogo) oppure per fini istituzionali (e lì otterrebbe carta bianca). Il parroco, sul palco post-terapia, prende le difese del destino di Alex e dimostra che egli sia tutt'altro che un personaggio ipocrita... Riflettevo su alcune tue frasi scritte nella recensione "...è il fatto che il violento è accettato e rispettato dalla società..." "...Il seguace di Gesù è comunque e sempre destinato alla croce..." Boh, più che considerazioni effettive sulla pelicola, sembrano licenze poetiche.
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