Dies irae (1943)
Con Lisbeth Movin, Thorkild Roose, Sigrid Neiiendam
La trama
Siamo nel 1623, in nord Europa. Marthe, accusata di stregoneria e braccata dalla folla, si rifugia nella canonica del villaggio presso Anna, giovane moglie del pastore, sposata in seconde nozze. Marthe viene comunque catturata, torturata e arsa viva dopo il processo presieduto da Absalon, marito di Anna. In canonica arriva ora Martin, figlio di primo letto di Absalon, coetaneo di Anna. Tra i due giovani nasce l'amore. Quando Absalon, all'improvviso, muore, sua madre Merethe accusa Anna di stregoneria...
Capolavoro di Dreyer, basato sulla critica al pregiudizio e la libertà (soprattutto del pensiero) in contrasto con le regole sociali. Ma il film è un raffinato prodigio di ambiguità, che evita ogni schematismo, e uno straordinario exploit figurativo, in cui i bianchi e i neri e le scenografie incastrano i personaggi
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 13/12/2011 - utile per 18 utenti
Voto al film: 
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- positive [24]
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13 dicembre 2011 Opinione di Peppe Comune su "Dies irae"
Danimarca,1623. Marthe Herlofs (Anna Svierkier) è braccata dalla folla perché accusata di stregoneria. Viene presa e condotta davanti al tribunale che dovrà giudicarla. Durante il processo presieduto dal reverndo Absalon Pedersson (Thorkild Roose), l’anziana donna ricorda al suo accusatore che anni prima aveva risparmiato dalla stessa accusa la madre di Anne (Lisbeth Movin), la giovane ragazza che prenderà per moglie. Minaccia di raccontare tutto ma questo non gli impedisce di...
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13 febbraio 2011 Opinione di Axeroth su "Dies irae"
Confiteor Deo omnipotenti, beatæ Mariæ semper Virgini, beato Michaeli Archangelo, beato Ioanni Baptistæ, sanctis Apostolis Petro et Paulo, omnibus Sanctis, et vobis, fratres (et tibi pater), quia peccavi nimis cogitatione, verbo et opere: mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. Ideo precor beatam Mariam semper Virginem, beatum Michaelem Archangelum, beatum Ioannem Baptistam, sanctos Apostolos Petrum et Paulum, omnes Sanctos, et vos, fratres (et te, pater), orare pro me ad...
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20 gennaio 2011 Opinione di Florian Klose su "Dies irae"
9/10: toccante, intimista, una storia di raro impatto emotivo sulla vita, sulla morte, sul peccato e sull'amore. Letterario, inquietante, irreversibile come il destino. Delicato, disturbante.
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27 maggio 2010 Opinione di luca826 su "Dies irae"
VOTO 9 SOVVERSIVO Film sul peccato, sulla coscienza, sulla superstizione, sul bigottismo della classe dirigente (non solo nel 600...) e molto di più. Ottimo Dreyer (ma c'è bisogno di dirlo?), lascia il segno con un montaggio ossessivo nei momenti importanti (nel mostrare il marito e nello stesso tempo la moglie ed il figlio), per le luci della fotografia che la regia sfrutta al meglio con tocchi geniali (il primo racconto dell'amore adultero nel bosco, dove le inquadrature di...
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17 aprile 2010 Opinione di mm40 su "Dies irae"
E' un lugubre ritratto dell'umanità, quello di Dies irae, che si prende il disturbo di dire così tanto - con così poco, in sostanza - sulla meschinità intrinseca nell'uomo e di insinuare perfino di più, proprio come si insinua il dubbio dell'accusa di stregoneria nel diciassettesimo secolo ove l'azione si svolge. Ma, attenzione, la stregoneria è solamente una scusa, un pretesto per mettere in scena l'ambiguità e l'interesse, l'ingratitudine ed...
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13 ottobre 2009 Opinione di OGM su "Dies irae"
La giustizia umana è un'imponente costruzione della storia, che si frappone drammaticamente tra Dio e l'uomo, gettando un'ombra sinistra sulla Terra, ed impedendo di guardare serenamente al Cielo. La caccia alle streghe è un grottesco sottoprodotto del tentativo di coartare la legge divina nei tortuosi vicoli della mente umana: ciò che si sottrae alle logiche comuni non ha spazio nella rigida cosmologia del bene prescritto per dogma. La scure del giudizio dettato dalla...
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12 ottobre 2009 Opinione di chribio1 su "Dies irae"
ok agli attori che fanno la loro buona presenza e alle scenografie in stile noir, ma x il resto il film mi e' risultato assai pesante nella visione .voto.5.
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11 agosto 2009 Opinione di rebis su "Dies irae"
Interamente declinato sugli stilemi del noir per quanto ambientato nel 1623 (la femme fatale, la coppia di amanti maledetti) è un cupo e vischioso dramma d’adulterio il cui clima soffocante e austero, dalle ascendenze fiamminghe, rispecchia la coeva occupazione nazista della Danimarca. L’attenzione di Dreyer è però spostata sull’insorgere della colpa, sull’ambigua e ubiqua innocenza dell’uomo, piuttosto che sul potere censurante e...
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29 gennaio 2009 Opinione di jonas su "Dies irae"
Nella Danimarca del ’600, una vecchia accusata di stregoneria rinfaccia all’inquisitore un terribile scheletro nell’armadio: aver protetto una sua presunta “collega” per sposarne in seconde nozze la bella figlia. Lui non vuole aiutarla e la abbandona alle torture e al rogo, non senza prima averle impedito di lanciare accuse postume. Nasce una passione tra il figlio dell’inquisitore e la giovane matrigna, che per la prima volta in vita sua conosce l’amore: fattasi sempre più...
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12 settembre 2008 Opinione di steno79 su "Dies irae"
VOTO 10/10 Girato durante l'occupazione tedesca della Danimarca, è un cupo dramma sull'intolleranza e la superstizione, visivamente ispirato alle ricerche dei pittori fiamminghi fra cui Rembrandt. Al di là dei grandissimi meriti di ordine figurativo e formale, ben sottolineati da Andrè Bazin in una sua recensione elogiativa, il film resta un inno alla libertà umana e un grido d'orrore contro il fanatismo religioso e l'ignoranza, ancora attualissimo (se si scorre con attenzione la...
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