Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
scrivi la tua opinione

Opinione di Kurtisonic su Sussurri e grida

[Viskiningar och rop, Svezia 1973, Drammatico, durata 91']   Regia di Ingmar Bergman
Con Harriet Andersson, Ingrid Thulin, Liv Ullmann, Kari Sylwan




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

Non ancora bookmarkato  
04/12/2011 voto al film: voto buono

Sul film

Una casa in campagna, tre sorelle di cui una morente, e la domestica. La fine indimenticabile in un flashback con le quattro figure femminili che chiacchierano amabilmente mentre passeggiano fra i prati. Bergman arriva ai suoi più alti livelli esplorando i temi a lui più cari, il dramma dell'esistenza, il senso dell'amore, la solitudine interiore, l'abbandono, la morte. Dirige le quattro attrici in maniera strepitosa, riuscendo a trarre una caratterizzazione tanto umana e precisa da ognuna, che nell'arco della vicenda si svelerà, si misurerà sule altre,estraendo dal proprio profondo quello a cui mira il regista: l'essenzialità della vita. La rappresentazione si manifesta in ambienti scenografici contraddistinti da colori che specificano stati d'animo, personalità, sentimenti. Le pareti delle stanze sono rosse, sono le passioni, il desiderio e la carnalità, sono anche per l'appunto all'interno della casa, dunque esse vivono soprattutto dentro i soggetti, sia in chi le dichiara e sia in chi le ha soffocate. Il lutto, l'incomprensione, la violenza e la morte non possono che essere ammantate di nero, e a qualche personaggio resta appiccicato addosso tanto da farne trasparire l'intima natura. Nel bianco accecante dei vestiti e delle lenzuola, ci sono i sogni, l'innocenza, le attese, forse rappresenta una forma più consapevole e matura dell'essere, che nel film verrà magistralmente incarnata da Anna, la domestica. Il film trasporta lo spettatore in una riflessione sull'autenticità dei rapporti umani, e se la vicenda è senza azione, raggelante e sconvolgente, è però estremamente realistica e non incline a trasformare il dolore in finzione scenica. Capolavoro senza tempo, esempio illuminante di cinema necessario.


SI

Commenti

Non è stato inserito ancora alcun commento. Vuoi essere il primo?


Lascia un commento

Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra



login

hai dimenticato la password?