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Il colore della menzogna (1998)

[Au c¦ur du mensonge, Francia 1998, Drammatico, durata 103']   Regia di Claude Chabrol
Con Valeria Bruni Tedeschi, Sandrine Bonnaire, Jacques Gamblin



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il colore della menzogna: assente
Ritmo ritmo in Il colore della menzogna: presente
Impegno impegno in Il colore della menzogna: presente
Tensione tensione in Il colore della menzogna: presente
Erotismo erotismo in Il colore della menzogna: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Il colore della menzogna

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Il colore della menzogna (voti: 19 media: 3,84) 19

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La trama

Nel villaggio di Saint Malo alcuni bambini trovano il corpo senza vita di Eloise, bambina di dieci anni. Frédérique Lasage, una giovane commissario di polizia comincia le indagini e inizia ad interrogare René, professore di disegno che sembra sia stato l'ultima persona ad aver visto la ragazzina viva. Ben presto le dicerie sul conto di René e della moglie Viviane si sprecano e il loro equilibrio di coppia comincia a vacillare anche a causa di un affascinante scrittore. Una seconda morte violenta paralizza la cittadina.  

Il vecchio Chabrol continua il suo itinerario "polar" nella provincia francese. Sospetti, esistenze naufraghe, altri delitti: al regista interessano soprattutto le persone, i volti, le relazioni umane e (come recita il titolo originale) andare "al cuore della menzogna". Un cinema coerente e allergico alle mode, dove gli attori sono determinanti. Come, per esempio, Gamblin che (malgrado il doppiaggio italiano) emerge con mille sfumature. E come Sandrine Bonnaire, bambina col corpo di donna e gli occhi allagati nella malinconia.

La recensione di FilmTv

Di Aldo Fittante - FilmTV n. 25/1999

È venato di giallo l’ultimo film di Chabrol: grande cinema e ottimi interpreti

Ecco un autore di cinema che fa di tutto per non apparire un autore di cinema. Il vecchio Chabrol, classe 1930, continua il suo itinerario “polar” nella provincia francese lontana da Parigi e dal “parigismo”. Questa volta siamo a Saint Malo, in Bretagna, dove una bambina scomparsa viene ritrovata strangolata in un bosco. L’agente Lesage (Valeria Bruni Tedeschi che, miracolo, ride spesso, anche se è un riso da schizofrenica) sospetta di un pittore, René, marito della suscettibile Viviane che, di nascosto, tresca con un intellettuale della Tv in vacanza. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 24/08/2010 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto buono

Nel bosco della cittadina di Saint Malo viene ritrovato il corpo senza vita della piccola Eloise. I sospetti del commissario Frederique Lasage (una brava Valeria Bruni Tedeschi incredibilmente più vivace del solito)  ricadono subito su Renè (Jacques Gamblin), pittore e insegnante di disegno della ragazzina trovata morta, che pare sia stato l'ultimo a vederla in vita. Il film inizia con un'assassinio ma poi si concentra sugli effetti che l'efferato episodio produce sulle relazioni umane nel piccolo paese della Bretagna. A Chabrol non interessa l'appel che il suo cinema può ricevere dal dispiegamento della storia verso la risoluzione del giallo, quanto scandagliare l'animo umano, un particolare tipo di animo umano : quello orbitante negli ambienti alto borghesi (imprenditoriali o culturali fa lo stesso) e abitante in quella provincia francese lontana dai clamori del centro, dove le piccole e grandi ipocrisie, le piccole e grandi menzogne possono meglio celarsi tra l'amenità e la convivialita dei luoghi. Come spesso accade, i personaggi dei suoi film sono trattati in modo da farceli apparire dapprima persone integerrime, poi come molto somiglianti a normali esseri umani con le proprie piccole e grandi debolezze e infine come degli esseri che nascondono infamanti segreti. E' un tratto tipico del suo cinema questo e ne rappresenta anche un punto di forza dato la credibilità che riesce a conferire al tipo d'autore descritto che, rimanendo "Al colore della menzogna", è di quelli che crede di trovarsi sempre dalla parte giusta del mondo e l'ipocrisia delle sue azioni è vissuta con la naturalezza propria di chi la concepisce come un corollario inscindibile per la salvaguardia della sua posizione sociale. In altri termini, Chabrol non ti sputa mai in faccia la cattiveria umana ma ti costringe a trovarla tra le pieghe di vite all'apparenza probe. In questo film non si ha mai l'impressione di trovarsi di fronte a persone capaci di fare del male eppure ci sono: un pervertito che ha ucciso una bambina, dei trafficanti di opere d'arte trafugate dai luoghi sacri, un assassino, situazioni di tradimento coniugale e la classica litania di pettegolezzi di bassa lega. "Il colore della menzogna" si insinua tra le dissertazioni alte sui confini tra il bene e il male col tocco lieve di una parola utile alla causa e la discrezione di chi non vuole recare disturbo. Non il miglior Chabrol ma un buon film, con tocchi di gran classe disseminati qua e là e buone prove d'attore tra cui merita un rilievo particolare l'onnipresente talento dell'esile Sandrine Bonnaire.
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SI

Opinioni su Il colore della menzogna


24 agosto 2010 Opinione di Peppe Comune su "Il colore della menzogna"
Peppe Comune

Nel bosco della cittadina di Saint Malo viene ritrovato il corpo senza vita della piccola Eloise. I sospetti del commissario Frederique Lasage (una brava Valeria Bruni Tedeschi incredibilmente più vivace del solito)  ricadono subito su Renè (Jacques Gamblin), pittore e insegnante di disegno della ragazzina trovata morta, che pare sia stato l'ultimo a vederla in vita. Il film inizia con un'assassinio ma poi si concentra sugli effetti che l'efferato episodio produce sulle...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Il colore della menzogna (1998)

nessun commento
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6 marzo 2010 Opinione di supadany su "Il colore della menzogna"
supadany

VOTO : 6/7. Chabrol ha fatto, e continua a fare, tanti film, ma rimane sempre fedele al suo karma. La storia parte come un giallo, ma poi concentra la mira su altro, ovvero sui personaggi che vengono introdotti in scena con una cura sempre degna di attenzione. In questo risulta particolarmente efficace lo sfondo utilizzato, ovvero una piccola cittadina dove le dicerie e le voci si sprecano ed ogni caso viene subito montanto con una velocità che non conosce avversari...

voto al film: supadany assegna il voto buono a Il colore della menzogna (1998)



3 febbraio 2010 Opinione di tafo su "Il colore della menzogna"
tafo

E' difficile trovare dei punti di riferimento in una filmografia sterminata , e a detta di molti, di livello uniforme senza cioè dei capolavori riconosciuti. Diventa difficile se non impossibile valutare i singoli film quando, come nel mio caso,se ne sono visti pochi. Di alcune cose sono però sicuro: Chabrol è un regista che ci crede, crede cioè che il cinema possa ancora avere dei riferimenti letterari, possa cioè avere una scrittura più importante...

voto al film: tafo assegna il voto sufficiente a Il colore della menzogna (1998)


21 settembre 2009 Opinione di jonas su "Il colore della menzogna"
jonas

Chabrol si rituffa in uns storia di delitti nella provincia francese. C’è un sospettato principale, ma la polizia non riesce a incastrarlo. Alla fine la verità salta fuori, ma non è detto che tutto sia come sembra. Film corretto e mediamente piacevole, ma indistinguibile da tanti altri della filmografia del regista: sospetto che, varcata ormai la soglia della settantina, il suo sprofondamento nella propria maniera sia irreversibile.

voto al film: jonas assegna il voto sufficiente a Il colore della menzogna (1998)



20 settembre 2009 Opinione di fornarolo su "Il colore della menzogna"
fornarolo

Semplicemente insopportabile (recluto volontari per un partito anti Chabrol, principale responsabile di uno dei generi più noiosi del cinema francese, cioè del cinema più noioso e autoreferenziale)

voto al film: fornarolo assegna il voto nd a Il colore della menzogna (1998)


3 giugno 2008 Opinione di chribio1 su "Il colore della menzogna"
chribio1

film che mi ha molto deluso.palloso.voto.4.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a Il colore della menzogna (1998)



3 giugno 2008 Opinione di OGM su "Il colore della menzogna"
OGM

Un film che potrebbe essere psicologico o di atmosfera, se solo non fosse così pedantemente circoscritto alla nicchia un po' fuori dal mondo in cui vivono René e Viviane, marito e moglie, e se solo l'obiettivo non rimanesse così saldamente incollato alle loro debolezze e nevrosi, troppo sottili e peculiari per essere decifrabili. Sfugge del tutto la centralità del tema della menzogna, che è solo il blando effetto collaterale del giallo, che, a sua volta, rimane silente in sottofondo. La...

voto al film: OGM assegna il voto sufficiente a Il colore della menzogna (1998)

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29 aprile 2007 Opinione di jeffwine su "Il colore della menzogna"
jeffwine

Sguardo attento e impietoso di Chabrol sulla provincia francese,le sue tresche e i suoi pettegolezzi. Il finale è abbastanza prevedibile ma tutto sommato si tratta di un buon film. Voto 6,5

voto al film: jeffwine assegna il voto buono a Il colore della menzogna (1998)

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4 aprile 2007 Opinione di bradipo68 su "Il colore della menzogna"
bradipo68

Altro grande film di Chabrol:un giallo su un crimine efferato che in realta'è uno studio attento e neutrale dei suoi personaggi tutti alle prese con le loro piccole e grandi tresche.Quello che è certo in questo film è che nessuno è come appare e anche il commissario di polizia che indaga sul crimine lancia piu'di una sensazione inquietante.Tutto è costruito su pettegolezzi,su cose sentite,sui si dice e su insinuazioni varie che rendono il tutto una Babele di voci e sentimenti.Il finale...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Il colore della menzogna (1998)

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