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Opinione di mm40 su Il commissario Lo Gatto





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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15/06/2009 voto al film: voto mediocre

Sul film

Il presidente del consiglio italiano che fa orgette con ragazzine abusando del suo potere e dei mezzi statali. Siamo nel 1986 e la messa in scena è sostanzialmente comica (diciamo pure che è uno degli ultimi ruggiti - ragli? - satirici dell'ormai settantenne Risi), mentre nel 2009 una simile storia non fa più nemmeno effetto. Vent'anni in cui qualcosa è cambiato: la fantasia è divenuta quotidiana realtà. Profetico Risi? Può anche essere, in fondo è sempre stato decisamente acuto come osservatore degli italiani e dei loro costumi (o mancanza di essi) e non soprende la verosimiglianza, solo qualche anno dopo, di una trama tanto provocatoria e bizzarra per i tempi. Il film è realmente risciacquo: c'è Banfi a trainare due tristi icone del cinema comico italiano anni '80 quali Micheli e Ferrini, una storia quasi fumettistica fatta di personaggi stereotipati e situazioni già viste e straviste, luoghi comuni machisti da spiaggia e un po' di sequenze di nudo qua e là a completare il quadro. Un lavoro inoltre che entra nella lunga lista dei film in cui viene citato Giulio Andreotti - per alcuni secondi anche inquadrato, interpretato da un imitatore.

Sulla trama

Il commissario pasticcione Lo Gatto viene inviato sulla pacifica isola sicula di Favignana, dove non potrà far danni, insieme all'agente forlivese Gridelli. Qui invece succede subito il fattaccio: la giovane e piacente Wilma scompare e nella sua abitazione vengono trovate pozze di sangue. Proprio quando Lo Gatto è convinto di avere incastrato gli assassini, la ragazza si ripresenta a Favignana, svelando l'arcano: era stata su una nave della Marina militare a farsi sbattere da Craxi, allora presidente del consiglio. Lo Gatto causa così la crisi di governo, ma Andreotti, che torna al potere, lo premia nominandolo vicequestore a Milano.


SI

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