Gertrud (1964)
Con Nina Pens Rode, Bendt Rothe, Ebbe Rode, Baard Owe
La trama
La crisi di una coppia e l'impossibilità di amare.
Gertrud, ex cantante di mezza età, si innamora del giovane musicista Erland e manifesta al marito l’intenzione di lasciarlo. Il rapporto fra i coniugi è ormai in un vicolo cieco, ma lui si oppone al divorzio pensando alla carriera (è in corsa per una poltrona di ministro). Gertrud decide comunque di continuare con Erland, il quale però si rivela egoista e meschino. La donna sceglie allora la solitudine...
Sembra la trama di un mélo d’accatto e invece si tratta di un film straordinario, l’ultimo firmato dal maestro danese. All’epoca non fu capito e venne considerato statico e verboso, ma la sua essenzialità e la sua forza introspettiva sono puro cinema.
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 26/12/2011 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
- negative [7]
- sufficienti [1]
- positive [16]
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26 dicembre 2011 Opinione di Peppe Comune su "Gertrud"
Gertrud Kanning (Nina Pens Rode) è una donna forte e molto sensibile nella sfera sentimentale. Non è affatto soddisfatta del suo matrimonio con Gustav Kanning (Bendt Rothe), un avvocato di successo che sta per diventare ministro. Ha una relazione amorosa con Erland Jansson (Baard Owe), un giovane compositore e incontra dopo molto tempo Gabriel Lidman (Ebbe Rode), un illustre poeta che in passato è stato un suo passionale amante. Gertrud è una donna che vive l’amore in maniera assai...
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24 gennaio 2011 Opinione di michel su "Gertrud"
AMORMORTIS Gertrud è sul punto di lasciare il marito per amore di un giovinastro così come, sempre per amore, aveva saputo rinunciare all’uomo della sua vita. Gertrud vive nel dolore, ma la sua morte, contrariamente a chi ha vissuto per il denaro o per la fama, sarà serena. Perché la vita è amore e l'amore è sofferenza ci dice Dreyer in questo film severo e lento. I dialoghi, detti più che recitati per orrore dell’artificio,...
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4 settembre 2010 Opinione di luca826 su "Gertrud"
VOTO 9 RIEPILOGATIVO (Tv Aprile 99) Film sull'amore, sulla sua importanza, sulla nostra incomprensione di questo sentimento e sull'incomunicabilità tra gli uomini. Dreyer al massimo che segue una donna dall'inizio alla fine della propria esistenza, attraverso una narrazione alternata con flashback e tempi normali. Sì perchè per il maestro danese l'amore è tutto (la scritta sulla bara di Gertrud), in una pellicola fredda (caratteristica del regista), ma che non...
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25 maggio 2010 Opinione di mm40 su "Gertrud"
No. Questo non deve essere Dreyer. Sicuramente può (e vuole), poichè lo stile piatto e teatrale è certo quello dell'ultima fase della carriera del regista danese, ma è altrettanto innegabile che non si possa permettere che un melodrammuccio così insipido vada a chiudere (sigillare?!) una filmografia ricca di capolavori come quella del Maestro. Gertrud è verboso e patetico, consta di lunghe scene, spesso filmate in pianosequenza o addirittura a camera...
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18 marzo 2009 Opinione di PP su "Gertrud"
Voto 4. Condivido in tutto e per tutto la critica dell’epoca: statico, verboso, didascalico teoretico. Un equivoco assoluto classificarlo nel capolavoro, derivato dalla soggezione psicologica verso il genio di Dreyer. Qui invero assente. [05.03.2009]
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18 gennaio 2009 Opinione di jonas su "Gertrud"
L’ultimo film di Dreyer è un dramma da camera di impianto rigidamente teatrale (personaggi e situazioni rimandano a Ibsen, quasi tutte le scene sono in interni) i cui personaggi parlano pacatamente, con gesti misurati, ma covano il fuoco sotto la cenere. Gertrud è una donna forte alle prese con uomini moralmente inferiori a lei: un marito distante, avvocato con ambizioni politiche; un amante vanesio, giovane musicista; un ex fidanzato poeta, che dopo tanti anni la ama ancora e non riesce...
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6 gennaio 2009 Opinione di Inside man su "Gertrud"
Ribaltando il commento di FilmTv, sostengo senza indugio che all'epoca il film fu ben compreso, risultando effettivamente statico, verboso, nient'affatto moderno (tuttalpiù si nota una certa ascendenza verso l'ultimo, dimenticabile, De Oliveira). Narrazione e struttura tornano agli stilemi del muto senza la carica espressiva e l'inconfondibile armoniosa lentezza artefice allora di potenti atmosfere. Nel 1964 un simile discorso era decisamente fuori tempo massimo, insieme al pleonastico uso...
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6 gennaio 2009 Opinione di bradipo68 su "Gertrud"
Un amore lungo una vita.E'questo che ha tanto agognato la protagonista di questo melodramma raffreddato e tagliente che è l'ultimo film diretto dal grande Dreyer.Non so se si tratti di un capolavoro come da più parti viene indicato,a mio parere forse no perchè ripercorrendo mentalmente i suoi film che conosco ho la percezione che tra i suoi film ce ne sono altri che preferisco.Ma sarebbe indegno anche sottovalutare un opera come questa o liquidarla con un giudizio superficiale.Se poi lo...
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12 settembre 2008 Opinione di steno79 su "Gertrud"
Ultimo film di Dreyer : stroncato un pò da tutti alla sua uscita (anche in Italia da Grazzini), in seguito rivalutato e divenuto un classico riconosciuto del cinema mondiale. Film dalla struttura teatrale, molto lento nel ritmo, dall'andamento quasi ipnotico, ma di grande penetrazione psicologica : alcuni critici lo vedono come un precursore del cinema moderno, in particolare per l'uso del piano sequenza e di una scrittura filmica antispettacolare e concentrata sull'interiorità...
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