Ordet (1955)
Con Preben Lendorff Rye, Henrik Malberg, Birgitte Federspiel, Ann Elisabeth Rud
La trama
Il mistero della vita nella tragedia del vecchio Borgen e dei suoi figli.
In una fattoria dello Jutland vive il vecchio Borgen con i suoi tre figli: Mikkel, sposato con Inger, in attesa del secondo figlio, Johannes, diventato pazzo a causa degli studi di teologia, e Anders, il minore, innamorato della figlia del sarto del villaggio. Sulla fattoria si abbatte la tragedia: Inger muore di parto, Johannes sparisce e il sarto nega il consenso alle nozze per divergenze religiose con Borgen.
Pur rispettandone la lettera, Dreyer trasforma il dramma del pastore protestante Kaj Munk, teso all'esaltazione della parola divina, in un poema laico di affermazione della "vita" in tutte le sue accezioni, incluso il mistero più profondo. Il finale è una vetta sublime della rappresentazione del sacro nel cinema. Leone d'oro a Venezia.
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 10/11/2011 - utile per 20 utenti
Voto al film: 
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10 novembre 2011 Opinione di Peppe Comune su "Ordet"
Nella grande tenuta dei Borgen, nello Jutland in Danimarca, vive il patriarca Morten Borgen (Henrik Malberg) insieme ai tre figli e alla nuora. Mikkel (Hemil Hass Christensen) è il primogenito, un uomo che ha perso la fede in Dio e che neanche le amorevoli attenzioni della moglie Inger (Brigitte Federspiel) sembrano poterlo ricondurre sulla "retta via". Johannes (Preben Lendorff Rye) è in preda ad una profonda crisi mistica, si è talmente immerso negli studi di teologia da credersi la...
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24 giugno 2011 Opinione di tafo su "Ordet"
L'intensità della parola e la purezza del verbo. La religione come esempio morale da seguire rendendolo quello sì immortale. L'arte come ricerca della verità attraverso la perfezione formale. Il cinema in pochi piani-sequenza che affrontano la vita, la morte, l'amore e la diversità, la cui conoscenza ci insegna sempre qualcosa di inaspettato. La religione come abitudine, rito, dogma e paura già non esiste più per il regista che ironicamente ne svuota...
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14 giugno 2011 Opinione di chribio1 su "Ordet"
film a tema religioso con bravi attori ma abbastanza altalenante come visione.voto.5.
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6 giugno 2011 Opinione di alfatocoferolo su "Ordet"
Di laico questo film non ha praticamente nulla, si respira sacralità e religiosità a tutto tondo ed anzi la morale finale sembra voler suggerire che qualsiasi forma di culto cristiana va bene, purché si preghi e si seguano i dettami della Bibbia. Il film scorre su ritmi soporiferi, con bravi attori a volte un po' di maniera, dialoghi il più delle volte banali e tanta religiosità somministrata a dosi più o meno tollerabili ma comunque onnipresenti in...
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20 febbraio 2011 Opinione di Axeroth su "Ordet"
-Dio, la tua parola è divina, la mia fede è immensa, la mia volontà infinita- Così definisco questa monumentale opera immortale di C.T. Dreyer. Dio c'è, è dentro i nostri cuori, e la fede è l'unica via che ci fa raggiungere la sua immensa luce. Non dobbiamo temere Dio, ma dobbiamo accoglierlo nella tenebra delle vicissitudini della vita, dobbiamo accoglierlo quando siamo soli, quando abbiamo bisogno di speranza, e quando abbiamo...
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9 agosto 2010 Opinione di Grace Margaret Mulligan su "Ordet"
Ordet sintetizza l'opinione che Dreyer ha sulla religione; o meglio come gli uomini vedono la religione. Perchè per Dreyer la religione è in sostanza l'atteggiamento con cui l'uomo esprime la sua fede. Se il regista danese ci aveva già abituato al mistico e alla ricerca del contatto con Dio (La Passion de Jeanne D'arc su tutto), questa volta gioca forte e mette in discussione tutti i dettami e i dogmi che la religione cristiana ha mandato avanti per più di due...
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30 luglio 2010 Opinione di OGM su "Ordet"
Se Gesù Cristo ritornasse in Terra ai giorni nostri, Egli, probabilmente, sceglierebbe di assumere le sembianze di un folle. La moderna sfida della fede, nell’attuale era tecnologica, è infatti quella contro il predominio della ragione, che impedisce di credere ai miracoli, all’esistenza di una volontà superiore e di fenomeni che si collocano al di là della nostra possibilità di comprendere. Il pensiero è una dimensione interamente umana,...
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24 maggio 2010 Opinione di luca826 su "Ordet"
VOTO 9+ NECESSARIO Religione e credenza analizzati da Dreyer, che attraverso uno stupendo racconto morale, scava in profondità nell'idea stessa di religione. La credenza, il credere, il mistero della morte, della vita in un film complesso a volte straziante ma anche sottilmente ironico (direi anche miracolosamente visti i temi trattati). Dreyer al massimo, non lascia niente al caso e punta diritto alle nostre coscienze, infatti tutti credono in fondo a qualcosa, Dio esiste? Si domanda...
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9 maggio 2010 Opinione di mm40 su "Ordet"
Dio c'è. E' la religione, che non esiste. Cosa vuol dirci questa tragedia con finale surreale scritta dal pastore protestante Kaj Munk e messa in scena con un'austerità spettrale da Dreyer? Semplicemente questo: che la religione allo stato naturale non esiste, è solamente una creazione dell'uomo e non fa che causare litigi, sofferenze, vacui dibattiti e follia. Che poi la follia di Johannes venga premiata è solo l'ennesima dimostrazione della totale, imprevedibile...
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8 febbraio 2009 Opinione di Gummo su "Ordet"
Sono ateo. L'ho visto da solo in un sabato pomeriggio invernale. Non ho potuto staccare gli occhi dallo schermo. E' ipnotico. Al termine sono rimasto altri 10 minuti fisso a video spento per riprendermi.
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