Pleasantville (1998)
Con Tobey Maguire, Reese Witherspoon, Joan Allen, William H. Macy, Jeff Daniels, Marley Shelton
La trama
Due ragazzi si trovano catapultati nell'America degli anni Cinquanta.
A due adolescenti, fratello e sorella, di una tipica famiglia degli anni Novanta si rompe il televisore e sono quindi costretti a chiamare un tecnico. Ma il tecnico ha dei poteri magici e i due ragazzi finiscono all'interno della loro soap opera preferita "Pleasantiville", ambientata nella città omonima. Ai cittadini essi portano in dono la fantasia dell'imprevisto e la forza dell'amore.
Ross - tra "La rosa purpurea del Cairo" e "Ritorno al futuro" - svela i retroscena dei fonziani "Happy Days", cita Truffaut di "Fahrenheit 451" e scardina, senza pietà, l'aura dorata dentro la quale gli anni Cinquanta hanno immeritatamente (ri)vissuto per lustri. Una lucida vendetta da parte di una vittima del maccartismo (al padre di Ross, sceneggiatore egli stesso, i fanatici dell'anticomunismo rovinarono l'esistenza) a cui, più che la televisione, fa paura - giustamente - il conformismo della conversazione.
La recensione di FilmTv
Di Aldo Fittante - FilmTV n. 19/1999
Una lucida e puntigliosa vendetta. Contro il conformismo degli Anni ’50
L'opinione più votata
Di LAMPUR scritta il 2011-03-17 10:19:57 - utile per 11 utenti
Voto al film: 
E qui la gran botta di genio di Ross che interagisce con quello stato d'animo inquinando di colore a spruzzo emozioni antiche, esponendocele in forma insensibilmente elementare, riducendole ad un grigio emozionale che appiattisce sentimenti e percezioni.
E seppur ovvia, l'iperbole del bianconero abbrutente, gioca di sponda col vivido contrasto che suscita in chi guarda, con noi spettatori ad affibbiare valenze multiple, anche a colori ovvi in un contesto di normale technicolor, e capita un po' come col cappottino rosso della bimba di Schindler's list, che si aggirava inquietantemente pigmentata nel magma decolorato della tragedia...
ecco la morale di Pleasantville: da appiattimento ad esplosione di vita.
Volutamente - in partenza -, sottoforma di bianconero elementare, senza alcun divario e con l'azzeramento di gradazione, inserito per di più in (auto)meccanismi di aridità totale.
Potremmo citare, in contrapposizione, Angel-A dal cui sgargiante bianco e nero Besson tira fuori una Parigi sfavillante ed una storia intrecciata di sfumature micidiali.
Dobbiamo pensare a colori, dobbiamo scrollarci dall’omologazione televisiva, politica, sociale.
Questo il messaggio da cogliere tra le righe, anzi, più che altro tra le cromie.. ;)
- negative [2]
- sufficienti [3]
- positive [29]
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2011-08-11 22:16:21 Opinione di sasso67 su "Pleasantville"
È un film che, uscito lo stesso anno, non può non far pensare al Truman Show di Peter Weir. Ma i rimandi sono abbastanza numerosi, da Ritorno al futuro ad un finale che tende a quello di La vita è meravigliosa. Lo spunto è assai interessante, ma non mi sembra che il film di Ross lo sviluppi al pienmo delle sue possibilità. Sarebbe stato curioso, magari, vedere se le novità portate da David nella serie televisiva comparissero sui teleschermi...
voto al film: 
2011-03-17 10:19:57 Opinione di LAMPUR su "Pleasantville"
Gli anni cinquanta erano televisivamente in bianco e nero, e noi (ormai “vecchietti”) che vedevamo a colori solo fino al bordo del video, eravamo cosi tremendamente affascinati da quella vita nella scatola, da esserne magicamente contaminati fino a trasformare anche i nostri sogni in rigoroso bianco e nero, al massimo sfumato di grigio e bianco sporco. E qui la gran botta di genio di Ross che interagisce con quello stato d'animo inquinando di colore a spruzzo ...
voto al film: 
2010-08-20 17:59:10 Opinione di supadany su "Pleasantville"
VOTO : 7++. “Pleasantville” è uno di quei piccoli, ma generosi (soprattutto nei confronti degli spettatori) film, che aprono il cuore e riescono a scardinare i luoghi comuni, con una sensibilità difficile da trovare. Due ragazzi finiscono, come per incanto (o per magia) all’interno dell’omonima sitcom televisiva, rigorosamente in bianco e nero (siamo negli anni cinquanta), dove tutto è ordinariamente perfetto. La temperatura è sempre...
voto al film: 
2009-12-02 00:17:10 Opinione di bradipo68 su "Pleasantville"
C'erano una volta due giovani che finirono in una sit com ambientata negli anni '50.Plesantville è una città in bianco e nero dove fuziona tutto alla perfezione ,dove la temperatura minima è di 25 gradi e la massima è di 25 gradi,in cui c'è sempre il sole alto in cielo,in cui la squadra di pallacanestro sia in allenamento che in partita fa sempre canestro e vince sempre tutte le gare,in cui tutti gli abitanti sono talmente perfetti e senza anima da sembrare...
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2009-06-12 14:50:21 Opinione di Fabrizio Cirnigliaro su "Pleasantville"
Pleasantvilleè un film del 1998 scritto è diretto da Gary Ross. Racconta l'avventura di 2 fratelli, che si trovano catapultati in una sit-com degli anni 50 (rigorosamente in bianco e nero), ambientata a Pleasentville. Il paese è composto da sole 2 vie, che iniziano da dove finiscono e non portano da nessuna parte, i cittadini sorridono sempre, ogni giorno splende il sole, non piove mai e tutte le sere i mariti trovano la cena pronta quando rientrano a casa da lavoro. Tutto è perfetto...
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2009-01-11 19:01:08 Opinione di LorCio su "Pleasantville"
Catapultati nella finta realtà del serial, le strade sono due: integrarsi in tutto e per tutto, dunque omologarsi alla messinscena del quotidiano, o rivoluzionare, senza se e senza ma. Fantascienza teorica applicata alla destrutturazione degli happy days (anche se, a dire il vero, Fonzie e compagni erano sì immersi in quel mondo un po’ fasullo ma estremamente rassicurante, eppure uno spiraglio di inquietudine – specie se si conosce la storia americana, i suoi figli partiti per...
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2009-01-06 20:37:48 Opinione di jonas su "Pleasantville"
L’obiettivo polemico è chiaramente definito: il conformismo sociale USA anni ’50, il suo razzismo neanche troppo strisciante, il tutto concentrato nella cittadina immaginaria di Pleasantville, dove ogni cosa sembra perfetta (ottima l’idea del pallone che centra sempre il canestro, da qualunque posizione si tiri). In questo microcosmo chiuso e autarchico, con il pretesto narrativo della soap tv in b/n, si infiltrano due ragazzi dei giorni nostri (fratello e sorella) e...
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2009-01-06 20:15:34 Opinione di Paul Hackett su "Pleasantville"
Geniale commedia fantastica che inizia come una garbata rievocazione dei valori semplici dell'American Way of Life, per poi trasfomarsi beffardamente in una ferocissima critica del conformismo borghese. Splendida fotografia in bianco e nero e ottima interpretazione del (notevolissimo) cast, a partire da Tobey MacGuire, per continuare con William H. Macy e Jeff Daniels. Persino Reese Whiterspoon (che personalmente non ho mai sopportato granché) se la cava benissimo. Gran bel film, voto...
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2009-01-06 15:45:17 Opinione di herzog73 su "Pleasantville"
apologia del disordine, dell'individualismo, del nichilismo, del ribellismo. buono per i cuori semplici, per i sognatori, per chi vota a sinistra, per chi si sente speciale, per chi detesta le etichette, per chi "abbasso l'ipocrisia". buono per chi avrebbe mangiato la mela prima di eva, per chi "bisognare essere se stessi, per chi "se c'è un arcobaleno c'è poesia", ma buono soprattutto per chi va al cinema (o legge libi) per ricevere "bei messaggi". buono per 'sta gente qua, insomma....
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2008-03-15 11:36:39 Opinione di kotrab su "Pleasantville"
Molto intelligente, una piacevole sorpresa; peccato per il finale insistente e "bonario". 7 1/2
voto al film: 
- negative [2]
- sufficienti [3]
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