La collezionista (1966)
Con Patrick Bauchau, Haydee Politoff, Daniel Pommereulle
La trama
Un giovane playboy stanco della frenetica vita di città decide di trasferirsi in Costa Azzurra. Qui conosce Haydée, una bellissima ragazza che comincia a corteggiarlo. Il playboy, per una volta "cacciato" e non cacciatore, resta indifferente alle avances. Quando sarà lui a farsi avanti, Haydée lo rifiuterà.
Terzo capitolo dei "racconti morali" di Rohmer, forse il più datato. Dialoghi non sempre felicissimi e costruzione del racconto a volte faticosa. Il tocco del maestro si rivela nella descrizione minuziosa della vita quotidiana dei protagonisti. Ottimo il confronto psicologico tra i due.
L'opinione più recente
Di sasso67 scritta il 01/05/2010
Voto al film: 
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- sufficienti [3]
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1 maggio 2010 Opinione di sasso67 su "La collezionista"
Chi pensasse che Eric Rohmer abbia cominciato a realizzare in forma cinematografica le sue masturbazioni mentali soltanto negli anni Ottanta o, al massimo, negli anni Settanta, si veda questo film del 1966. Ammantato da conte philosophique, La collezionista è un ammasso di chiacchiere invecchiate molto male, e già all’epoca poco significative. In qualità di esempio emblematico dei racconti morali dei proverbi e delle filastrocche del regista francese, per quanto mi...
voto al film: 
17 ottobre 2009 Opinione di mm40 su "La collezionista"
Saranno racconti morali (questo in sostanza è il quarto della serie), ma potevano ugualmente intitolarsi 'dialoghi filosofici' o, in maniera molto più prosaica ed efficace, 'chiacchierate in libertà'. Meno intellettualoide di Godard, Rohmer ama però lo stesso tipo di messa in scena spoglio, con pochi personaggi e situazioni, improntato essenzialmente sulle parole messe in bocca ai protagonisti. L'amore è al centro dei racconti, l'oggetto dello 'studio'...
voto al film: 
8 febbraio 2009 Opinione di jonas su "La collezionista"
Come nel precedente La carriera di Susanna, due intellettuali vanesi fanno pesare la loro presunta superiorità su una ragazza la cui unica attività sembra ridursi al sesso. Dopo che tre prologhi ce li hanno presentati separatamente, li ritroviamo tutti insieme a Saint Tropez, ospiti nella villa di un comune amico, dove si sviluppano i consueti giochi sentimentali dei film di Rohmer: lei si mostra sfuggente e indefinibile, si accosta un po’ all’uno un po’...
voto al film: 
19 luglio 2008 Opinione di bubuwest su "La collezionista"
Intelletualismo vs istintualità è il tema cardine di questo Racconto Morale di Rohmer. Ma i dialoghi risultano francamente noiosi per il pubblico odierno, con il conseguente rischio di girare a vuoto. Notevole comunque l'uso dei colori caldi e accesi della macchia francese.
voto al film: 
6 ottobre 2005 Opinione di marlon su "La collezionista"
Per quanto datato nel suo sfrontato intellettualismo e a tratti farraginoso nello sviluppo narrativo, LA COLLEZIONISTA rimane ancora oggi un gioiello imperdibile per chi ama il cinema di Rohmer. Innanzitutto è la pellicola in cui il cineasta francese sperimenta, per la prima volta, il colore e lo fa avvalendosi dello straordinario contributo fotigrafico di Nestor Almendros, successivo collaboratore per altri grandi registi come Malick (I GIORNI DEL CIELO), Scorsese (LEZIONI DI VERO) e...
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6 febbraio 2005 Opinione di Aquilant su "La collezionista"
Lo sguardo vorace della macchina da presa indugia sulle armoniose forme della ragazza, la scruta di sottecchi, insiste ad inquadrarle i piedi, le affusolate gambe nude, dilettandosi con rapide inquadrature ravvicinate a vivisezionarne l’intero corpo filiforme fino ai più minuscoli dettagli, in un ideale passaggio di testimone dalla carrierista Suzanne ad Haidée, collezionista sui generis in questo terzo racconto morale dotato come al solito, a giudicare dalle parole dello stesso autore,...
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