Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Harem Suare - La recensione di FilmTv

[Harem suare, 1999, durata 107']   Regia di Ferzan Özpetek
Con Marie Gillain, Alex Descas, Lucia Bosé, Valeria Golino



locandina di Harem Suare

Acquista Harem Suare

Scegli tra i formati disponibili

Harem Suare disponibile in DvdHarem Suare non disponibile in Blu-RayHarem Suare non disponibile in Umd

La recensione di FilmTv

di Aldo Fittante

Non convince il nuovo film di Ozpetek. Peccato perché lo spunto è buono

Le vie dei festival sono infinite e in una di esse (“Certain regard” Cannes 1999) è riuscito a infilarsi questo secondo lungometraggio di Ferzan Ozpetek, sorprendente debuttante due anni fa con “Il bagno turco”. Il film, tra l’altro, contiene in sé una bella storia, quella di Safiyè, odalisca del sultano Abdulhamit (Marie Gillain poliglotta e generosamente spogliata di ogni resistenza), e dell’eunuco Nadir, un castrato che riesce ad amare ugualmente. Lo sfondo è la Istanbul del 1908, calata negli ultimi bagliori di un crepuscolo che sfalderà per sempre l’Impero Ottomano; mentre il racconto - impostato su due piani narrativi che violentano “poeticamente” la cronologia del tempo - si sviluppa dalla sala d’attesa di una stazione (negli Anni ‘50), dove Safiyè adulta racconta la sua storia; e dall’ultimo harem affollato di donne curiose e (ma) recluse. Il problema del film è che non maschera il poverismo e la sua impostazione televisiva: il che costringe a lunghi primi piani che privano le immagini di aria, di respiro, di vento rivoluzionario


Commenti

Non è stato inserito ancora alcun commento. Vuoi essere il primo?


Lascia un commento

Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra



login

hai dimenticato la password?