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La terrazza (1980)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La terrazza: assente
Ritmo ritmo in La terrazza: forte
Impegno impegno in La terrazza: forte
Tensione tensione in La terrazza: forte
Erotismo erotismo in La terrazza: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a La terrazza

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a La terrazza (voti: 18 media: 3,89) 18

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locandina di La terrazza

La trama

Siamo a Roma su una terrazza dove un gruppo di amici e conoscenti, tutti appartenenti alla borghesia, si ritrova per passare le serate d'estate. C'è Enrico, uno sceneggiatore in crisi, Amedeo, produttore cinematografico che si è fatto dal nulla, assolutamente privo di cultura. Poi c'è Galeazzo, tornato dal Venezuela per trovare gli amici e un lavoro, e Mario, un deputato del Partito Comunista.  

Il film di Scola, impietoso e misogino ritratto autocritico della borghesia di sinistra, rimane ancora oggi uno dei migliori del regista. Commedia amarissima e consuntiva, con una acuta sceneggiatura di Age e Scarpelli.

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L'opinione più votata

Di LorCio scritta il 05/01/2010 - utile per 4 utenti

Voto al film: voto ottimo

“Come si era felici quando si era tutti imbecilli” si lamenta spesso il cinico senatore comunista Mario Dorazio (senza apostrofo, non il D’Orazio che interviene in Parlamento), una delle tante anime infelici della terrazza romana frequentata dalla borghesia radical chic della Capitale. E forse è proprio questa la frase a riassumere il più ambizioso film di Ettore Scola, un fluviale (due ore e mezza) ed impietoso affresco nostrano scritto assieme ai fidi Age e Scarpelli: caleidoscopio avvincente e coinvolgente (almeno per chi la pensa in un certo modo), questo grande film corale di transizione (mai come qui si respira il momento di passaggio dai traumatici e stimolanti anni settanta ai vuoti ed edonisti anni ottanta) merita più di una riflessione. Partendo dal caos, ossia dalle periodiche cene in piedi organizzate alla terrazza (sequenza che si ripete ciclicamente – struttura simile a quella del precedente capolavoro di Scola, C’eravamo tanto amati - all’interno della storia, quasi a voler metaforicamente affermare la certezza di quella terrazza e concretamente il fil rouge per raccontare la varie vicende – dopotutto ogni volta viene ripresa dai punti di vista dei rispettivi protagonisti degli episodi) dominate dalle chiacchiere senza senso (“non è vero che gli uomini invecchiano meglio delle donne”), dalle battute ribadite ogni volta, dai pettegolezzi d’alto borgo, si costruisce un accurato ritratto sullo stato delle cose e delle persone della sinistra italiana (ma l’obiettivo è rappresentare tutti, o perlomeno quelli che contano secondo gli sceneggiatori – sano snobismo comunista). Per mettere ordine nel caos, forse è meglio prendere in esame i cinque personaggi principali (tutto sommato è un film ad episodi), che a loro modo portano qualcosa all’economia della storia e condividono una cosa importante: tutti e cinque hanno un’ossessione. Procediamo secondo l’ordine di apparizione.

Lo sceneggiatore Enrico e l’ossessione della risata: l’isterico.
Con malavoglia frequenta la terrazza, un po’ per abitudine e un po’ per mantenere i rapporti con il mondo. Il suo produttore gli ha già pagato sei mesate di rendita affinché scriva il copione per un film ad episodi sui nuovi tabù. La sua aspirazione è quella di creare una satira (che poi è una compromissione col potere, come dice il produttore) con caricature e bozzetti al fine di far ridere. È stato proprio il suo produttore a convincerlo in anni e anni di collaborazione che l’unico bisogno della gente è ridere, ridere, ridere, specialmente poi in un momento della Storia così difficile (si sente ancora l’aria degli anni di piombo nel Paese – ma non sulla terrazza, immobile). Da teorico qual è Enrico redige una sorta di manuale della risata proprio per creare il miglior copione ridente possibile. ESPANDI +
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SI

Opinioni su La terrazza


13 novembre 2011 Opinione di ed wood su "La terrazza"
ed wood

Commedia corale, fiacca e priva di mordente. Un passo falso di Scola dopo aver realizzato alcuni capolavori del cinema italiano anni 70. Scola è (era) un regista ambizioso, capace anche di sperimentare sul linguaggio filmico, manipolando spazio e tempo ("La famiglia"), fondendo immagini di repertorio, melodramma e teatro brechtiano ("C'eravamo tanto amati"), utilizzando il sonoro in maniera geniale ("Una giornata particolare"). Insomma, un figlio delle "nuove onde", un Altman...

voto al film: ed wood assegna il voto mediocre a La terrazza (1980)

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12 novembre 2011 Opinione di mmciak su "La terrazza"
mmciak

"La terrazza" diretto nel 1980 da Ettore Scola, devo dire che è strepitoso. La storia si svolge a Roma e racconta che in una terrazza dove un gruppo di amici e conoscenti,tutti appartenenti alla alta borghesia,si ritrova per passare le serate d'estate. In mezzo a loro c'è Enrico,uno sceneggiatore in crisi,Amedeo, produttore Cinematografico che si è fatto dal nulla, assolutamente privo di cultura,poi c'è Galeazzo, tornato dal Venezuela per trovare gli amici e un lavoro, e Mario,un...

voto al film: mmciak assegna il voto buono a La terrazza (1980)

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24 ottobre 2011 Opinione di emmepi8 su "La terrazza"
emmepi8

Nelle intenzioni di Scola era un film manifesto di critica sociale ed intellettuale, e l’operazione è riuscita solo in parte, pur essendo il film nel suo insieme di discreta efficacia, ma più che altro per una visione degli appartenenti ai settori, presi in considerazione. L’idea di farne una Dolce Cita degli anni ’70 poteva essere  giusta, ma quello che incide di più è lo schematismo che rende l’argomento troppo a tema, e non dà il necessario slancio per decollare in pieno. I...

voto al film: emmepi8 assegna il voto sufficiente a La terrazza (1980)

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5 settembre 2011 Opinione di barabbovich su "La terrazza"
barabbovich

Sulla terrazza della casa di un esponente dell'alta borghesia si dà convivio l'intellighenzia romana e sinistrorsa, fatta di cinquantenni intellettuali, giornalisti, gente del cinema, predatori dell'altrui sapere, mogli insoddisfatte, politici e direttori di giornali e televisioni. Con riuscita alchimia narrativa, Scola racconta, con l'ausilio di Age e Scarpelli, le storie di cinque di loro, facendole partire - con una struttura ciclica - sempre dallo stesso punto (qualcosa di...

voto al film: barabbovich assegna il voto buono a La terrazza (1980)

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5 gennaio 2010 Opinione di LorCio su "La terrazza"
LorCio

“Come si era felici quando si era tutti imbecilli” si lamenta spesso il cinico senatore comunista Mario Dorazio (senza apostrofo, non il D’Orazio che interviene in Parlamento), una delle tante anime infelici della terrazza romana frequentata dalla borghesia radical chic della Capitale. E forse è proprio questa la frase a riassumere il più ambizioso film di Ettore Scola, un fluviale (due ore e mezza) ed impietoso affresco nostrano scritto assieme ai fidi Age e...

voto al film: LorCio assegna il voto ottimo a La terrazza (1980)

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2 gennaio 2010 Opinione di CristinaG su "La terrazza"
CristinaG

Un bel film, dove ci si interroga sullo stato del cinema, alle soglie degli anni ’80, ma anche sulla felicità dell’uomo: tema sempre attuale, perché se il diritto, in quegli anni, è andato avanti con una giusta legge sul divorzio e adesso si spera proceda ancora con una legge sulle unioni di fatto e altro, la domanda, che uno dei protagonisti, un vecchio deputato del partito comunista,  sposato e innamorato di un’altra...

voto al film: CristinaG assegna il voto buono a La terrazza (1980)



18 agosto 2009 Opinione di mm40 su "La terrazza"
mm40

E' l'eccessivo schematismo, la forzata necessità di inquadrare tutti i personaggi in questa sorta di girotondo esistenziale di mezza età, l'unico limite e l'unica nota - se non negativa, per lo meno - capace di far storcere il naso di fronte a questo film. Per il resto si tratta del miglior film corale 'alla Scola' dopo il capolavoro di C'eravamo tanto amati, cinicamente diritto al bersaglio di una classe sociale (benestante e bisognosa di ostentare) e di una età della...

voto al film: mm40 assegna il voto buono a La terrazza (1980)


13 ottobre 2008 Opinione di sasso67 su "La terrazza"
sasso67

Considerato il traguardo finale della strada percorsa dalla commedia all'italiana (la partenza è unanimemente considerato "I soliti ignoti"), "La terrazza" è un film che, all'epoca della sua uscita, fu poco amato sia dal pubblico che dalla critica, ed ancora oggi è annoverato tra le opere meno significative di Scola, anche da parte di qualche "scoliano" militante. Lo stesso Roberto Ellero, curatore del "Castoro" su Scola lo bolla come "facilmente collocabile tra le cose meno riuscite del...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a La terrazza (1980)

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12 marzo 2008 Opinione di ROTOTOM su "La terrazza"
ROTOTOM

Ettore Scola e il suo cinema da camera. In questo caso, terrazza di un palazzo patrizio della Roma bene, incastonata tra i tetti capitolini, sui cui marmi solcati da convenuti borghesi vecchi o in procinto di diventarlo, viene rappresentata l’infelice decadenza intellettuale di una generazione di perdenti. Gli invitati si mostrano i denti l’un l’altro nel pieno esercizio dell’ipocrita gentilezza delle persone perbene, mentre tutto intorno la loro vita va in pezzi. Film...

voto al film: ROTOTOM assegna il voto buono a La terrazza (1980)

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15 agosto 2007 Opinione di antonio de curtis su "La terrazza"
antonio de curtis

Ottimo film molto sarcastico e pungente come satira sociale.Gustosi i richiami a Totò e gli sfottò bonari a Sordi.Ottimo tutto il cast da Tognazzi a Gassman da Mastroianni a Trintignant dalla Sandrelli a Reggiani

voto al film: antonio de curtis assegna il voto buono a La terrazza (1980)




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