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Gertrud (1964)

[Gertrud, Danimarca 1964, Drammatico, durata 114', b/n]   Regia di Carl Theodor Dreyer
Con Nina Pens Rode, Bendt Rothe, Ebbe Rode, Baard Owe



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Gertrud: assente
Ritmo ritmo in Gertrud: presente
Impegno impegno in Gertrud: forte
Tensione tensione in Gertrud: presente
Erotismo erotismo in Gertrud: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Gertrud

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Gertrud (voti: 40 media: 3,53) 40

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La trama

La crisi di una coppia e l'impossibilità di amare.

Gertrud, ex cantante di mezza età, si innamora del giovane musicista Erland e manifesta al marito l’intenzione di lasciarlo. Il rapporto fra i coniugi è ormai in un vicolo cieco, ma lui si oppone al divorzio pensando alla carriera (è in corsa per una poltrona di ministro). Gertrud decide comunque di continuare con Erland, il quale però si rivela egoista e meschino. La donna sceglie allora la solitudine... 

Sembra la trama di un mélo d’accatto e invece si tratta di un film straordinario, l’ultimo firmato dal maestro danese. All’epoca non fu capito e venne considerato statico e verboso, ma la sua essenzialità e la sua forza introspettiva sono puro cinema.

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L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 26/12/2011 - utile per 16 utenti

Voto al film: voto buono

Gertrud Kanning (Nina Pens Rode) è una donna forte e molto sensibile nella sfera sentimentale. Non è affatto soddisfatta del suo matrimonio con Gustav Kanning (Bendt Rothe), un avvocato di successo che sta per diventare ministro. Ha una relazione amorosa con Erland Jansson (Baard Owe), un giovane compositore e incontra dopo molto tempo Gabriel Lidman (Ebbe Rode), un illustre poeta che in passato è stato un suo passionale amante. Gertrud è una donna che vive l’amore in maniera assai totalizzante ed è davvero difficile corrispondergli. Perciò decide di lasciare tutti e tutto e ritirarsi a vivere da sola. Ormai vecchia, riceve la visita di un suo vecchio amico, lo psichiatra Axel Nygren (Axel Strobye), a cui confida con commossa tenerezza i tormenti del cuore che l’hanno accompagnata per l’intera vita. “Gertrud” (dal dramma omonimo di Hjalmar Soderber) è l’ultimo film di Carl Theodor Dreyer, un dramma sull’amore e per l’amore, costruito come se i protagonisti fossero gli unici abilitati a discuterne e con una gravità nei toni che sembrano voler condurre alle parole definitive sull’argomento. Non è affatto una storia d’amore quindi, ma una ragionata riflessione sull’amore assoluto, quello che non accetta ne deroghe ne compromessi, ma solo una convinta e totale dedizione alla causa. Per questa sua ultima opera, il maestro danese accentua ulteriormente il rigore stilistico del suo linguaggio cinematografico giungendo, attraverso l’ausilio di inquadrature fisse e lunghi piani sequenza, ad un’essenzialità figurativa che porta la parola ad essere l’unico elemento dinamico in un quadro d’insieme di teatrale immobilità dei corpi. Particolare scenico fondamentale è il fatto che i protagonisti parlano tra di loro senza quasi mai incrociarsi con gli occhi, sempre intenti a guardare fissi davanti a se, come se gli scambi di battute, più che essere il frutto di particolari stati emotivi, fossero dei precetti sul sentimento amoroso da imparare a memoria e da declamare con ricercata atonalità d'espressione. Infatti, dialoghi fanno da cornice “ieratica” all’intera struttura del film, le emozioni e i sentimenti vengono veicolati dalle parole piuttosto che dagli sguardi, la voluta inespressività dei volti tende a rafforzare il loro contenuto speculativo e a convogliarvi tutta l’attenzione che l’autore vuole che gli venga riservata. Ciò non impedisce affatto di caratterizzare a dovere la psicologia di ogni personaggio e fare di Gertrud un icona al femminile di grande fascino e complessità. “Ho molto sofferto, e spesso ho sbagliato, ma ho amato”, dice Gertrud all’amico psichiatra, parole che qualificano l’amara sincerità di un esistenza passata a rincorrere la sofferta delineazione di un sentimento, il testamento in vita di una donna coscientemente avvinta dall’amore. Gertrud ama ed è amata, ma la sua idea di amore va sempre nella direzione opposta da come la intendono i suoi amanti, perché per lei l’amore è tutto, veramente tutto, per gli altri una componente della vita non necessariamente più importante del lavoro e delle ambizioni personali. Gertrud è l’incarnazione stessa dell’amore assoluto, un amore che si è sottratto allo scorrere leggero della vita per tendere all’annullamento di quelle umane debolezze che allontanano la carne dalla perfettibilità dello spirito. Gertrud domina continuamente la scena, di fronte a lei l’uomo si subordina con istintiva naturalezza al riconoscimento delle sue debolezze corporee, ogni legittima aspirazione si trasforma in un torto fatto all’integrità dei più alti sentimenti, ogni desiderio esclusivo della carne paga pegno all’inossidabile speranza dello spirito. Il rigore morale di Gertrud, l'austerità del suo percorso esistenziale, le battaglie scolpite ognuna nel cuore, il religioso abbandono della carne, la pongono in una condizione di solenne e imperitura attesa. L'anziano maestro Carl Theodor Dreyer parla ancora della morte, ma esorcizzandola questa volta nella prodigiosa vitalità dell'amore eterno. Grande cinema.
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SI

Opinioni su Gertrud


26 dicembre 2011 Opinione di Peppe Comune su "Gertrud"
Peppe Comune

Gertrud Kanning (Nina Pens Rode) è una donna forte e molto sensibile nella sfera sentimentale. Non è affatto soddisfatta del suo matrimonio con Gustav Kanning (Bendt Rothe), un avvocato di successo che sta per diventare ministro. Ha una relazione amorosa con Erland Jansson (Baard Owe), un giovane compositore e incontra dopo molto tempo Gabriel Lidman (Ebbe Rode), un illustre poeta che in passato è stato un suo passionale amante. Gertrud è una donna che vive l’amore in maniera assai...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Gertrud (1964)

2 commenti
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24 gennaio 2011 Opinione di michel su "Gertrud"
michel

AMORMORTIS Gertrud è sul punto di lasciare il marito per amore di un giovinastro così come, sempre per amore, aveva saputo rinunciare all’uomo della sua vita. Gertrud vive nel dolore, ma la sua morte, contrariamente a chi ha vissuto per il denaro o per la fama, sarà serena. Perché la vita è amore e l'amore è sofferenza ci dice Dreyer in questo film severo e lento. I dialoghi, detti più che recitati per orrore dell’artificio,...

voto al film: michel assegna il voto mediocre a Gertrud (1964)



4 settembre 2010 Opinione di luca826 su "Gertrud"
luca826

VOTO 9 RIEPILOGATIVO (Tv Aprile 99) Film sull'amore, sulla sua importanza, sulla nostra incomprensione di questo sentimento e sull'incomunicabilità tra gli uomini. Dreyer al massimo che segue una donna dall'inizio alla fine della propria esistenza, attraverso una narrazione alternata con flashback e tempi normali. Sì perchè per il maestro danese l'amore è tutto (la scritta sulla bara di Gertrud), in una pellicola fredda (caratteristica del regista), ma che non...

voto al film: luca826 assegna il voto ottimo a Gertrud (1964)

nessun commento
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25 maggio 2010 Opinione di mm40 su "Gertrud"
mm40

No. Questo non deve essere Dreyer. Sicuramente può (e vuole), poichè lo stile piatto e teatrale è certo quello dell'ultima fase della carriera del regista danese, ma è altrettanto innegabile che non si possa permettere che un melodrammuccio così insipido vada a chiudere (sigillare?!) una filmografia ricca di capolavori come quella del Maestro. Gertrud è verboso e patetico, consta di lunghe scene, spesso filmate in pianosequenza o addirittura a camera...

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a Gertrud (1964)

2 commenti
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18 marzo 2009 Opinione di PP su "Gertrud"
PP

Voto 4. Condivido in tutto e per tutto la critica dell’epoca: statico, verboso, didascalico teoretico. Un equivoco assoluto classificarlo nel capolavoro, derivato dalla soggezione psicologica verso il genio di Dreyer. Qui invero assente. [05.03.2009]

voto al film: PP assegna il voto mediocre a Gertrud (1964)

nessun commento
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18 gennaio 2009 Opinione di jonas su "Gertrud"
jonas

L’ultimo film di Dreyer è un dramma da camera di impianto rigidamente teatrale (personaggi e situazioni rimandano a Ibsen, quasi tutte le scene sono in interni) i cui personaggi parlano pacatamente, con gesti misurati, ma covano il fuoco sotto la cenere. Gertrud è una donna forte alle prese con uomini moralmente inferiori a lei: un marito distante, avvocato con ambizioni politiche; un amante vanesio, giovane musicista; un ex fidanzato poeta, che dopo tanti anni la ama ancora e non riesce...

voto al film: jonas assegna il voto buono a Gertrud (1964)



6 gennaio 2009 Opinione di Inside man su "Gertrud"
Inside man

Ribaltando il commento di FilmTv, sostengo senza indugio che all'epoca il film fu ben compreso, risultando effettivamente statico, verboso, nient'affatto moderno (tuttalpiù si nota una certa ascendenza verso l'ultimo, dimenticabile, De Oliveira). Narrazione e struttura tornano agli stilemi del muto senza la carica espressiva e l'inconfondibile armoniosa lentezza artefice allora di potenti atmosfere. Nel 1964 un simile discorso era decisamente fuori tempo massimo, insieme al pleonastico uso...

voto al film: Inside man assegna il voto sufficiente a Gertrud (1964)

4 commenti
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6 gennaio 2009 Opinione di bradipo68 su "Gertrud"
bradipo68

Un amore lungo una vita.E'questo che ha tanto agognato la protagonista di questo melodramma raffreddato e tagliente che è l'ultimo film diretto dal grande Dreyer.Non so se si tratti di un capolavoro come da più parti viene indicato,a mio parere forse no perchè ripercorrendo mentalmente i suoi film che conosco ho la percezione che tra i suoi film ce ne sono altri che preferisco.Ma sarebbe indegno anche sottovalutare un opera come questa o liquidarla con un giudizio superficiale.Se poi lo...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Gertrud (1964)

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14 dicembre 2008 Opinione di Totola su "Gertrud"
Totola

Struggente e soporifero...

voto al film: Totola assegna il voto buono a Gertrud (1964)


12 settembre 2008 Opinione di steno79 su "Gertrud"
steno79

Ultimo film di Dreyer : stroncato un pò da tutti alla sua uscita (anche in Italia da Grazzini), in seguito rivalutato e divenuto un classico riconosciuto del cinema mondiale. Film dalla struttura teatrale, molto lento nel ritmo, dall'andamento quasi ipnotico, ma di grande penetrazione psicologica : alcuni critici lo vedono come un precursore del cinema moderno, in particolare per l'uso del piano sequenza e di una scrittura filmica antispettacolare e concentrata sull'interiorità...

voto al film: steno79 assegna il voto ottimo a Gertrud (1964)

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