La balia (1999)
Con Fabrizio Bentivoglio, Valeria Bruni Tedeschi, Maya Sansa, Pier Giorgio Bellocchio
La trama
Il dottor Mori, neuropsichiatra silenzioso e isolato, è sposato con Vittoria. La loro esistenza sembra serena, ma la nascita di un bambino fa esplodere la crisi. Il neonato rifiuta il latte materno e questo provoca in Vittoria una sorta di rifiuto del figlio. Mori è costretto ad assumere Annetta una balia dal carattere istintivo e che farà sprofondare in una crisi profonda Vittoria.
Inquadrato con pulizia meticolosa, percorso da occhiate, rumori, piccoli gesti che si sfuggono appena stanno per intrecciarsi, un film guidato da sensazioni intime, dai dubbi nervosi e dagli scatti stizzosi di una madre alta e pallida e dal progressivo ammordibimento di un padre che è costretto a uscire dal proprio ruolo.
La recensione di FilmTv
Di Emanuela Martini - FilmTV n. 21/1999
Bellocchio affronta con moderna consapevolezza il pessimismo di Pirandello
L'opinione più votata
Di Snaporaz68 scritta il 25/03/2012 - utile per 9 utenti
Voto al film: 
La moglie Vittoria (Valeria Bruni Tedeschi nevroticamente aderente alla parte, tra scatti improvvisi e gesti abortiti) sposa per paura e per solitudine viene ridisegnata nella sua impotenza a sostenere il ruolo di madre all'interno di un sistema oppressivo di convenzioni e tradizioni. E infine la Balia (impersonata dalla sensualità primitiva di Maya Sansa) che vive la lontananza dal proprio marito (in prigione per motivi politici) e dal proprio figlio naturale e nel frattempo allatta il figlio di Vittoria in un percorso sostitutivo-esclusivo.
Nella novella il finale tragico prevedeva la prostituzione della Balia e la morte del figlio naturale, al contrario nel film Bellocchio ribalta i rapporti di forze tra i personaggi facendo assumere alla figura apparentemente più debole culturalmente e socialmente una sorta di specchio psicoanalitico. La primitività e carnalità della balia rimanda ai suoi opposti: la aridità affettiva di Vittoria incapace di comunicare le proprie emozioni e la freddezza razionale e scientifica di Mori che non riesce ad entrare in empatia con la propria moglie e con i pazienti. Il gesto risolutore è togliere via le lenzuola dagli specchi o dai mobili di casa e provare a guardare in faccia la realtà. Adattarsi significa prendere coscienza dei propri limiti e mettersi in discussione: la scelta di fuggire di casa di Vittoria, il tentativo di Mori di cambiare l'approccio alla malattia mentale, la voglia della Balia di imparare a leggere e a scrivere per potere godere della bellezza delle parole sono tutti movimenti interni di rinnovamento che non rimangono pensieri ma passano al livello di azioni concrete. ESPANDI +
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25 marzo 2012 Opinione di Snaporaz68 su "La balia"
"Mi dicono che quando si è rinchiusi al buio, bisogna dimenticare tutto altrimenti si soffre troppo, ma io qua mi sono abituato a vedere il mare,la luce mi basta il rumore delle onde...sento tutto e vedo molto, mi immagino anche quello che non esiste....quello che esiste non si può cancellare...tu pensa a te stessa, a lui, a tutto l'amore che gli darai senza interesse..alla sua ingratitudine felice....molte donne non sono che mogli obbedienti, si sono sposate per paura, per...
voto al film: 
26 luglio 2010 Opinione di luisasalvi su "La balia"
Noioso e opprimente, mi ha tolto la voglia di studiarlo o anche solo di esaminarlo con attenzione: non escludo i meriti che gli sono attribuiti, ma non ho voglia di riesaminarlo.
voto al film: 
4 maggio 2010 Opinione di mm40 su "La balia"
Che ci sia Pirandello dietro questa storia è ravvisabile dal taglio psicologico dato ai personaggi ed alle vicende: la maternità (e la paternità), la nascita di una nuova vita, parallelamente alla scrittura come approccio ad una vita migliore (e l'insegnamento come paternità alternativa); il distacco fra marito e moglie, la gelosia e la follia come incubo in sottofondo. il concetto di 'ruolo': c'è davvero tanto da analizzare. Bellocchio prende un racconto...
voto al film: 
6 aprile 2005 Opinione di RageAgainstBerlusca su "La balia"
Probabilmente se fosse stato diretto da un altro sarebbe stato un pastiche di noia e messaggi politici buttati lì... eppure con Bellocchio ha unsuo perchè...
voto al film: 
10 settembre 2004 Opinione di SONATINE su "La balia"
LA BALIA è UN OTTIMO FILM.MARCO BELLOCCHIO PARTE ANCORA DA UNA STORIA NARRATA,DI UN VERISMO QUASI IMPRESSIONISTA,MA POI DECOSTRUSICE,ESTREMIZZA,MA CON SAGACIA E PRECISIONE,TIRANDO FUORI IL MEGLIO DALL'ACCURATEZZA DELLA MESSINSCENA E DAGLI ATTORI ,TUTTI PERFETTI.LA PAZZIA NASCOSTA NELLA RITUALITà RIPETITIVA,LA DOLCEZZA NELLA SEMPLICITà DISARMANTE,LA BELLEZZA NEL NON-COMPRENSIBILE.
voto al film: 
31 luglio 2004 Opinione di sasso67 su "La balia"
Non è facile giudicare il film di Bellocchio, film con alcuni pregi e moltissimi difetti. L'apologo è tutto teso a dimostrare come la balia analfabeta possa insegnare ai borghesi "padroni" l'amore per la libertà di scelta (contenuto nelle lettere che il fidanzato le invia dal carcere) e la propria dignità di donna e di madre: il medico vorrebbe che ella, per accudire suo figlio, rinunciasse al proprio bambino, ma la balia gli dimostra di poter prendersi cura di questo e di quello. Gli...
voto al film: 
19 agosto 2002 Opinione di Diletta su "La balia"
Ho trovato il film molto toccante nell'affrontare la complessità dei sentimenti materni. Una maternità che non è mai morbosa né tirannica (rischio, quest'ultimo, insito nella condizione di madre), ma indagata nei suoi aspetti più contraddittori, dal rifiuto del figlio all'invidia nei confronti di chi gli assicura la salute. Interessante anche la figura del professore, disposto a mettere in discussione la sua affermazione come professionista e come uomo. Infine una lode spassionata alla...
voto al film: 
14 agosto 2002 Opinione di phil56 su "La balia"
bello, eccezionale la ricostruzione d'epoca, un pò meno l'audio vocale (l'audio della voce è in certi punti, quasi superato dai suoni di scena, rendendo difficoltosa la percezione di varie frasi).
voto al film: 
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