Ballando a Lughnasa - La recensione di FilmTv
Con Meryl Streep, Michael Gambon, Catherine McCormack, Kathy Burke
La recensione di FilmTv
Cinque sorelle e nipotino in Irlanda. Stilisticamente perfetto, ma noioso
Era di Pat O’Connor il malinconico “Un mese in campagna”. Qui, campagna irlandese. 1936. Cinque sorelle e un bambino, figlio della più giovane. La voce off del bambino ci illude quando afferma che il ritorno dall’Africa del vecchio zio missionario porterà a dei cambiamenti improvvisi. Noi aspettiamo fiduciosi. Prima che qualcosa succeda ne passano di tempo e sequenze. Triste cinema europeo per 95 minuti che sembrano durare il doppio. Il bambino lancia aquiloni. Le sorelle soffrono per carenza di uomini. Lo zio missionario, rimasto in Africa con la testa, rimpiange le feste pagane e gira in alta uniforme bianca con feluca. Si fa vivo il papà del bambino prima di partire per la guerra di Spagna (solita spruzzatina di storia e politica, cacio di ogni film europeo doc). Una festa notturna intorno al fuoco (Lughnasa: festa del raccolto) e una danza sfrenata, si fa per dire, delle sorelle. Negli ultimi due minuti, voce off con bollettino finale su cosa succederà all’uno e alle altre. Regia, recitazione, montaggio, musica, colori: come prescritto nel manuale del perfetto autore (europeo, of course). Sbadigli, noia, sonnellini ristoratori per noi incolpevoli europei
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