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Opinione di will kane su Il commissario Lo Gatto





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24/02/2010 voto al film: voto mediocre

Sul film

C'è stata una fase, tra i film con la Fenech,la Rizzoli e la Bouchet e il grande successo televisivo di "Un medico in famiglia" in cui Lino Banfi figurava in commedie più "ripulite" e affidate a registi migliori dei vari Tarantini, Martino: "Il commissario Lo Gatto" fa parte di questo periodo della carriera del comico pugliese, comunque bravo interprete, soprattutto nelle accelerazioni nevrotizzate dei suoi personaggi. Però l'estro magico di Dino Risi era ormai sfumato (vedere anche "Teresa" con la Grandi, ad un livello assai peggiore),la sceneggiatura,che prevede un intrigo giallo senza capo nè coda, non aiuta affatto, e se i siparietti tra Banfi e Micheli sono simpatici nei limiti del garbo degli interpreti che non hanno occasione di sfoderare battute veramente divertenti, la storia sembra andare per conto suo, senza alcuna incidenza da parte dei caratteri. Già in adattamento per la televisione, è la dimensione di molto cinema popolare anni '80, forse il più datato degli ultimi decenni per tempi narrativi ed allestimenti tecnici( effetti speciali,costumi,fotografia,colonna sonora):sia l'horror,che la fantascienza, che la commedia più commerciali mostrano solo vent'anni dopo troppe rughe per avere un qualsiasi fascino vintage.


SI

Commenti

  • 24 febbraio 2010, 14:47 di mm40

    D'accordissimo con te, soprattutto sull'idea che, nonostante si tratti di Risi, il cinema italiano degli anni '80 già virava pesantemente al televisivo. Però qui la zampata satirica classica del regista, seppure lieve, si sente: a me piace pensare che i due estremi (prodotto televisivo e tentativo di analisi sociale attraverso il cinema) siano ben chiaramente distribuibili fra i nomi della sceneggiatura: Dino Risi ed i fratelli Vanzina. O forse sono solo prevenuto? : )

    cancella commento cancella commento e blacklista mm40
  • 25 febbraio 2010, 01:02 di will kane

    Non saprei;però da cinefilo trovo irritanti sia la sconclusionatezza della sceneggiatura, sia proprio il taglio dato alla narrazione:certo,un minimo di regia rispetto ad altri prodotti similari è individuabile,ma trovarci colui che girò "Il sorpasso", "Straziami ma di baci saziami" e "In nome del popolo italiano", per tacere di "Una vita difficile" comporta un certo margine di delusione. WK

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