Il commissario Pelissier (1971)
Con Michel Piccoli, Romy Schneider, Bernard Fresson
La trama
Per l'intransigente poliziotto Max (Piccoli) la cattura dei criminali è diventata un'idea fissa. Con l'inconsapevole complicità di un vecchio amico, ora passato al furto, e della prostituta Lily (Schneider) tende una trappola a una banda di scassinatori. Ma l'arresto di Lily, di cui si è innamorato, scatena in Max un tragico conflitto. Ambientato in una città di provincia, il film ne descrive magistralmente figure e ambienti marginali e costruisce due personaggi forti e sfaccettati, ottimamente interpretati da un Piccoli che sa trovare la giusta rigidità e suggerisce la deriva di Max verso la paranoia e da una Romy Schneider memorabile.
L'opinione più votata
Di will kane scritta il 13/05/2009 - utile per 1 utenti
Voto al film: 
1 luglio 2011 Opinione di wang yu su "Il commissario Pelissier"
Lo sviluppo dei personaggi è buono e il film è sempre interessante,inoltre gli attori sono bravi e si muovono bene,ma è poverissimo di scene di azione e il finale è deludente.
voto al film: 
13 maggio 2009 Opinione di will kane su "Il commissario Pelissier"
Se il pòlar francese e il noir hanno ritmi, canoni e riconoscibilità differenti che ne hanno fatto una scuola a sè stante nel genere giallo, "Il commissario Pellissier", con il suo stile freddo ed elegante, appartiene poco ad entrambe le categorie, risolvendosi alla fine in un film drammatico, di sentimenti trattenuti troppo, come molte volte il cinema francese ci ha offerto. La storia dell'ex-giudice riciclatosi come semplice commissario per il suo atteggiamento ossessivo verso le cose e...
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29 aprile 2008 Opinione di joseba su "Il commissario Pelissier"
Il commissario Max (Michel Piccoli), ex giudice istruttore declassatosi a poliziotto per eccesso di zelo, è ossessionato dall'idea di cogliere i criminali in flagrante per comminare loro il massimo della pena. In questa guerra personale contro la criminalità si spinge addirittura ad assumere il ruolo di agente provocatore, istigando Abel (Bernard Fresson), vecchio conoscente divenuto piccolo delinquente di periferia, a fare il salto di qualità e tentare una rapina in banca. Per...
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26 marzo 2008 Opinione di bradipo68 su "Il commissario Pelissier"
Un altro dei film memorabili di quel fantastico cineasta che rispondeva al nome di Claude Sautet.Film che all'apparenza appartiene al genere poliziesco ma che in realta'contiene tutta una serie di caratteristiche e di suggestioni che con il poliziesco non hanno nulla a che spartire.Partendo dalla figura del protagonista,un ex giudice ora poliziotto che ha la fissa di cogliere i malfattori in flagranza di reato per non avere sorprese successive in sede giudiziaria,Sautet imbastisce un dramma...
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1 marzo 2008 Opinione di emmepi8 su "Il commissario Pelissier"
Sautet va sempre visto, rivisto, scoperto e riscoperto.. e non esagero per niente, provare per credere!! Qui affronta una tematica noir, che tralascia o disperde per affrontare la caratterialità dei personaggi che la compongono, non tralasciando nessuno. Attori in stato di grazia e per cui il regista aveva una certa predilezione ad inziare con la Schneider, che è stata la sua musa. Sceneggiatura perfetta ed a diverse mani, proprio per volontà del regista, con la partecipazione di...
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25 febbraio 2008 Opinione di teaestefano su "Il commissario Pelissier"
Bel film di Sautet, pervaso di tristezza e disperazione, come molto cinema francese post-sessantottino. Qui vediamo l'ennesima sentenza che "faccio il doppio gioco, faccio tutti fessi, e poi vinco io" non funziona mai e va a finire male. Il commissario Pelissier (un bravo Piccoli) è un uomo già deluso dalla vita, con un divorzio alle spalle e una vita professionale segnata da cocenti delusioni. Per compensare l'aver dovuto assolvere un criminale per mancanza di prove quand'era giudice, lo...
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23 febbraio 2008 Opinione di Mr.Klein su "Il commissario Pelissier"
Claude Sautet è stato sempre l’autore che tentava di dare un altro nome alle ossessioni e cercava di spiegarne lo sviluppo nella sua chiave quieta,riparata dall’immediata identificazione con la patologia. Per quanto segreta,la deviazione verso una cieca vulnerabilità virile,in contrasto con la docile fermezza femminile,è la vera anima del film che vede ancora insieme le splendida coppia Piccoli-Schneider con un esito molto più riuscito de “L’amante” anzi,lo confessiamo,davvero...
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6 novembre 2005 Opinione di Diego_F su "Il commissario Pelissier"
Molto bello, porta addosso i segni di un'epoca dove un noir poteva essere costruito con pochi ingredienti, poca azione, molta atmosfera. C'è la Francia di inizio anni '70, sospesa fra tradizione e irrompere del disordine, descritta con un velo di disincanto. Il film inizia quasi lentamente, ma diventa un crescendo di intensità, quando entra in scena Romy Schneider, più carismatica di sempre. La firma di Sautet ("Un cuore in inverno") si vede.
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