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Messaggero d'amore (1971)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Messaggero d'amore: minimo
Ritmo ritmo in Messaggero d'amore: presente
Impegno impegno in Messaggero d'amore: presente
Tensione tensione in Messaggero d'amore: presente
Erotismo erotismo in Messaggero d'amore: presente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Messaggero d'amore

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Messaggero d'amore (voti: 22 media: 4,18) 22

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La trama

La lunga, straordinaria e terribile estate del piccolo Leo.

Inghilterra, estate del 1900. Leo, un bambino di tredici anni, trascorre le vacanze nella tenuta di campagna di un amico. Qui l'aristocratica Marian (Julie Christie) ha una storia d'amore con il fattore Ted (Alan Bates) e i due amanti si servono di lui per scambiarsi appuntamenti e lettere appassionate. Il conformismo e l'ipocrisia della società avranno però il sopravvento e anche la personalità di Leo ne verrà segnata irrimediabilmente.  

Compreso in un unico flashback, il film si presenta come un ricordo di Leo che, ormai anziano e inaridito, ripensa con nostalgia e rabbia a quella lontana stagione. Sotto l'apparenza estenuata e "viscontiana", una crudele indagine dei rapporti di classe. Sceneggiatura di Harold Pinter dal romanzo "L'età incerta" di Leslie Poles Hartley. Palma d'oro a Cannes.

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L'opinione più votata

Di spopola scritta il 08/06/2010 - utile per 16 utenti

Voto al film: voto ottimo

The Go-Between (come al solito, il titolo originale, traducibile come l’intermediario, è più pertinente e appropriato di quello della versione italiana, che pur di per sé abbastanza suggestivo, risulta comunque in ultima analisi venato di una non troppo sottesa patina fortemente retorica) è un film particolarmente importante nella produzione loseyana, non soltanto per gli straordinari risultati complessivi, ma anche perchè è quello con il quale il regista,  in maniera diretta e inequivocabile, ci “rappresenta”  la genesi di una sua caratteristica “ossessione tematica”, che è poi quella del rapporto servo-padrone  che è sì interpersonale, ma anche di contrapposizione classista (e soprattutto in questa chiave deve essere letto e interpretato) che aveva già attraversato alcune delle più significative pellicole del suo precedente percorso artistico e che si riverbererà  ancora, sia pure con minore intensità e con più accentuata intermittenza e marginalità, su una parte della sua produzione successiva.
L’esempio più eclatante della “frizione” persino un po’ manipolatrice di una impossibile comunicazione che si trasforma invece in prevaricazione e diventa una specie di dominio dell’uomo sull’uomo, lo aveva già fornito con chiarezza qualche anno prima proprio con Il servo, con il quale descriveva magnificamente (e brutalmente per le sottili implicazioni psicologiche che riusciva a mettere a fuoco nell’ambiguo “gioco delle parti” della messa in scena) i rapporti perversi ed immaturi che legavano fra loro i due protagonisti di quella pellicola, Tony e Barrett, rapporti di “sudditanza” indiretta e in una certa misura “morbosi”, che vengono in qualche modo ripresi – sia pure con una differente messa a fuoco delle implicazioni di “dipendenza” - rapportandoli all’esperienza dell’infanzia di Leo Colston, il protagonista prima bambino e poi adulto proprio di The Go-Between. Una constatazione questa (e una riflessione)  che mi porta  ad osservare e considerare come  i personaggi dei film loseyani (per lo meno quelli dei più personali e riusciti), probabilmente a causa del mancato superamento dell’infantile situazione “edipica” della pubertà, vivano negativamente proprio questa condizione, si sentano frustrati e in colpa, schiavi (servi) dei loro stessi “anomali sentimenti” e da tale situazione cerchino allora di sollevarsi (riscattarsi) provando a passare alla dimensione opposta di padrone (qui il tentativo sembrerebbe in parte espletato dal ragazzo utilizzando quella speciale “onnipotenza infantile” e i “riti magici” ad essa connessi, che tende a farci sentire quasi invincibili e capaci di realizzare con la sola forza della volontà, qualsiasi desiderio, anche il più improbabile). ESPANDI +
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SI

Opinioni su Messaggero d'amore


3 febbraio 2012 Opinione di michel su "Messaggero d'amore"
michel

Il bambino mago fallisce l'incantesimo, il bambino ponte congiunge una inutile passione, il bambino messaggero a poco a poco ammutolisce lasciando intatte le gelide e raffinate geometrie di un epoca.

voto al film: michel assegna il voto sufficiente a Messaggero d'amore (1971)


8 giugno 2010 Opinione di spopola su "Messaggero d'amore"
spopola

The Go-Between (come al solito, il titolo originale, traducibile come l’intermediario, è più pertinente e appropriato di quello della versione italiana, che pur di per sé abbastanza suggestivo, risulta comunque in ultima analisi venato di una non troppo sottesa patina fortemente retorica) è un film particolarmente importante nella produzione loseyana, non soltanto per gli straordinari risultati complessivi, ma anche perchè è quello con il quale...

voto al film: spopola assegna il voto ottimo a Messaggero d'amore (1971)

6 commenti
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20 dicembre 2009 Opinione di colonel blimp su "Messaggero d'amore"
colonel blimp

A Losey qui piacciono poco le parole, piuttosto preferisce mostrare i gesti (da quelli vezzosamente altolocati a quelli più genuinamente sanguigni): merito anche della sceneggiatura di Pinter. La natura è crudele come lo è l'amore quando non è corrisposto (la belladonna...) e la sudditanza del giovane protagonista ridotto a go-between coinvolto è un gioco sapientemente maneggiato dal regista che non calca mai la mano, come gli attori, molto controllati. Voto: 9

voto al film: colonel blimp assegna il voto buono a Messaggero d'amore (1971)

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22 aprile 2009 Opinione di kotrab su "Messaggero d'amore"
kotrab

The Go-Between è una riflessione sul passato personale e di un'epoca, è un confronto di personalità e di classi sociali dallo sguardo nitido, impassibile eppure con un pizzico di malinconia, dove la razionalità e le convenzioni convivono con entità misteriose e magiche, ma soprattutto è una formazione, la maturazione incompleta di un giovane Mercurio. 8

voto al film: kotrab assegna il voto buono a Messaggero d'amore (1971)

1 commento
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2 aprile 2007 Opinione di luisasalvi su "Messaggero d'amore"
luisasalvi

Non mi piace il (preteso) calligrafismo di Losey, come non mi piace quello (più autentico?) di Visconti, cui è spesso associato, forse anche per il fatto che entrambi sono "raffinati" comunisti che descrivono i difetti e il tramonto dell'aristocrazia, ma partecipando del suo mondo e dei suoi gusti decadenti. Ancor meno mi piacciono le ricostruzioni meticolose e compiaciute del bel mondo vittoriano care a tanti inglesi; Losey non lo è di nascita, ma lo è di elezione e di gusto. Quanto a...

voto al film: luisasalvi assegna il voto mediocre a Messaggero d'amore (1971)


11 febbraio 2006 Opinione di emmepi8 su "Messaggero d'amore"
emmepi8

Vincitore a Cannes del primo premio, una buona prova di collaborazione, già ampiamente sperimentata del regista con Harold Pinter. Un Losey che gareggiava e litigava con Visconti, con cui si rubava gli interpreti. Qui affronta una trama non facile di una educazione sessuale di un adolescente che porterà il segno per tutta la sua vita. Infatti l'unico flash back ci riporta quasi inaspettamente ad un epilogo non certo superficiale. La storia ci porta nell'ambito di una critica sociale...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Messaggero d'amore (1971)

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27 aprile 2004 Opinione di movieman su "Messaggero d'amore"
movieman

Pedante aristocratic-movie come da pronostico.

voto al film: movieman assegna il voto mediocre a Messaggero d'amore (1971)


8 febbraio 2004 Opinione di ed wood su "Messaggero d'amore"
ed wood

questo elegante (e, per la verita', un po' compiaciuto) film di Losey fa perno su due spunti: l'educazione sessuale e i rapporti tra classi sociali. Regia geniale in certi passaggi, nel delineare l'ipocrisia aristocratica; interpreti eccellenti (compreso il ragazzino); bella componente figurativa e musicale. Film piacevole, ma difficile, prezioso, ricco di idee suggestive (le ciliege della follia...); un po' irrisolto, ma merita comunque uno sguardo

voto al film: ed wood assegna il voto buono a Messaggero d'amore (1971)

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