Il colore della menzogna (1998)
Con Valeria Bruni Tedeschi, Sandrine Bonnaire, Jacques Gamblin
La trama
Nel villaggio di Saint Malo alcuni bambini trovano il corpo senza vita di Eloise, bambina di dieci anni. Frédérique Lasage, una giovane commissario di polizia comincia le indagini e inizia ad interrogare René, professore di disegno che sembra sia stato l'ultima persona ad aver visto la ragazzina viva. Ben presto le dicerie sul conto di René e della moglie Viviane si sprecano e il loro equilibrio di coppia comincia a vacillare anche a causa di un affascinante scrittore. Una seconda morte violenta paralizza la cittadina.
Il vecchio Chabrol continua il suo itinerario "polar" nella provincia francese. Sospetti, esistenze naufraghe, altri delitti: al regista interessano soprattutto le persone, i volti, le relazioni umane e (come recita il titolo originale) andare "al cuore della menzogna". Un cinema coerente e allergico alle mode, dove gli attori sono determinanti. Come, per esempio, Gamblin che (malgrado il doppiaggio italiano) emerge con mille sfumature. E come Sandrine Bonnaire, bambina col corpo di donna e gli occhi allagati nella malinconia.
La recensione di FilmTv
Di Aldo Fittante - FilmTV n. 25/1999
È venato di giallo l’ultimo film di Chabrol: grande cinema e ottimi interpreti
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 24/08/2010 - utile per 9 utenti
Voto al film: 
- negative [2]
- sufficienti [3]
- positive [8]
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24 agosto 2010 Opinione di Peppe Comune su "Il colore della menzogna"
Nel bosco della cittadina di Saint Malo viene ritrovato il corpo senza vita della piccola Eloise. I sospetti del commissario Frederique Lasage (una brava Valeria Bruni Tedeschi incredibilmente più vivace del solito) ricadono subito su Renè (Jacques Gamblin), pittore e insegnante di disegno della ragazzina trovata morta, che pare sia stato l'ultimo a vederla in vita. Il film inizia con un'assassinio ma poi si concentra sugli effetti che l'efferato episodio produce sulle...
voto al film: 
6 marzo 2010 Opinione di supadany su "Il colore della menzogna"
VOTO : 6/7. Chabrol ha fatto, e continua a fare, tanti film, ma rimane sempre fedele al suo karma. La storia parte come un giallo, ma poi concentra la mira su altro, ovvero sui personaggi che vengono introdotti in scena con una cura sempre degna di attenzione. In questo risulta particolarmente efficace lo sfondo utilizzato, ovvero una piccola cittadina dove le dicerie e le voci si sprecano ed ogni caso viene subito montanto con una velocità che non conosce avversari...
voto al film: 
3 febbraio 2010 Opinione di tafo su "Il colore della menzogna"
E' difficile trovare dei punti di riferimento in una filmografia sterminata , e a detta di molti, di livello uniforme senza cioè dei capolavori riconosciuti. Diventa difficile se non impossibile valutare i singoli film quando, come nel mio caso,se ne sono visti pochi. Di alcune cose sono però sicuro: Chabrol è un regista che ci crede, crede cioè che il cinema possa ancora avere dei riferimenti letterari, possa cioè avere una scrittura più importante...
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21 settembre 2009 Opinione di jonas su "Il colore della menzogna"
Chabrol si rituffa in uns storia di delitti nella provincia francese. C’è un sospettato principale, ma la polizia non riesce a incastrarlo. Alla fine la verità salta fuori, ma non è detto che tutto sia come sembra. Film corretto e mediamente piacevole, ma indistinguibile da tanti altri della filmografia del regista: sospetto che, varcata ormai la soglia della settantina, il suo sprofondamento nella propria maniera sia irreversibile.
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20 settembre 2009 Opinione di fornarolo su "Il colore della menzogna"
Semplicemente insopportabile (recluto volontari per un partito anti Chabrol, principale responsabile di uno dei generi più noiosi del cinema francese, cioè del cinema più noioso e autoreferenziale)
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3 giugno 2008 Opinione di chribio1 su "Il colore della menzogna"
film che mi ha molto deluso.palloso.voto.4.5.
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3 giugno 2008 Opinione di OGM su "Il colore della menzogna"
Un film che potrebbe essere psicologico o di atmosfera, se solo non fosse così pedantemente circoscritto alla nicchia un po' fuori dal mondo in cui vivono René e Viviane, marito e moglie, e se solo l'obiettivo non rimanesse così saldamente incollato alle loro debolezze e nevrosi, troppo sottili e peculiari per essere decifrabili. Sfugge del tutto la centralità del tema della menzogna, che è solo il blando effetto collaterale del giallo, che, a sua volta, rimane silente in sottofondo. La...
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29 aprile 2007 Opinione di jeffwine su "Il colore della menzogna"
Sguardo attento e impietoso di Chabrol sulla provincia francese,le sue tresche e i suoi pettegolezzi. Il finale è abbastanza prevedibile ma tutto sommato si tratta di un buon film. Voto 6,5
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4 aprile 2007 Opinione di bradipo68 su "Il colore della menzogna"
Altro grande film di Chabrol:un giallo su un crimine efferato che in realta'è uno studio attento e neutrale dei suoi personaggi tutti alle prese con le loro piccole e grandi tresche.Quello che è certo in questo film è che nessuno è come appare e anche il commissario di polizia che indaga sul crimine lancia piu'di una sensazione inquietante.Tutto è costruito su pettegolezzi,su cose sentite,sui si dice e su insinuazioni varie che rendono il tutto una Babele di voci e sentimenti.Il finale...
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