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Opinione di Auguste su Madre e figlio

[Mat' i syn, Russia 1997, Drammatico, durata 67']   Regia di Aleksandr Sokurov
Con Gudrun Geyer, Aleksej Ananishnov




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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19/10/2010 voto al film: voto ottimo

Sul film

Premessa necessaria, ma non sufficiente: questo è uno dei migliori film degli anni '90 ed è artisticamente il (capo)lavoro più alto dell'intero decennio secondo l'opinione di chi scrive.
Si tratta - tanto per cominciare - di un film squisitamente antitetico ai canoni del cinema cui siamo abitutati.
Impossibile non lasciarsi trasportare dalla bellezza delle immagini, dalla essenzialità degli elementi, verso un mondo al di là della civiltà, delle convenzioni, verso un mondo autentico, dove poter contemplare il Tutto, subire il dolore più grande e vivere la speranza della rinascita, di un successivo incontro.
E' poesia filmata, è la purezza dell'arte in movimento, la Pietà rovesciata, è la bellezza visiva di Friedrich con il realismo di Constable, è l'impeto di Turner portato sullo schermo. E' l'amore più autentico - quello che lega una madre al figlio e viceversa - quello che lega noi uomini alla nostra madre, la terra, la Natura, magari il regista alla Madre Russia. Questo film è come una melodia che lentamente riempie i nostri cuori, il grande dolore è già preannunciato e previsto dal figlio, dagli incantati e stravolti spettatori, ma la tenerezza del finale non può non spiazzare.
La trama è semplicissima e l'eccessiva staticità dell'azione potrebbe annoiare gli spettatori "medi", abitutati agli standard hollywoodiani ed in questo si vede chiaramente un parallelo tra le pellicole di Sokurov e quelle dell'insuperabile suo maestro Tarkovskij: è cinema che non necessita di grossi colpi di scena ed il ritmo narrativo è segnato da una pressoché immutabile linearità: ma è proprio questo il bello.
La Natura, al cui cospetto siamo nulli(e le splendide inquadrature lo mostrano in maniera palese), ottunde i nostri sensi, ci trasporta con il pensiero verso l'Infinito cantato da Leopardi, lontani dai dolori della vita(e della morte), dalla caducità e dalla sofferenza.
E la promessa di ritorno alla fine... insomma, questo film è una meraviglia per il cuore e per gli occhi... e la semplicità è il suo punto di forza.
Che altro dire? Perfetto!


SI

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