Il cappotto (1952)
Con Renato Rascel, Yvonne Sanson, Antonella Lualdi, Giulio Stival
29/10/2010
Lattuada uno sguardo opposto al neorealismo, ovvero Il cappotto.
La pellicola di Lattuada si apre con una didascalia alquanto significativa: "La vicenda di questo film si ispira al racconto di Nikolay V. Gogol e non ha alcun riferimento con fatti e personaggi...
di mise en scene 88
La trama
Carmine, un umile impiegato, ha un sogno nel cassetto: comprarsi un cappotto. Quando finalmente riesce ad acquistare l'indumento, dopo parecchi sacrifici, viene derubato per strada da un ladro. Senza più il suo cappotto nuovo, Carmine vaga in piena notte per la città, alle prese con il freddo e il buio.
Uno dei migliori film di Lattuada, tratto dall'omonimo racconto di Gogol' e ambientato nella Pavia degli anni '30, tra burocrati e gerarchi. Straordinaria la prova di Rascel, attore comico che sfodera per l'occasione un insospettabile talento drammatico. Il film fu un grande successo di pubblico.
L'opinione più votata
Di jonas scritta il 20/06/2011 - utile per 6 utenti
Voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [2]
- positive [9]
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20 giugno 2011 Opinione di jonas su "Il cappotto"
Dal racconto di Gogol, con ambientazione spostata a Pavia sotto il fascismo: un misero impiegato comunale spende i risparmi di una vita per farsi confezionare un cappotto su misura, ma il minuscolo status symbol gli viene rubato in una notte di capodanno, all’uscita da un veglione durante il quale è stato ripetutamente umiliato dai colleghi. Situazioni fantozziane ante litteram, ma con retrogusto tragico. Rascel, con la sua aria stralunata, aderisce bene al personaggio, ma la...
voto al film: 
10 aprile 2010 Opinione di luca826 su "Il cappotto"
VOTO 6/7 MA...Sono in controtendenza. Una sceneggiatura perfetta fino al funerale poi degrado! Una soluzione così paradossale e perbenista non me la sarei mai aspettata e anzi mi ha chiarito se non altro che la cattiveria ed il cinismo del 1° tempo e per metà del 2° era di maniera e retorico. L'inizio è geniale grazie all'ambientazione e agli attori tutti in parte, tutti al massimo delle loro capacità recitative, con una sceneggiatura che spacca il secondo...
voto al film: 
20 marzo 2010 Opinione di 21thcentury schizoid man su "Il cappotto"
Carmine De Carmine è un umile impiegato comunale costretto quotidianamente a fare i conti sia con i suoi superiori, che lo vessano di continuo, sia con i propri colleghi, che non perdono occasione per deriderlo. Un bel giorno, però, Carmine scopre che il suo cappotto ha un buco; da quel momento, sentendosi enormemente imbarazzato dal fatto di essere costretto ad andare in giro con un cappotto ridotto in quelle condizoni, egli non desidera altro che farsene uno...
voto al film: 
30 agosto 2009 Opinione di Utente rimosso (pithecusano) su "Il cappotto"
Cosa ci vuole per fare un grande film, in Italia? Un soggetto della grande letteratura... No, non Moccia, e nemmeno Harry Potter. Un fesso che si chiama Gogol va benissimo... Sì, vediamo, poi una manciata di caratteristi, di quelli che compaiono in tantissimi film ma che non si montano la testa al secondo contratto ma che sanno stare in scena e fare -giustamente - da comprimari. Poi un attore di quelli che sanno recitare e un regista bravo e colto. ifficoltà? No, se siamo...
voto al film: 
29 gennaio 2009 Opinione di giorgiopilastro su "Il cappotto"
Alberto Lattuada, assieme a Cesare Zavattini, ha rielaborato il racconto di Gogol per dargli dimensioni italiane, in un curioso strascico al Neorealismo prmai tramontato. La satira di un certo mondo ottuso e gretto, dominato solo da regole illogiche e inique, viene agli occhi. Severo e tuttavia ameno, pensato e realizzato in chiave di grottesco, questo film implica una sorta di rimosro per lo spettatore, indotto a ridere delle sciagure di un povero diavolo. Il film è il ritratto...
voto al film: 
16 aprile 2008 Opinione di Mr.Klein su "Il cappotto"
Col tempo abbiamo imparato a dare altri nomi alle nostre frustrazioni,ma non si può dire che sia cambiata la sostanza e che la schiavitù di cui siamo sempre esponenti abbia acquistato una giustificazione accettabile. Il timido,ossequioso De Carmine non avrebbe mai immaginato che ciò che lo affligge,la malattia procurata dalla vana ricerca di un passaporto sociale,quando sociale definisce con un epiteto ipocrita il perseguimento di una generalizzata trivialità che l’ometto incarnato da...
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1 dicembre 2007 Opinione di mm40 su "Il cappotto"
Gogol, Lattuada, dalla metà dell'800 alla metà del 900. Erano altri tempi, altre storie e altri film. Però funzionavano. Oggi risulta tutto fra l'inattuale ed il povero (di concetti, ma non di morale), anche un tantino troppo cupo e melodrammatico.
voto al film: 
7 giugno 2007 Opinione di antonio de curtis su "Il cappotto"
Bel film.Rascel grande in versione grottesca
voto al film: 
2 giugno 2005 Opinione di sasso67 su "Il cappotto"
Notevole film di Lattuada, che trasporta il soggetto di un famoso racconto di Gogol nella Pavia fascista degli anni trenta. L'umore grottesco e surreale dello scrittore russo sono ben ripresi dal regista milanese (oggi novantenne), con parntesi comiche (eccellente la lettura del verbale da parte di Rascel) che non inficiano la drammaticità di fondo. Raramente è stata data una descrizione così abile e crudele, eppure veritiera, delle dinamiche che si creano negli uffici pubblici, al di là...
voto al film: 
4 gennaio 2005 Opinione di filmleo su "Il cappotto"
film che fa onore al cinema italiano
voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [2]
- positive [9]
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