La violenza: quinto potere (1972)
Con Enrico Maria Salerno, Gastone Moschin, Riccardo Cucciolla, Mariangela Melato
La trama
La costruzione di una diga in Sicilia scatena interessi e appetiti inconfessabili che trovano immediata ripercussione in una faida tra due cosche mafiose che appoggiano due diversi gruppi di potere. Dopo una lunga serie di delitti dei quali sono vittima non solo alcuni membri delle cosche rivali, ma anche molti innocenti, si arriva al processo che vede imputati esponenti di maggiore e minore spicco dei due clan. L'abilità degli avvocati e le ritrattazioni, i silenzi, le omertà fanno in modo che, alla fine a pagare per tutti siano solo due picciotti.
Pesante e diretto, è tratto da un testo di Giuseppe Fava. Cinema politico all'italiana, nel bene e nel male. Molto bravi gli attori, specialmente Ingrassia in una parte drammatica.
L'opinione più votata
Di sasso67 scritta il 22/05/2012 - utile per 1 utenti
Voto al film: 
22 maggio 2012 Opinione di sasso67 su "La violenza: quinto potere"
Florestano Vancini è stato un buon artigiano della macchina da presa ed ha spesso saputo darci opere in equilibrio tra la denuncia sociale e la spettacolarità cinematografica. Secondo alcuni in questo film ha prevalso il secondo aspetto, ma, a parer mio, siamo nell'ambito di un discreto prodotto d'impegno, realizzato grazie all'apporto di validissimi professionisti. Forse è vero che il copione prevede, più che veri personaggi, semplici funzioni narrative, affidate ad interpreti di valore...
voto al film: 
19 agosto 2010 Opinione di mm40 su "La violenza: quinto potere"
All'interno dell'onorevole e suggestivo filone del cinema 'civile', a fianco di nomi di registi e di titoli sicuramente più blasonati o memorabili (il Cittadino sopra ogni sospetto di Petri o Le mani sulla città di Rosi, per dire due dei lavori più rappresentativi), anche Vancini ha un suo posto. E questo La violenza: quinto potere, tratto da un'opera teatrale di Giuseppe Fava, è una delle pellicole che in definitiva lancia il poliziesco - che poi...
voto al film: 
5 maggio 2010 Opinione di nicola81 su "La violenza: quinto potere"
Finalmente sono riuscito a vedere quello che personalmente considero il miglior film di Vancini. Assistito da validi sceneggiatori quali Massimo Felisatti, Fabio Pittorru, Massimo De Rita e Dino Maiuri, il regista ferrarese, trasferendo sullo schermo un testo teatrale del giornalista Giuseppe Fava, si inserisce con originalità nel filone di denuncia del fenomeno mafioso e confeziona un dramma giudiziario a volte fin troppo sopra le righe ma avvincente, coraggioso e per certi versi...
voto al film: 
9 luglio 2009 Opinione di sergio75 su "La violenza: quinto potere"
Florestano Vancini, regista recentemente scomparso, ha sempre dato una particolare attenzione all'impegno sociale. I suoi migliori risultati li ha ottenuti nel genere storico: pensiamo a "La lunga notte del 43", "Bronte" e "Il delitto Matteotti". Qui siamo di fronte alla descrizione di un processo contro uomini accusati di connivenza con il mondo mafiosi e che resteranno impuniti grazie alla protezione loro offerta da alcuni "amici" importanti. L'unico privo di protezione (peraltro poco sano...
voto al film: 

















