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Lo strano mondo di Daisy Clover (1965)

[Inside Daisy Clover, USA 1965, Drammatico, durata 98']   Regia di Robert Mulligan
Con Natalie Wood, Christopher Plummer, Robert Redford, Roddy McDowall



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Lo strano mondo di Daisy Clover: minimo
Ritmo ritmo in Lo strano mondo di Daisy Clover: presente
Impegno impegno in Lo strano mondo di Daisy Clover: minimo
Tensione tensione in Lo strano mondo di Daisy Clover: presente
Erotismo erotismo in Lo strano mondo di Daisy Clover: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a Lo strano mondo di Daisy Clover

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Lo strano mondo di Daisy Clover (voti: 4 media: 4,00) 4

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locandina di Lo strano mondo di Daisy Clover

La trama

La quindicenne Daisy Clover ottiene una scrittura cinematografica quasi per caso. Nel frattempo il cognato fa rinchiudere in manicomio la madre della ragazza, la quale, disorientata, malgrado il grande successo della prima pellicola, accetta la proposta di matrimonio di un attore. Sarà un'esperienza infelicissima, e altre ancora ne seguiranno prima che Daisy trovi la forza per ricostruirsi una nuova vita.  

Il film sembra ispirarsi al famoso "È nata una stella", senza però possederne tutti i pregi ma con toni accesi che ne hanno fatto un cult negli anni successivi. Accurata e convincente la ricostruzione ambientale degli anni Trenta.

L'opinione più votata

Di spopola scritta il 09/07/2006 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto buono

Il film di Mulligan è un fiammeggiante melodramma che “tenta” di raccontare una storia che potremmo connotare come una variazione molto più torbida e straziata sulle tematiche di “E’ nata una stella” (ma la fonte è un romanzo di Gavin Lambert – anche sceneggiatore) senza avere però (purtroppo) il coraggio di “pigiare il pedale fino in fondo”, e quindi lasciando troppe cose “incompiute” o non dette con adeguata trasparenza. Ne viene fuori un prodotto disarmonico e in parte deludente (anche se per molti versi ugualmente affascinante). Non è la discontinuità – che pure si avverte fortissima – a creare il disagio della visione, ma il rendersi conto che le “tracce” sono solo labili impronte insufficienti per farci comprendere appieno la portata della “tragedia”. Certamente i tempi non erano maturi per “rappresentare” con la necessaria chiarezza anche sullo schermo “argomenti scottanti” che riguardavano comportamenti che venivano ancora considerati “deviazioni inopportune e pericolosamente fuorvianti” (correva l’anno 1965 e il codice Hays, seppure agli sgoccioli, era ancora imperante, stava dando gli ultimi ma non indolori “colpi di coda”) ma qualcosa di più si poteva davvero fare – era già stato fatto – se si avesse avuto il coraggio di “osare”, e ci aveva provato anche Lambert stesso, preparando una sceneggiatura molto più esplicita e articolata che fu oggetto di numerosi (troppi) interventi non solo da parte dei produttori che pretesero alcuni “aggiustamenti”, ma anche dello stesso regista e soprattutto di Robert Redford, preoccupato delle conseguenze negative che potevano derivare per la sua carriera senza “un annacquamento” che rendesse il tutto meno esplicito, che inizialmente doveva essere solo “addolcente”, ma che si rivelò invece così “radicale” da rendere persino difficile l’identificazione del problema reale, per lo meno per quanto riguarda il suo personaggio e i suoi effettivi “rapporti” con Daisy. Per capire meglio cosa intendo dire, penso che sia opportuno riproporre quanto scrive Vito Russo sul suo “Lo schermo velato” a proposito della genesi del film : JOHN SCHLESINGER CON IL SUO ‘DARLING’ AVEVA SUGGERITO QUALE POTEVA ESSERE IL PROSSIMO PASSO NELLA PERCEZIONE DELL’OMOSESSUALITA’ AL CINEMA, INTRODUCENDO IL TEMA DELLA BISESSUALITA’ (solo più accettabile, ma nemmeno questa considerata ancora “normale amministrazione”). IL VIRILE CAMERIERE ITALIANO CHE VA A LETTO UNA NOTTE CON JULIE CHRISTIE E LA NOTTE DOPO CON IL SUO AMICO FOTOGRAFO GAY ERA DOPOTUTTO SOLO UN CAMERIERE IN UN FILM STRANIERO SULLA VITA DECADENTE DELLE MODELLE E DEI LORO STRANI AMICI. EPPURE NELLO STESSO ANNO – IL 1965 – CI FURONO GROSSE DISCUSSIONI SUL PERSONAGGIO DI UN ATTORE BISESSUALE DI HOLLYWOOD, CHE DOVEVA ESSERE INTERPRETATO DA ROBERT REDFORD IN UN FILM AMERICANO. LA SCENEGGIATURA DI GAVIN LAMBERT PER ‘INSIDE DAISY CLOVER’(questo è appunto il titolo di cui si tratta) FU SOTTOPOSTA A DIVERSE RADICALI REVISIONI PER EVITARE PROPRIO QUEL TIPO DI SESSUALITA’ INCONSCIA E LIBERA CHE SCHLESINGER AVEVA DATO AL SUO CAMERIERE ITALIANO, FINO A NASCONDERE COMPLETAMENTE IL LATO OMOSESSUALE DELLA BISESSUALITA’ E FAR DIVENTARE IL TUTTO (anche l’orientamento ondivago fra i due sessi) COME IL SOLITO SPORCO SEGRETO (nemmeno tanto chiaro, insisto io). ESPANDI +
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SI

Opinioni su Lo strano mondo di Daisy Clover


9 luglio 2006 Opinione di spopola su "Lo strano mondo di Daisy Clover"
spopola

Il film di Mulligan è un fiammeggiante melodramma che “tenta” di raccontare una storia che potremmo connotare come una variazione molto più torbida e straziata sulle tematiche di “E’ nata una stella” (ma la fonte è un romanzo di Gavin Lambert – anche sceneggiatore) senza avere però (purtroppo) il coraggio di “pigiare il pedale fino in fondo”, e quindi lasciando troppe cose “incompiute” o non dette con adeguata trasparenza. Ne viene fuori un prodotto disarmonico e in...

voto al film: spopola assegna il voto buono a Lo strano mondo di Daisy Clover (1965)

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6 dicembre 2005 Opinione di emmepi8 su "Lo strano mondo di Daisy Clover"
emmepi8

Una operazione interessante ed avvicente, che prende di mira il mondo hollywoodiano nei punti nevralgici. E'una produzione di Pakula e lo stesso Mulligan, non ebbe una distribuzione eccellente e ne comprendiamo il perché. E' una produzione indipendente, con tutti i rischi commerciali che ha quel tempo significava; certo c'è un cast che avrebbe dovuto aiutare il film, ma in qualche caso e principalmente nel caso della Wood, è stato un appesantimento imbarazzante e falso. Questa attrice...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Lo strano mondo di Daisy Clover (1965)




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