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La figlia di un soldato non piange mai (1998)

[A Soldier's Daughter Never Cries, USA 1998, Drammatico, durata 110']   Regia di James Ivory
Con Kris Kristofferson, Barbara Hershey, Leelee Sobieski, Jane Birkin



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La figlia di un soldato non piange mai: minimo
Ritmo ritmo in La figlia di un soldato non piange mai: presente
Impegno impegno in La figlia di un soldato non piange mai: minimo
Tensione tensione in La figlia di un soldato non piange mai: minimo
Erotismo erotismo in La figlia di un soldato non piange mai: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto mediocre a La figlia di un soldato non piange mai

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto mediocre a La figlia di un soldato non piange mai (voti: 20 media: 4,05) 20

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locandina di La figlia di un soldato non piange mai

La trama

Bill Willis veterano americano della Seconda Guerra Mondiale perseguitato dai ricordi delle esperienze vissute nel Pacifico ha deciso di espatriare a Parigi. La moglie Marcella che lo ha seguito è una donna espansiva e affettuosa e che fa di tutto per accogliere nel migliore dei modi il figlio adottivo Benoît. Il bambino deve subire la gelosia della nuova sorella Channe. I bambini crescono sullo sfondo di interminabili partite di poker e dei party.  

Il film di Ivory è ispirato alla vita parigina di James Jones, l'autore di "Da qui all'eternità". Illustrazione, ambienti, caratteri ineccepibili, una confezione corretta, pochi bamboleggiamenti. Purtroppo, però, non c'è neppure un brivido, un'immagine della quale si sentisse il bisogno. L'impressione è che neppure Ivory sentisse il bisogno di fare questo film, dove si trova (chissà perché) a citare film e autori da lui lontanissimi (Ford, Eastwood, Cimino).

La recensione di FilmTv

Di Emanuela Martini - FilmTV n. 12/1999

Ivory si ispira alla vita parigina di James Jones. Ma il film delude

Intrecci artistici misteriosi: un maturo autore cinematografico che ha rappresentato con acuminata eleganza di tocco i vuoti degli interni e delle anime borghesi incontra un maturo scrittore americano espatriato, veterano della Seconda guerra mondiale, che ha raccontato con durezza virile le esplosioni dei sensi e dei rigori militari. “La figlia del soldato non piange mai” di James Ivory è ispirato alla vita parigina di James Jones, l’autore di “Da qui all’eternità”, un romanzo e uno stile che con Ivory c’entrano pochissimo. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di LorCio scritta il 06/02/2012 - utile per 3 utenti

Voto al film: voto buono

Affascinato dal passato e dalla letteratura, James Ivory innesta sempre nei suoi film questi due elementi, in un modo o nell’altro, qualche volta contaminandoli, ottenendo spesso risultati che non accontentano mai all’unanimità. A questo film, appartenente al particolare genere delle biografie reinventate, furono rimproverate molte cose: una certa inutilità, poca passione, un relativo interesse, troppo accademismo alla Ivory. Probabilmente è tutto vero, ma sono dell’idea che La figlia di un soldato non piange mai sia un film assolutamente dignitoso per gli stessi motivi per cui è considerato un passo falso nella carriera del regista americano. La vita romanzata e rimaneggiata dello scrittore James Jones (qui chiamato Bill Willis) è l’occasione per approfondire il rapporto di certi intellettuali americani con la propria identità espressa e repressa: tanto sono cittadini del mondo, quanto sono spaesati e sperduti; tanto si sentono profondamente americani, tanto la evitano per scoprire un altro mondo; tanto vivono la Francia con un animo in cui si ravvede il desiderio del Grand Tour di romantica ascendenza, quanto ambiscono in un’inetta perpetuità al ritorno nell’effettiva patria. Willis è un uomo in eterna fuga che soltanto quando percepisce il germe della morte capisce che l’unico modo per andarsene è ricongiungersi con chi gliel’ha inseminato anni orsono. Racconto di formazione a due voci, propone un’epoca non priva di stereotipi (gli esistenzialisti, la contestazione) ma anche affrontata con duttile distacco emotivo, percorre la storia della famiglia filtrandola attraverso la crescita della figlia naturale Channe e il figlio adottivo Billy, quasi due proiezioni ideali della nouvelle vague per sensibilità e nervosismo. I due protagonisti adulti, stanno quasi sullo sfondo, un po’ come guide e un po’ come fratelli maggiori: lo scrittore è immerso nel suo mondo e ha il carisma di un leone; sua moglie gli regge con lo strascico con incondizionato amore. Sono interpretati, con raffinata discrezione, da Kris Kristofferson e Barbara Hershey. In tanta (troppa?) carne al fuco (l’amore interrazziale tra la domestica portoghese e un nero, le diffidenze dei francesi, la preside che si muove oniricamente), c’è un bellissimo personaggio: è Francis, il migliore amico di Channe, tenero ed insopportabile, affettuoso e duro, emarginato e monopolizzante, con la voce da soprano e sentimenti repressi.
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Opinioni su La figlia di un soldato non piange mai


6 febbraio 2012 Opinione di LorCio su "La figlia di un soldato non piange mai"
LorCio

Affascinato dal passato e dalla letteratura, James Ivory innesta sempre nei suoi film questi due elementi, in un modo o nell’altro, qualche volta contaminandoli, ottenendo spesso risultati che non accontentano mai all’unanimità. A questo film, appartenente al particolare genere delle biografie reinventate, furono rimproverate molte cose: una certa inutilità, poca passione, un relativo interesse, troppo accademismo alla Ivory. Probabilmente è tutto vero, ma sono dell’idea che La...

voto al film: LorCio assegna il voto buono a La figlia di un soldato non piange mai (1998)

nessun commento
[utile per 3 utenti]

26 novembre 2011 Opinione di emmepi8 su "La figlia di un soldato non piange mai"
emmepi8

Ivory alle volte sgarra in buona fede, ma sgarra, in questo caso si è basato su una sceneggiatura zoppicante, che ha reso la storia quasi monca e la sua stessa regia molto approssimata. L’emozione è molto sacrificata, anche se volutamente esibita e quindi stenta ad arrivare all’animo dello spettatore; i vari raccordi e passaggi di racconto non sono bene collegati e quindi si stemperano non raggiungendo mai il pathos che si presuppone avrebbe dovuto avere. Eppure l’argomentazione...

voto al film: emmepi8 assegna il voto mediocre a La figlia di un soldato non piange mai (1998)

nessun commento
[utile per 2 utenti]


20 ottobre 2011 Opinione di Baliverna su "La figlia di un soldato non piange mai"
Baliverna

Il film è una narrazione attenta, ma anche senza partecipazione e senza giudizi sui personaggi, della storia di una famiglia americana che vive in Francia, e poi torna negli Stati Uniti. Ciò che mi ha colpito è proprio una specie di apatia nel raccontare gli eventi, dove anzi ci si chiede il perché della presenza di certi episodi o elementi, i quali sembrano non aver parte del discorso. Il personaggio della ragazza (prima bambina) finisce tuttavia per essere la protagonista della...

voto al film: Baliverna assegna il voto buono a La figlia di un soldato non piange mai (1998)


20 febbraio 2011 Opinione di ROBERTO800 su "La figlia di un soldato non piange mai"
ROBERTO800

BELLISSIMO...DA RIVALUTARE ATTENTAMENTE...

voto al film: ROBERTO800 assegna il voto ottimo a La figlia di un soldato non piange mai (1998)



19 settembre 2004 Opinione di brando su "La figlia di un soldato non piange mai"
brando

Un film lento e delicato come i baldacchini della Biggie Best. Scritto con semplicità,girato con astuzia e recitato con garbo. Un bel film , pochi sentimenti venduti gratuitamente , e qualche scena davvero azzeccata.

voto al film: brando assegna il voto buono a La figlia di un soldato non piange mai (1998)


30 luglio 2004 Opinione di superficie 213 su "La figlia di un soldato non piange mai"
superficie 213

Un discreto film del sopravvalutato Ivory che firma una delle sue migliori "opere".Qui la scrittura e' piu' semplice,meno pomposa o forzatamente autoriale,con degli attori in forma ed una storia intrigante.

voto al film: superficie 213 assegna il voto buono a La figlia di un soldato non piange mai (1998)




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