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My Name Is Joe (1998)

[My Name Is Joe, Gran Bretagna 1998, Drammatico, durata 105']   Regia di Ken Loach
Con Peter Mullan, Louise Goodall, Gary Lewis, Lorraine Mcintosh



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in My Name Is Joe: presente
Ritmo ritmo in My Name Is Joe: presente
Impegno impegno in My Name Is Joe: forte
Tensione tensione in My Name Is Joe: presente
Erotismo erotismo in My Name Is Joe: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a My Name Is Joe

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a My Name Is Joe (voti: 32 media: 3,84) 32

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La trama

A Joe, ex alcolista piace il calcio, la sua donna e si fa in quattro per difendere Liam dalle insidie della vita.

Joe è un proletario dall'aria sorridente, uscito dalla sua dipendenza all'alcol per riuscire a non disprezzarsi. Joe si dà da fare con un'energia inesauribile, per la scalcagnata squadra di calcio che allena nel quartiere più disgraziato di Glasgow. La vita sembra farsi più dolce quando Joe incontra Sarah, un'assistente sociale appena un pelo sopra di lui nella scala sociale.  

Loach maneggia questa sentimental comedy con la stessa leggerezza con cui aveva costruito la storia d'amore tra il conducente d'autobus e Carla nella "Canzone di Carla" (sceneggiato, come questo, da Paul Laverty). E la commedia si sposta verso un nero di devastante lucidità sociale, mentre il pessimismo di Loach si fa sempre più sconsolato.

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L'opinione più votata

Di FABIO1971 scritta il 23/04/2010 - utile per 6 utenti

Voto al film: voto buono

Joe (Peter Mullan) è un ex-alcolizzato di Glasgow che allena una dilettantesca squadra di calcio di quartiere: è disoccupato ma non ha ancora smarrito speranze e fiducia. L'incipit del film ne tratteggia con vivacità proprio la voglia immutata di continuare a sorridere alla vita e l'eroismo nel non piegarsi di fronte alla tutt'altro che rosea precarietà del suo status di proletario emarginato: con i toni leggeri e la grazia della commedia sentimentale Loach introduce con garbo la love story nascente tra Joe e l'assistente sociale Sarah (Louise Goodall), li fa (e ce li fa) conoscere lentamente, ascoltando i racconti e gli aneddoti della vita di Joe, accumulando dettagli e sensazioni che ne ricompongono sullo schermo sofferenze ed inquietudini esistenziali. Parallelamente alle loro vicende, scorrono sullo schermo le tribolazioni di un'altra coppia, Liam (David McKay), uno dei calciatori della squadra di Joe, e sua moglie Sabine (Anne-Marie Kennedy), entrambi tossicodipendenti, con lo squallore disperato e le tragedie delle loro vite, che lentamente e sempre più drammaticamente iniziano ad intersecarsi con quelle di Joe e Sarah: tanto più, infatti, la quotidianità del rapporto tra Joe e Sarah acquisisce colori e sfumature sempre più intime, tanto più Liam e Sabine sprofondano in un vortice di dissoluzione, finchè, poi, gli sviluppi delle loro vicende innescheranno l'inversione di questa tendenza, in un inesorabile contrappasso drammaturgico: Liam, infatti, deve difendersi dai soprusi di un boss di quartiere, a cui deve i soldi prestati alla moglie Sabine per drogarsi. Joe scende in campo per aiutarlo, prende accordi col gangster che gli propone di estinguere i debiti di Liam in cambio di alcune consegne per suo conto. "Non tutti possono scegliere", urla Joe alla sua Sarah nel tentativo di giustificarsi e spiegarle i tentativi e le azioni da lui commesse per salvare Liam e sua moglie dall'inferno che il boss avev ain serbo per loro. Di fronte, però, alla reazione della compagna e all'eventualità di perderne l'amore e il rispetto Joe si chiama fuori: decide di non ultimare le consegne per conto del gangster ed abbandona Liam al suo destino. Ma Sarah ormai non vuole più saperne e Joe, disperato, finirà per perdere anche Liam. Dopo la parentesi spagnola di Terra e libertà e la trasferta in Nicaragua di La canzone di Carla, Ken Loach torna con My Name Is Joe (anticipato l'anno precedente da The Flickering Flame, il documentario sullo sciopero dei lavoratori portuali di Liverpool) ad osservare indignato le piccole storie di "ordinaria disperazione" del suo universo proletario, sfruttato e senza speranze, raccontandone ancora una volta i drammi e le paure di fronte al peso insostenibile di un'esistenza misera e alienante: scritto dallo stesso Paul Laverty di La canzone di Carla e che lo accompagnerà fedelmente nei film successivi, My Name Is Joe è un'opera amara e raggelante nel pessimismo che ne divora con crudeltà ogni fiammella di speranza, un "conte moral" sull'impossibilità del riscatto sociale, anche quando inizialmente vuol soltanto lasciarsi amare per la levità dei ritmi da commedia (si osservi, ad esempio, la comicità drammatica e tutt'altro che liberatoria della sequenza in cui Joe assale a colpi di pennello l'automobile del funzionario comunale venuto a privarlo dell'assegno di disoccupazione). ESPANDI +
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SI

Opinioni su My Name Is Joe


24 maggio 2011 Opinione di chribio1 su "My Name Is Joe"
chribio1

vabbe' che c'e' anche il calcio di mezzo ma che palle di film,non vedevo l'ora che finisse!!! voto.4.

voto al film: chribio1 assegna il voto pessimo a My Name Is Joe (1998)


23 aprile 2010 Opinione di FABIO1971 su "My Name Is Joe"
FABIO1971

Joe (Peter Mullan) è un ex-alcolizzato di Glasgow che allena una dilettantesca squadra di calcio di quartiere: è disoccupato ma non ha ancora smarrito speranze e fiducia. L'incipit del film ne tratteggia con vivacità proprio la voglia immutata di continuare a sorridere alla vita e l'eroismo nel non piegarsi di fronte alla tutt'altro che rosea precarietà del suo status di proletario emarginato: con i toni leggeri e la...

voto al film: FABIO1971 assegna il voto buono a My Name Is Joe (1998)

3 commenti
[utile per 6 utenti]


25 dicembre 2009 Opinione di mm40 su "My Name Is Joe"
mm40

Loach e il suo piccolo mondo provinciale disagiato, in una parabola sulla redenzione, sul 'peccato' e la rinascita. La liberazione dall'alcolismo è il segnale forte di una volontà di riportare ad una condizione dignitosa la sua esistenza, eppure per Joe, classe sociale bassa ma una profonda onestà ed un cuore grandissimo, le soddisfazioni vengono sempre offuscate da qualche imprevisto negativo. E' un'indagine sugli strati popolari e proletari inglesi, ovvero il terreno...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a My Name Is Joe (1998)


27 marzo 2009 Opinione di steveun su "My Name Is Joe"
steveun

Una emozionante commedia drammatica niente male, che vuole mettere in risalto il degrado umano della societa' in cui possono nascere amicizie e amori, ma anche la solidarieta' tra le persone: bravi Mullan e la Goodall.

voto al film: steveun assegna il voto sufficiente a My Name Is Joe (1998)

1 commento


14 agosto 2008 Opinione di fra_paga su "My Name Is Joe"
fra_paga

bello ma l'ho visto in un momento sbagliato per sopportarne la freddezza.

voto al film: fra_paga assegna il voto sufficiente a My Name Is Joe (1998)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

21 luglio 2008 Opinione di kotrab su "My Name Is Joe"
kotrab

Buon film che prende di petto la marginalità senza scampo e disgraziata di chi è legato alle proprie debolezze o ai ricatti di gente spregevole, con una visione secca e partecipe, ma con distacco, da parte di Loach, che tratteggia con precisione i rapporti affettivi difficili e le lotte disperate per la dignità e l'amicizia, alla ricerca di una giustizia per chi non ne ha. 8

voto al film: kotrab assegna il voto buono a My Name Is Joe (1998)

nessun commento
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16 dicembre 2007 Opinione di riseabove su "My Name Is Joe"
riseabove

Il cinema di Loach, profondamente emotivo e socialmente impegnato, rimane volutamente fuori dal coro e lontano dai riflettori principali. Il regista, anche in questo caso, come sovente succede, si serve di interpreti non professionisti o comunque semi-sconosciuti che, molto spesso, stupiscono per il loro talento. In questo caso il bravissimo e assolutamente non noto Peter Mullan, ha vinto, grazie alla sua ottima performance, la Palma D'oro (1998) come migliore attore protagonista. L'opera...

voto al film: riseabove assegna il voto buono a My Name Is Joe (1998)


12 maggio 2007 Opinione di Luisa86 su "My Name Is Joe"
Luisa86

Un bellissimo film in cui si mescolano delicata poesia e sferzante crudezza, timida felicità e devastante sconforto, tentativo di redenzione e precipitazione nel baratro. Una storia di miseria, di disgrazie, di sfortune, in cui si contrappongono il "mondo candido" dell'assistente sociale e quello "sporco" e problematico di Joe e di chi gli sta attorno, fatto di alcool, droga, prostituzione, minacce e violenza, a cui Joe cerca disperatamente di sfuggire col suo brillante ottimismo e la sua...

voto al film: Luisa86 assegna il voto buono a My Name Is Joe (1998)



21 marzo 2007 Opinione di carlos brigante su "My Name Is Joe"
carlos brigante

Uno dei migliori Loach da me visti. Solita attenzione per il sociale, in cui alle parti di commedia si sostituiscono via via sempre di più le parti drammatiche, in un escalation pessimistica e tragica senza alcuna possibilità (apparente).

voto al film: carlos brigante assegna il voto buono a My Name Is Joe (1998)


19 gennaio 2007 Opinione di bradipo68 su "My Name Is Joe"
bradipo68

Forse uno dei film migliori di Loach che trova miracolosamente l'equilibrio tra storia d'amore,voglia di riscatto(la squadra di calcio allenata da Joe Cavanagh,il sottolineare i 10 mesi di astinenza dall'alcool)e descrizione di tutto il mondo sotterraneo di Glasgow(fatto di droga e prostituzione).mai cosi'brutta,desolata e disperata.Joe ce la mette tutta ma la tragedia è sempre dietro l'angolo e colpisce sempre i piu'deboli....Un'ultima piccola fiammella di speranza è l'incrociarsi di...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a My Name Is Joe (1998)




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