Le voci bianche (1964)
Con Paolo Ferrari, Anouk Aimée, Graziella Granata, Sandra Milo
La trama
Meo, giovane popolano di Roma, per tentare di sfuggire alla grande miseria che lo affligge, decide di diventare musico. In realtà, il ragazzo, che nel frattempo ha comprato la complicità di un chirurgo, può intraprendere la sua particolare e ambita carriera, avvalendosi esclusivamente delle proprie doti canore. Ma il suo segreto è troppo grande per rimanere tale e ben presto tra le dame dell'aristocrazia romana si diffonde la voce del bluff.
Il film sceneggiato dai due registi assieme a Gigi Magni sa mescolare la commedia con l'accurata ricostruzione di un epoca. Forse il film più simpatico di Festa Campanile.
L'opinione più recente
Di sasso67 scritta il 28/06/2010
Voto al film: 
28 giugno 2010 Opinione di sasso67 su "Le voci bianche"
Una delle migliori commedie di Festa Campanile, che comincia qui a toccare quei tasti che in seguito premerà anche troppo. La ricostruzione d’ambiente è ben fatta, benché in economia, e l’interpretazione è più che buona, soprattutto da parte di Paolo Ferrari (mai così protagonista) e da uno stuolo di belle donne, tra le quali primeggia la prosperosa Graziella Granata, in uno dei pochi ruoli importanti della sua carriera.
voto al film: 
8 marzo 2010 Opinione di mm40 su "Le voci bianche"
Leggera, ma divertente, questa commedia rappresenta il secondo lavoro di Festa Campanile come regista, ancora in tandem con Massimo Franciosa come nel precedente Un tentativo sentimentale. E già rende l'idea dei temi che incuriosiscono maggiormente Campanile: una velata morbosità - siamo d'altronde nel 1964 e non ci si può permettere molto - attraversa tutto il film, storia di eunuchi e mariti impotenti, in cui l'unico gallo del pollaio è Meo, il protagonista,...
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