Opinione di enzocaputo su La leggenda del pianista sull'oceano
Con Tim Roth, Pruitt Taylor Vince, Bill Nunn, Clarence Williams III
- negative [4]
- sufficienti [15]
- positive [38]
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Attenzione! quando vedi questo simbolo
significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Non per cadere nella retorica ma mai come in questo caso il film è meraviglioso se non hai letto il libro. Il libro tra l'altro lo si può leggere in 45 minuti. e in quarantacinque minuti ti senti immerso in un oceano di sensazioni. Ho visto anche l'originale a teatro recitato da Eugenio Allegri con la regia di Gabriele vacis e a teatro l'ho personalmente recitato una ventina di volte disfacendo completamente il testo e vestendo il personaggio di novecendo in maniera completa. Il libro è stato scritto per il teatro è infatti un monologo. Il film è fatto bene ma il ritmo sostenuto incalzante e incessante delle meravigliose parole scritte è completamente sopraffatto da una lunghezza assolutamente inutile e a delle pause che sembrano a tratti interminabili. molto per esempio perde il duello con jerry roll morton rispetto al libro per non parlare dell'inserimento voluto di una persoona fisica nell'amore che novecento prova verso l'emozione che gli provoca un odore un sapore che aveva solo sentito raccontare. Non c'era assolutamente bisogno di personificare l'amore con una figura femminile. Il personaggio novecento risulta sulla pellicola talmente ingenuo che spesso rasenta quasi il ridicolo, novecento non era per niente ingenuo, la forza della sua persona era proprio la grande conoscenza della vita e degli uomini pur non essendo mai sceso da quella nave. La conoscenza del mondo senza aver mai conosciuto visivamente il mondo. Il rapporto con il trombettista che sulla pellicola sembra quasi analogo a quello di stanlio e ollio (Laurel e Hardy9 e che invece sulla carta è esattamente lo stesso rapporto che potevano avere harryson ford con la macchina genetica nell'ultima scena di Blade Runner (Ho visto cose che voi umani ecc.) Insomma la straripante forza di un personaggio forte ridotta in maniera drastica dalle convenzioni cinematografiche. Ma tutto ciò non è niente a confronto con l'enorme danno che il regista (che amo molto) ha causato con la scena finale del film Il grande botto. Penso sicuramente ordinato dalla produzione. Novecento è un personaggio non terreno, non è mai nato,non è mai esistito e come tale non può morire.
Sulla regia di Giuseppe Tornatore
Se si vuole pensare in grande a livello economico si sceglie un colossal e un best selle a livello del codice da vinci. Se si sceglie una meraviglia come Novecento lo si deve rispettare fino in fondo. Se una sola caratteristica del suo vero essere che poi è l'ossatura di tutta l'opera deve essere travisata o in qualche modo distorta da ordini di scuderia allora è meglio lasciare stare e scegliere un altra opera. Non penso che ad una persona della sensibilità di Tornatore sia piaciuto molto questo film. E allora?
Sull'interpretazione di Clarence Williams III
ci vuole una sensibilità italiana per certe cose.
Sull'interpretazione di Bill Nunn
ci vuole una sensibilità italiana per certe cose
Sull'interpretazione di Pruitt Taylor Vince
ci vuole una sensibilità italiana per certe cose
Sull'interpretazione di Tim Roth
Non all'altezza del personaggio ne fisicamente ne mentalmente. ma lui è americano ci vuole una sensibilità italiana per certe cose.
Sulla colonna sonora
Stupenda ml'avrei voluta avere per il mio spettacolo a teatro.
Cosa cambierei
Sicuramente il finale col botto,eliminerei la ragazza,la registrazione del disco,la faccia da cretino di novecento l'atteggiamento da Oliver hardi del trombettista l'attore nero che trova novecento e anche il suo doppiatore. Taglierei un sacco di cose ma io sono io mi piacerebbe sapere cosa avrebbe tagliato Peppuccio.
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