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Stéphane, una moglie infedele (1969)

[Stéphane - Une femme infidèle, Francia 1969, Drammatico, durata 98']   Regia di Claude Chabrol
Con Stéphane Audran, Michel Bouquet, Maurice Ronet, Jean-Marie Arnoux



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Stéphane, una moglie infedele: assente
Ritmo ritmo in Stéphane, una moglie infedele: presente
Impegno impegno in Stéphane, una moglie infedele: presente
Tensione tensione in Stéphane, una moglie infedele: forte
Erotismo erotismo in Stéphane, una moglie infedele: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Stéphane, una moglie infedele

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La trama

Stephane è sposata con Charles e lo tradisce con Victor. Quando Charles scopre la tresca uccide Victor e ne fa sparire il corpo. Tempo dopo la polizia scorpre il delitto e interroga tutti quelli che hanno avuto a che fare con l'ucciso, tra cui Stephane. Quando la donna trova in una tasca di Charles una foto di Victor capisce tutto e non fa nulla per evitarne l'arresto.  

Uno Chabrol prima maniera, duro e schietto. Tra realismo e allegoria, un film sottile che cresce pian piano.

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 20/04/2011 - utile per 20 utenti

Voto al film: voto buono

Stèphane (Stèpan Audran) è sposata con Charles (Michel Bouquet) e insieme al figlio undicenne Michel vivono in una lussuosa villa di campagna poco fuori Parigi. Stèphane (Hèlène nella versione originale) ha un amante, Victor (Maurice Ronet), un giornalista con aspirazioni da scrittore. Charles inizia a sospettare qualcosa e quando ha la certezza dell'adulterio della moglie grazie alle prove fornitegli da un investigatore privato appositamente ingaggiato, va a visitare Victor nel suo appartamento, il luogo dove almeno due o tre volte a settimana  si incontra con la moglie. "La Femme infidèle" è a suo modo uno dei film più paradigmatici dell'intera filmografia di Claude Chabrol, che si sa, ama muoversi nelle torbide acque degli ambienti alto borghesi per arrivare ad aprire il sipario sulle sensazioni malsane che vi si annidano. Credo che l'espediente che più di ogni altro caratterizza il suo modo di fare cinema è questa calma apparente che sorregge gran parte dei suoi film, il fatto che i suoi personaggi si muovono con una naturalezza disarmante, come se tutto quello che dicono o fanno corrispondesse esattamente a quello che andava detto o fatto, necessariamente ed imprescindibilmente. Non c'è effetto che possa far dubitare sull'inevitabilità della causa che l'ha prodotto e c'è sempre una maschera pronta a celare sensazioni tratidrici. In questo film si ha subito la sensazione che le cose non sono propriamente come ci appaiono, che qualcosa di strano cova sotto l'apparente giovialità familiare e la grandezza di Chabrol, qui come altrove, sta nell'insinuare il sospetto tra le pieghe di accadimenti banali, di generare uno stato di tensione latente facendo esclusivo ricorso a sfumature caratteriali o scarti emotivi. Ci mette di fronte alla necessità che qualcosa dovrà accadere, ma non si sa mai di preciso come, quando e perchè. Per circa metà del film lo spettatore è portato a nutrire gli stessi dubbi di Charles circa la fedeltà della moglie, dopodichè fa la conoscenza di Victor nell'unica occasione in cui lo ritroviamo insieme a Stèphane in quella che è una sequenza profondamente emblematica. La donna prende dal cassetto di un comodino la foto di un bambino e solo allora viene a sapere che Victor è divorziato ed ha due figli, un maschio e una femmina. Si frequentano da più di un mese e le domande di Stèphane dimostrano tutta la meccanicità del suo adulterio, il fatto che non è una ragione sentimentale a spingerla tra le braccia di un altro uomo e a mettere in crisi la sacralità del vincolo matrimonale, ma il bisogno di sfuggire all'opprimente routine quotidiana, l'urgenza di concedersi un diversivo che, se da un lato gli fornisce il piacere effimero di svincolarsi anche solo per brevi momenti dai formalismi morali imposti dal mondo a cui appartiene, dall'altro lato la mantiene a debita distanza dalla possibilità di metterne in pericolo tutti i privilegi connessi. Charles, una volta appurata l'infedeltà della moglie, nella sostanza si comporta allo stesso modo. Non la mette di fronte al fatto compiuto mostrandogli l'irrimediabilità del suo orgoglio ferito ma continua a comportarsi con la stessa calma di sempre, come se nulla fosse successo. Si limita a rimuovere gli agenti disturbatori e a controllare che le cose ritornino al posto in cui devono stare (come il puzzle che sta costruendo il piccolo Michel), perchè la cosa che più conta è salvaguardare l'integrità familiare e la lucentezza della sua posizione sociale. Marito e moglie scoprono le vicendevoli colpe, ma l'uno non tradisce l'altro perchè entrambi conoscono l'importanza dello spirito di corpo ed entrambi sanno che condannare l'altro significa condannare prima se stessi. Così si autoassolvono a vicenda per perpetuare la farsa della morigerata famiglia borghese all'insegna di una complicità che osa scavalcare le leggi dell'uomo. Come ci suggerisce la magnifica sequenza finale di quest'altro grande film di Claude Chabrol.
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SI

Opinioni su Stéphane, una moglie infedele


20 aprile 2011 Opinione di Peppe Comune su "Stéphane, una moglie infedele"
Peppe Comune

Stèphane (Stèpan Audran) è sposata con Charles (Michel Bouquet) e insieme al figlio undicenne Michel vivono in una lussuosa villa di campagna poco fuori Parigi. Stèphane (Hèlène nella versione originale) ha un amante, Victor (Maurice Ronet), un giornalista con aspirazioni da scrittore. Charles inizia a sospettare qualcosa e quando ha la certezza dell'adulterio della moglie grazie alle prove fornitegli da un investigatore privato appositamente...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Stéphane, una moglie infedele (1969)

1 commento
[utile per 20 utenti]

25 aprile 2010 Opinione di luca826 su "Stéphane, una moglie infedele"
luca826

VOTO 8 AMBIGUO Thriller serratissimo e sottilmente perverso dove Chabrol mette in moto lo schema causa-effetto-conseguenze in maniera magistrale. Durante tutta la durata del film traspare un'atmosfera tesa, ambigua che sfocia nella complicità finale, non avrei mai pensato ad una trama gialla, ma quando la storia si porta sul versante nero, l'attenzione e la tensione sono assolutamente perfette. 1h30m che non si sentono per niente, dove l'intrigo è tanto più semplice:...

voto al film: luca826 assegna il voto buono a Stéphane, una moglie infedele (1969)



26 settembre 2009 Opinione di jonas su "Stéphane, una moglie infedele"
jonas

Un uomo scopre che la moglie lo tradisce: non sappiamo come, all’inizio del film pare già consapevole della cosa. Decide di affrontare l’amante, ma ha un violento gesto di reazione e lo uccide accidentalmente; fa scomparire il cadavere e non dice nulla alla moglie. Quando la polizia, scoperto tutto, viene ad arrestarlo, la donna capisce ciò che è successo e anche lei tace. Forse il miglior risultato mai raggiunto da Chabrol. La critica alla borghesia, suo...

voto al film: jonas assegna il voto buono a Stéphane, una moglie infedele (1969)

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25 luglio 2009 Opinione di fenice69 su "Stéphane, una moglie infedele"
fenice69

Agiato professionista scopre che la moglie (Stephane Audran) gli è infedele. Decide di incontrarne l’amante ma in un raptus di follia lo uccide. Occulta il cadavere ma la polizia lo scopre, nonostante il silenzio della moglie che pur venendo a conoscenza della sua colpevolezza non lo denuncia. Chabrol scuote le fondamenta della famiglia borghese. Il regista delinea una coppia che soffoca le proprie passioni per una vita comoda e codificata ma senza sussulti.  Il...

voto al film: fenice69 assegna il voto buono a Stéphane, una moglie infedele (1969)

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21 luglio 2009 Opinione di siberth su "Stéphane, una moglie infedele"
siberth

Uno dei migliori noir thriller del grande Chabrol...la profonda ragnatela di buio e menzogna in cui è invischiata l'apparentemente felice borghesia francese.

voto al film: siberth assegna il voto buono a Stéphane, una moglie infedele (1969)


18 aprile 2004 Opinione di IVANSELVA su "Stéphane, una moglie infedele"
IVANSELVA

la camera scivola carezzevole sugli oggetti e sui volti,con tocco impalpabile li prende e li lascia.

voto al film: IVANSELVA assegna il voto buono a Stéphane, una moglie infedele (1969)



13 dicembre 2002 Opinione di caddream su "Stéphane, una moglie infedele"
caddream

Nel film è presente tutto il cinema di Chabrol, in primis il connubbio eros e morte, sempre caro al regista. Un film apparentemente freddo, ma pieno di tensione, e, con una conclusione perfetta. Chabrol in gran forma e la Audran a dir poco sublime. Anche i protagonisti maschili sono in sintonia. Nel corso della trama sembra non accadere nulla, in realtà avviene di tutto. L'amore e la passione che stravolgono la quieta routine di una famiglia borghese. La scena finale è un capolavoro, non...

voto al film: caddream assegna il voto buono a Stéphane, una moglie infedele (1969)



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