La cena (1998)
Con Fanny Ardant, Stefania Sandrelli, Vittorio Gassman, Giancarlo Giannini
La trama
Nell'Antico Grottino, ristorante romano si svolgono le vicende dei consueti avventori. C'è la padrona del locale che decide di non partire con il suo grande amore, una madre che scopre la vocazione della figlia, una ragazza che dà appuntamento a quattro fidanzati insieme, un professore che costringe la giovanissima amante a lasciarlo e un ciarlatano che si trasforma in autentico mago.
Il film di Scola sembra un collage di idee riciclate da molti film precedenti: troppe crisi per una serata sola. Nessuno dei personaggi è interessante, ma solo destinato a percorrere il cammino della propria "barzelletta". Quasi per rianimare la sonnolenza dell'insieme, verso la fine Scola sciorina un'imbarazzante serie di "vezzi di regia": il piano sequenza che va a ricercare tutti gli avventori acquietati dal concerto delle arpe (potenza dell'arte?), la soggettiva della vecchia signora che chiude gli occhi, fa buio in sala, ma poi subito li riapre (morte del cinema?), la Polaroid del bambino orientale che fotografa la magia (fantasia al lavoro?).
L'opinione più votata
Di hallorann scritta il 25/10/2009 - utile per 1 utenti
Voto al film: 
- negative [7]
- sufficienti [9]
- positive [2]
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28 novembre 2010 Opinione di barabbovich su "La cena"
L'idea è bellissima: quella di mettere un drappello di attori, noti e meno noti, all'interno di una trattoria romana gestita da una bella cinquantenne (Fanny Ardant), ciascuno con le proprie storie e le proprie vicissitudini. Al locale approdano, in ordine sparso, un padre più ignavo che libertario con i suoi figli ormai prossimi alla quarantina (Francesca D'Aloja e Giorgio Tirabassi), una donna manager che attende inutilmente il fidanzato (Daniela Poggi), una madre...
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15 dicembre 2009 Opinione di fornarolo su "La cena"
E dopo la grandezza (Una giornata particolare) ecco la decadenza, anzi il crollo disastroso di un regista della commedia all'italiana svuotato della sua verve di scrittura, osservazione del reale e interpretazione: è un fenomeno che andrebbe studiato a fondo e che credo possa ridursi a formula chimica: basta modficare anche di poco il rapporto tra gli ingredienti e la struttura crolla (se poi gli ingredienti sono di pessima qualità non parliamone!)
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25 ottobre 2009 Opinione di hallorann su "La cena"
Ettore Scola nasce come sceneggiatore di uno svariato numero di commedie negli anni ‘50, spesso in coppia con Ruggero Maccari (scomparso nel ’89) o con altri giovani colleghi, a volte come “negro” cioè senza essere nemmeno accreditato. Negli anni ’60 scrive alcuni capolavori dell’imperante commedia all’italiana (FANTASMI A ROMA, IL SORPASSO, I MOSTRI, IL GAUCHO, IO LA CONOSCEVO BENE), poi esordisce alla regia dirigendo commedie/veicolo per...
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7 dicembre 2008 Opinione di sillaba su "La cena"
Il regista c'è e si vede... belle trovate che a volte ricordano Fellini, manca la storia o per lo meno manca l'anima. Scene di una Roma borghese ancorata ai suoi schemi. Se non ci fosse stato Scola sarebbe un dejà vu semmai girato da uno dei tanti figli d'arte di bele speranze ma di poca arte.
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3 novembre 2008 Opinione di supadany su "La cena"
VOTO : 5,5 Film corale piuttosto scialbo dove le diverse storie raramente destano l'attenzione dello spettatore (almeno la mia).
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1 ottobre 2008 Opinione di scandoniano su "La cena"
Ettore Scola gira l’elogio della convivialità raccogliendo in questo “La cena” innumerevoli variazioni sul tema dello stare a tavola. Non è un trattato di galateo, bensì una profonda riflessione sul valore sociologico del desco. In uno stesso ristorante si raccolgono storie e situazioni di vita differenti: in fondo quello che accade in qualsiasi ristorante, una sera qualsiasi. L’intuizione di Scola sta nel non unire tutti i protagonisti attorno ad una stessa tavola, bensì di...
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27 agosto 2008 Opinione di emmepi8 su "La cena"
Un decadenza che non si perdona molto facilmente ad un autore come questo, che poi ha coninuato imperterrito e peggiorando il tiro. Un cast eccellente , ma molto sprecato nei luoghi comuni ed in temi su cui si naviga in acque paludose e scontate. Dsipaice molto esprimersi così verso Scola, ma è la verità; non ci si può permettere di galleggiare per un genio comwe lui, sbagliare si ma non galleggiare.
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1 agosto 2008 Opinione di bradipo68 su "La cena"
Scola ci da la sua personalissima summa della societa'italiana di fine millennio racchiudendo in un ristorante romano varia umanita'male assortita per disquisire,in fondo,del vuoto pneumatico in cui si vive.C'è l'incomunicabilita'(la madre a cena con la figlia che le rivela di voler diventare suora),c'è il manipolo di politici che pensano solo alla loro pancia,c'è un mago vero o presunto,c'è il gruppo di turisti giapponesi che non manca mai a Roma,c'è il vecchio ,solitario professore...
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22 maggio 2008 Opinione di Stepan su "La cena"
Brutto, però non annoia. Sarà merito degli attori, che funzionano veramente.
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8 maggio 2008 Opinione di Utente rimosso (pithecusano) su "La cena"
In un ristorante di Roma, varia umanità a consesso in una corale rappresentazione del disagio di vivere. Più che un film, una piece teatrale, e come tale diretta e recitata.
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