Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

La figlia di un soldato non piange mai - La recensione di FilmTv

[A Soldier's Daughter Never Cries, 1998, durata 110']   Regia di James Ivory
Con Kris Kristofferson, Barbara Hershey, Leelee Sobieski, Jane Birkin



La recensione di FilmTv

di Emanuela Martini

Ivory si ispira alla vita parigina di James Jones. Ma il film delude

Intrecci artistici misteriosi: un maturo autore cinematografico che ha rappresentato con acuminata eleganza di tocco i vuoti degli interni e delle anime borghesi incontra un maturo scrittore americano espatriato, veterano della Seconda guerra mondiale, che ha raccontato con durezza virile le esplosioni dei sensi e dei rigori militari. “La figlia del soldato non piange mai” di James Ivory è ispirato alla vita parigina di James Jones, l’autore di “Da qui all’eternità”, un romanzo e uno stile che con Ivory c’entrano pochissimo. Illustrazione, ambienti, caratteri ineccepibili, montaggio, fotografia, costumi, sceneggiatura, interpretazioni, tutti corretti, pochi bamboleggiamenti “picassiani”. Purtroppo, però, non c’è neppure un brivido, un attimo di passione, un’immagine della quale si sentisse il bisogno. L’impressione è che neppure Ivory sentisse il bisogno di fare questo film, dove si trova (chissà perché) a citare film e autori da lui lontanissimi (Ford, Eastwood, Cimino). Illustrativo, potrebbe essere stato diretto da qualsiasi autore.


Commenti

  • 19 ottobre 2011, 14:38 di gretagarbo

    Dal punto di vista di un critico cinematografico forse il giudizio è ineccepibile, ma come spettatrice mi sembra eccessivamente severo. Come sempre Ivory, coi suoi estetismi più razionali che emotivi, lascia allo spettatore l'interpretazione dei sentimenti sotto le righe. Non c'è nulla di sentimentale nel film, ma un mondo di pensieri e relazioni tra i personaggi tutti da immaginare. Dove più, dove meno, così è Ivory. Leggendo un libro ognuno immagina i personaggi con una fisicità diversa, al contrario, guardando Ivory, vediamo la fisicità loro attribuita dal regista, ma dobbiamo immaginarne i sentimenti dal nostro punto di vista. A me piace, senza per questo metterlo nell'Olimpo.

    cancella commento cancella commento e blacklista gretagarbo

Lascia un commento

Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra



login

hai dimenticato la password?