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Ordet (1955)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Ordet: assente
Ritmo ritmo in Ordet: minimo
Impegno impegno in Ordet: molto forte
Tensione tensione in Ordet: presente
Erotismo erotismo in Ordet: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Ordet

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Ordet (voti: 53 media: 4,62) 53

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La trama

Il mistero della vita nella tragedia del vecchio Borgen e dei suoi figli.

In una fattoria dello Jutland vive il vecchio Borgen con i suoi tre figli: Mikkel, sposato con Inger, in attesa del secondo figlio, Johannes, diventato pazzo a causa degli studi di teologia, e Anders, il minore, innamorato della figlia del sarto del villaggio. Sulla fattoria si abbatte la tragedia: Inger muore di parto, Johannes sparisce e il sarto nega il consenso alle nozze per divergenze religiose con Borgen. 

Pur rispettandone la lettera, Dreyer trasforma il dramma del pastore protestante Kaj Munk, teso all'esaltazione della parola divina, in un poema laico di affermazione della "vita" in tutte le sue accezioni, incluso il mistero più profondo. Il finale è una vetta sublime della rappresentazione del sacro nel cinema. Leone d'oro a Venezia.

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L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 10/11/2011 - utile per 20 utenti

Voto al film: voto ottimo

Nella grande tenuta dei Borgen, nello Jutland in Danimarca, vive il patriarca Morten Borgen (Henrik Malberg) insieme ai tre figli e alla nuora. Mikkel (Hemil Hass Christensen) è il primogenito, un uomo che ha perso la fede in Dio e che neanche le amorevoli attenzioni della moglie Inger (Brigitte Federspiel) sembrano poterlo ricondurre sulla "retta via". Johannes (Preben Lendorff Rye) è in preda ad una profonda crisi mistica, si è talmente immerso negli studi di teologia da credersi la reincarnazione di Gesù Cristo. Anders (Cay Christensen), il più piccolo dei fratelli, è innamorato di Anne (Gerda Nielsen), la figlia di Peter Petersen (Ejner Federspiel), il sarto del paese, ma al loro matrimonio si oppongono entrambi i genitori per insanabili contrasti religiosi. Ad un certo punto, la quiete serenità di casa Borgen, già scossa dalla notizia dell'innamaromento di Andres con una ragazza di altra fede religiosa, è letteralmente spazzata via dalle difficoltà del parto che coinvolgono la povera Inger. La situazione è grave e per salvare la madre bisogna sacrificare il bambino, che era maschio questa volta, come tutti desideravano. Neanche Inger è fuori pericolo e non resta che affidarsi alla preghiera. Le preghiere però potrebbero non bastare e la piccola e innocente Maren (Ann Elisabeth Rud) è l'unica a credere senza indugi che lo zio Johannes possa fare qualcosa per restituirgli la madre sana e salva. Ci sono film che più di altri necessitano di una conoscenza propedeutica del contesto storico e culturale che fa da sfondo essenziale alle vicende rappresentate e che si accompagna all cifra stilistica utilizzata. Altrimenti si rischia di non coglierne del tutto il senso  e di rimanere spiazzati di fronte a talune ardimentose liceità di linguaggio cinematografico. Questo aspetto è tanto più vero quando più ci troviamo di fronte a quello che a me piace definire il "cinema adulto" fatto da autori che sono ben consapevoli delle loro enormi capacità intellettuali, quello che sa innalzare la "giovane" arte cinematografica a forma d'espressione sublime, che entra senza soggezione nel vortice del pensiero speculativo e sa uscersene offrendo il suo buon contributo alla causa della conoscenza. "Ordet" (che significa "la parola", liberamente ispirato all'omonima piece teatrale del pastore protestante Kaj Munk e premiato con il Leone d'oro a Venezia) di Carl Theodor Dreyer entra, a mio avviso, a pieno titolo in questa categoria di film, sia per la capacità di piegare alle proprie esigenze particolari i tratti stilistici della corrente culturale dell'espressionismo, che per i contenuti speculativi e il rigore formale che ne reggono la struttura. Al centro del film c'è il tema religioso dell'incondizionata fede in Dio, una fede che può condurre alla pazzia o all'approssimarsi di un sapere assoluto, fare irrigidire in nome di posizioni dogmatiche o aprire la mente in ragione di una verità rivelata. Una fede che può arrecare conforto per chi crede nella salvezza divina, ma che intanto viene mostrata con tutta la sua carica di intolleranza (ci sarà molto di autobiografico in questo aspetto dato che Dreyer venne sottoposto dalla sua famiglia di adozione ad una rigida educazione luterana), sia attraverso la precisa caratterizzazione di due integralisti religiosi, che con la solenne gravità dei toni restituitaci da una tecnica cinematografica più intenta a sottrarre che ad aggiungere. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Ordet


10 novembre 2011 Opinione di Peppe Comune su "Ordet"
Peppe Comune

Nella grande tenuta dei Borgen, nello Jutland in Danimarca, vive il patriarca Morten Borgen (Henrik Malberg) insieme ai tre figli e alla nuora. Mikkel (Hemil Hass Christensen) è il primogenito, un uomo che ha perso la fede in Dio e che neanche le amorevoli attenzioni della moglie Inger (Brigitte Federspiel) sembrano poterlo ricondurre sulla "retta via". Johannes (Preben Lendorff Rye) è in preda ad una profonda crisi mistica, si è talmente immerso negli studi di teologia da credersi la...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto ottimo a Ordet (1955)

2 commenti
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24 giugno 2011 Opinione di tafo su "Ordet"
tafo

L'intensità della parola e la purezza del verbo. La religione come esempio morale da seguire rendendolo quello sì immortale. L'arte come ricerca della verità attraverso la perfezione formale. Il cinema in pochi piani-sequenza che affrontano la vita, la morte, l'amore e la diversità, la cui conoscenza ci insegna sempre qualcosa di inaspettato. La religione come abitudine, rito, dogma e paura già non esiste più per il regista che ironicamente ne svuota...

voto al film: tafo assegna il voto ottimo a Ordet (1955)

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14 giugno 2011 Opinione di chribio1 su "Ordet"
chribio1

film a tema religioso con bravi attori ma abbastanza altalenante come visione.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a Ordet (1955)


6 giugno 2011 Opinione di alfatocoferolo su "Ordet"
alfatocoferolo

Di laico questo film non ha praticamente nulla, si respira sacralità e religiosità a tutto tondo ed anzi la morale finale sembra voler suggerire che qualsiasi forma di culto cristiana va bene, purché si preghi e si seguano i dettami della Bibbia. Il film scorre su ritmi soporiferi, con bravi attori a volte un po' di maniera, dialoghi il più delle volte banali e tanta religiosità somministrata a dosi più o meno tollerabili ma comunque onnipresenti in...

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto sufficiente a Ordet (1955)

14 commenti


20 febbraio 2011 Opinione di Axeroth su "Ordet"
Axeroth

 -Dio, la tua parola è divina, la mia fede è immensa, la mia volontà infinita- Così definisco questa monumentale opera immortale di C.T. Dreyer. Dio c'è, è dentro i nostri cuori, e la fede è l'unica via che ci fa raggiungere la sua immensa luce. Non dobbiamo temere Dio, ma dobbiamo accoglierlo nella tenebra delle vicissitudini della vita, dobbiamo accoglierlo quando siamo soli, quando abbiamo bisogno di speranza, e quando abbiamo...

voto al film: Axeroth assegna il voto ottimo a Ordet (1955)

nessun commento
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9 agosto 2010 Opinione di Grace Margaret Mulligan su "Ordet"
Grace Margaret Mulligan

Ordet sintetizza l'opinione che Dreyer ha sulla religione; o meglio come gli uomini vedono la religione. Perchè per Dreyer la religione è in sostanza l'atteggiamento con cui l'uomo esprime la sua fede. Se il regista danese ci aveva già abituato al mistico e alla ricerca del contatto con Dio (La Passion de Jeanne D'arc su tutto), questa volta gioca forte e mette in discussione tutti i dettami e i dogmi che la religione cristiana ha mandato avanti per più di due...

voto al film: Grace Margaret Mulligan assegna il voto ottimo a Ordet (1955)

nessun commento
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30 luglio 2010 Opinione di OGM su "Ordet"
OGM

Se Gesù Cristo ritornasse in Terra ai giorni nostri, Egli, probabilmente, sceglierebbe di assumere le sembianze di un folle. La moderna sfida della fede, nell’attuale era tecnologica, è infatti quella contro il predominio della ragione, che impedisce di credere ai miracoli, all’esistenza di una volontà superiore e di fenomeni che si collocano al di là della nostra possibilità di comprendere. Il pensiero è una dimensione interamente umana,...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a Ordet (1955)

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24 maggio 2010 Opinione di luca826 su "Ordet"
luca826

VOTO 9+ NECESSARIO Religione e credenza analizzati da Dreyer, che attraverso uno stupendo racconto morale, scava in profondità nell'idea stessa di religione. La credenza, il credere, il mistero della morte, della vita in un film complesso a volte straziante ma anche sottilmente ironico (direi anche miracolosamente visti i temi trattati). Dreyer al massimo, non lascia niente al caso e punta diritto alle nostre coscienze, infatti tutti credono in fondo a qualcosa, Dio esiste? Si domanda...

voto al film: luca826 assegna il voto ottimo a Ordet (1955)

2 commenti
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9 maggio 2010 Opinione di mm40 su "Ordet"
mm40

Dio c'è. E' la religione, che non esiste. Cosa vuol dirci questa tragedia con finale surreale scritta dal pastore protestante Kaj Munk e messa in scena con un'austerità spettrale da Dreyer? Semplicemente questo: che la religione allo stato naturale non esiste, è solamente una creazione dell'uomo e non fa che causare litigi, sofferenze, vacui dibattiti e follia. Che poi la follia di Johannes venga premiata è solo l'ennesima dimostrazione della totale, imprevedibile...

voto al film: mm40 assegna il voto ottimo a Ordet (1955)

2 commenti
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8 febbraio 2009 Opinione di Gummo su "Ordet"
Gummo

Sono ateo. L'ho visto da solo in un sabato pomeriggio invernale. Non ho potuto staccare gli occhi dallo schermo. E' ipnotico. Al termine sono rimasto altri 10 minuti fisso a video spento per riprendermi.

voto al film: Gummo assegna il voto ottimo a Ordet (1955)

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