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Opinione di GIANNISV66 su Radiofreccia





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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13/01/2011 voto al film: voto ottimo

Sul film

Notte fonda, il rogo di una automobile getta la sua luce sporca sul nero che avvolge la scena e un ragazzo accoccolato guarda le fiamme. Scorrono le immagini e parte la musica: "ho perso le parole / eppure ce le avevo qua un attimo fa.....". D'accordo, chi scrive è un fan del Liga (ormai è un fatto risaputo) ma questo, credetemi, non influisce sul giudizio di questo film (né di quello successivo, quel da zero a dieci che invece è una pellicola pretenziosa e mediocre, intasata com'é da inutili ammiccamenti felliniani). Piaccia o no il musicista di Correggio, Radiofreccia è un bel film, ben costruito (al punto che qualcuno all'uscita della pellicola ne mise in dubbio l'effettiva paternità di Ligabue), che narra con piglio scorrevole e con una scelta dei tempi azzeccata una storia che fa presa sullo spettatore.
Sembra una commedia, la vicenda dei quattro amici di provincia (la profonda provincia emiliana e non poteva essere altrimenti) con le loro serata al bar, i loro scherzi, i finti duelli da film western (divertentissima la scena, con il pistolero vincente che offre da bere a tutti, anche al "cadavere" dello sconfitto prontamente rialzatosi). E sono proprio i personaggi di contorno, quelle figure tipiche della provincia italiana, a metà tra il tragico e il comico (c'è una canzone del Liga che li descrive in modo toccante Walter il Mago, ci sarebbe stata assai bene tra queste immagini), che arricchiscono la visione, figure tratteggiate con grande bravura, con la dimestichezza di chi quei personaggi ha conosciuto davvero.
Sembra una commedia, dicevamo, ma è solo apparenza: la storia - anzi le storie - narrate sono storie di disperazione, di ragazzi che lottano per una vita migliore ma spesso si arrendono di fronte a una vita che di loro sembra non volerne sapere. Così Vito cerca di ammazzare il padre per difendere la sorella dai suoi abusi, Iena sposa una ragazza che lo tradisce già il giorno delle nozze mentre Boris si rivela un cinico profittatore della donna altrui e non solo. E Freccia, il protagonista, lo spaccone che cerca di conquistare ogni ragazza ma con dentro il cruccio di una madre alquanto "allegra" e di un padre morto troppo presto, non trovando risposte ai suoi drammi interiori si getta nelle braccia della droga. Lo potrebbe salvare l'amore di Marzia, dolce e devota, ma l'amore spesso non ha né i tempi né le facce che vorremmo e Freccia si innamora della egoista e superficiale Cristina. "L'amore rende soli" come dice un altro grande del Rock targato Italia e quella delusione è la mazzata che porta Freccia al suo tragico atto conclusivo.
Alla fine l'unico personaggio veramente "positivo" di tutta la storia è Bruno, grande amico del protagonista e fondatore della Radio che dà il titolo al film. La chiamerà Radioraptus ma poi in onore dell'amico scomparso sarà Radiofreccia.

Sulla regia di Luciano Ligabue

Bravissimo, peccato che non sarà in grado di ripetersi nel successivo da Zero a Dieci. Riporto di seguito una sua frase sul film, credo che dentro ci sia tutto:  
Io credo che fare il regista sia una cosa molto lontana dalla mia natura. La musica è un'esperienza più immediata. Il cinema ha a che fare con i filtri, con la progettazione, e quelli non sono i miei modi. Però ho sentito che era un'offerta che non potevo rifiutare. Volevo raccontare una storia, volevo immortalare un mondo e ricordare i miei quindici anni, e quello era il modo migliore di farlo.

Sull'interpretazione di Stefano Accorsi

Personalmente non l'ho mai stimato molto ma gli va dato atto di aver dìfatto una buonissima prova

Sull'interpretazione di Luciano Federico

Bravo questo attore, credo che non abbia avuto la fortuna che avrebbe meritato

Sull'interpretazione di Francesco Guccini

Una partcina di pura stima, nella parte del barman Adolfo (ma noi sappiamo bene che il suo vero nome è Mario.....)

Sulla colonna sonora

Doppia colonna sonora per questo film, da una parte una raccolta di successi anni '70, bei titoli e buona scelta ma anche abbastanza scontata (anche se le note della mitica Sweet Home Alabama sullo sfondo della campagna nostrana sono un bel colpo al cuore). Dall'altra le musiche originali di Ligabue, molto belle. Non parliamo solo della struggente Ho perso le parole che ormai è uno dei suoi pezzi più amati ma anche degli intermezzi musicali in cui il Liga tira fuori tutta la sua anima blues. E tra una nota e l'altra salta fuori il fantasma di Neil Young come in Certe Notti.......


SI

Commenti

  • 14 gennaio 2011, 02:25 di Roger Tornhill

    Ciao! E come darti torto? Sono anch'io un fan del Liga (come ben sai ;-) ) ma qui i partigianismi non c'entrano. E' indubbio che il film sia un gran bell'esordio (tra l'altro vinse vari premi quell'anno) e credo gli sia riconosciuto pure da chi di Ligabue fan non è. L'ho rivisto un po' di mesi fa con la mia compagna e non ce lo ricordavamo così toccante (ci ha emozionato in ben più di una scena (molto bello il monologo tra i due amici in radio uno di fronte all'altro, "credo") Un film certamente più drammatico di quanto ricordassi, dato che come giustamente dicevi vira ogni tanto verso la commedia. Credo sia un po' come la vita, con i momenti per il cazzeggio e quelli purtroppo ben più seri e tristi. Un bella storia sull'amicizia, valore per me basilare e fondamentale nella vita, ben scritta e interpretata, che mi sento di consigliare a chi si fosse perso questo piccolo grande film. Quanto a Da Zero a Dieci, sua seconda e per ora ultima opera, non ottiene un buon voto neppure sulla rivista di Film TV, che pressapoco le imputa gli stessi difetti da te segnalati. Io vado in controtendenza e seppur ammettendo che Radio Freccia gli è certo nettamente superiore, non lo reputo il brutto film che dite. L'ho rivisto di recente in tivu ma l'ho gradito e trovato divertente (e serio) quanto basta. Poi per carità i difetti ci saran pure (così come ci sono in Radio Freccia, che se li fa perdonare con l'onestà di fondo che si percepisce) ma secondo me lo maltrattate troppo, credo almeno un pollice medio (per dirla alla Film TV) lo meriti senz'altro e forse pure qualcosina in più. Sarà che coi chiari di luna di tanto cinema (???) italiano recente non mi sembra tanto male, anzi dico "ad avercene di Da Zero a Dieci" (mio voto 7) Ciao!

    cancella commento cancella commento e blacklista Roger Tornhill
  • 14 gennaio 2011, 08:43 di GIANNISV66

    Ciao @roger credo che le tue osservazioni integrino bene la mia recensione. Su "da zero a dieci" rispetto certamente la tua opinione ma purtroppo non posso che ribadire quanto ho scritto sopra. Alla fine è una questione di gusti personali. Certo che rispetto a certe scempiaggini che passano a volte sul grande (e piccolo) schermo anche il secondo film del Liga riesce comunque a fare la sua onesta figura.. Grazie per il tuo intervento.

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  • 1 marzo 2011, 18:37 di MaggieC

    Quando uscì avrei voluto vederlo al cinema perché mi aveva ispirato tanto, poi me lo persi e sono anni che non pensavo a questo film. Questa recensione però me lo ha fatto ricordare, da ri-aggiungere alla lista. Neanche io sono una grande fan di Accorsi, ma gli riconosco che se ben diretto tira fuori delle buone prove(vedere ad esempio "Le fate ignoranti")purtroppo è spesso relegato nel ruolo di fidanzatino d'Italia-_-'''. Sul Liga, non sono una sua super fan, mi piacciono molto sue diverse canzoni, ma preferisco Vasco^_^. Ti farò sapere quando riesco a vederlo ;)

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  • 3 marzo 2011, 08:54 di GIANNISV66

    Sono stato un fan del Vasco dei primi dischi, ha accompagnato la mia adoloscenza ma l'ultimo suo grande disco è stato "Liberi, Liberi" quello che ha fatto dopo non mi è piaciuto (opinione personalissima, so bene quanto il Blasco sia amato da molti soprattutto per i suoi ultimi dischi). Il Liga invece(sempre secondo me) in vent'anni che lo seguo non ha mai perso un colpo (anzi il suo ultimo disco è uno dei migliori). Buona visione!

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