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Bulworth - Il senatore (1998)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Bulworth - Il senatore: forte
Ritmo ritmo in Bulworth - Il senatore: forte
Impegno impegno in Bulworth - Il senatore: presente
Tensione tensione in Bulworth - Il senatore: minimo
Erotismo erotismo in Bulworth - Il senatore: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Bulworth - Il senatore

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Bulworth - Il senatore (voti: 18 media: 3,33) 18

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La trama

Siamo alla soglia di un nuovo millennio, proclama pomposamente l'attacco dei discorsi elettorali del senatore Jay Bullworth che, alla vigilia delle primarie del 1996 in California, sta tenendo a freno i possibili rivali di Clinton. Jay è un tipico politico all'americana: generazione kennediana, ex bello, disinvolto come un divo nell'offrirsi al pubblico, alla televisione, ai giornalisti. Solo che stanchezza, superlavoro, insonnia e, sotto sotto, una vita che non gli piace per niente, fanno saltare l'equilibrio del senatore che, dopo aver sottoscritto un'assicurazione miliardaria a favore della figlia, paga un killer perché, nel corso della campagna elettorale lo uccida. E, finalmente libero, comincia a dire la verità a ritmo di rap. 

Il film risulta un po' sbalestrato, sovraeccitato, cucito insieme dal filo spezzettato del rap. Ma è anche un film che riesce a ritrovare quella vitalità inquieta e quell'ironia autolesionista che caratterizzavano gli esemplari imperfetti del cinema americano anni Settanta. Per uno come Beatty, che è stato McCabe, John Reed e il parrucchiere di "Shampoo", "Bullworth" sembra quasi un ritorno a casa.

La recensione di FilmTv

Di Emanuela Martini - FilmTV n. 26/1999

Un politico Usa in piena campagna elettorale comincia a dire la verità su tutto e tutti

Warren Beatty dirige e interpreta un film inquieto, vitale, tutto a tempo di rap Siamo sulla soglia di un nuovo millennio, proclama pomposamente l’attacco dei discorsi elettorali del senatore Jay Bulworth che, alla vigilia delle primarie del 1996 in California, sta tenendo a freno i possibili rivali di Clinton. Un tipico politico all’americana: generazione kennediana, ex bello, disinvolto come un divo nell’offrirsi al pubblico, alla televisione, ai giornalisti. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di LorCio scritta il 27/11/2011 - utile per 2 utenti

Voto al film: voto mediocre

A tutt’oggi è l’ultimo film diretto da Warren Beatty, che come regista ha diretto solo altri tre film (ma che film!). Bulworth è il meno convincente del trittico e quello che più si lega al suo film d’esordio (Il paradiso può attendere) nell’affondare le mani nelle brutture del sogno americano. Influenzato dal clintonismo (oggi abbastanza passato di cottura e rimpiazzato dal più enfatico e fragile obamismo), cioè da quel tipo di politica basata sia sull’immagine post-kennedyana che su un programma radical ma non troppo, batte bandiera democratica ma non si fa tanti scrupoli a mettere in ridicolo il sistema politico a stelle e strisce che comprende quindi anche i politicanti dell’asinello. Sta qui il punto debole di fondo, nel qualunquismo evitato ma inevitabile che attraversa l’intera storia, peraltro non poco confusa: un senatore sessantenne ex bello (viene scambiato per George Hamilton e Clint Eastwood) e forse con poche, reali idee personali al di là di quelle passate dal proprio entourage, accetta di farsi uccidere per permettere alla figlia di intascare un’ottima assicurazione. Solo che questa situazione gli permette di dire ciò che vuole e d’improvviso viene travolto così da un’ondata di popolarità senza precedenti, e in più una ambigua e bellissima ragazza di colore gli ruba il cuore. L’obiettivo è quindi non farsi uccidere. Ci riuscirà? Nessuno mette in dubbio la volontaria sgradevolezza che Beatty voleva trasmettere per rappresentare al meglio un mondo corrotto ed ipocrita e da cui forse è (stato) non poco deluso, ma il problema è che il film è eccessivamente sopra le righe, esagitato e non molto credibile come apologo e nemmeno tanto come metafora, troppo cupo per essere veramente disperato e troppo scalmanato per essere preso sul serio seppure trasversalmente. Pure il rap, scelto come simbolo di libertà espressiva ed artistica, è rappresentato in modo fin troppo schematico e scontato, quasi senza una vera anima. Restano le buone prove degli attori (note al fido Jack Warden, già nel Paradiso e in Shampoo, altro film sulle ipocrisie della politica ma di sponda repubblicana, quest’ultimo da Beatty sceneggiato, a Paul Sorvino e Oliver Platt), alle luci di Vittorio Storaro e alle musiche per una volta non invadenti di Ennio Morricone.
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SI

Opinioni su Bulworth - Il senatore


27 novembre 2011 Opinione di LorCio su "Bulworth - Il senatore"
LorCio

A tutt’oggi è l’ultimo film diretto da Warren Beatty, che come regista ha diretto solo altri tre film (ma che film!). Bulworth è il meno convincente del trittico e quello che più si lega al suo film d’esordio (Il paradiso può attendere) nell’affondare le mani nelle brutture del sogno americano. Influenzato dal clintonismo (oggi abbastanza passato di cottura e rimpiazzato dal più enfatico e fragile obamismo), cioè da quel tipo di politica basata sia sull’immagine...

voto al film: LorCio assegna il voto mediocre a Bulworth - Il senatore (1998)

nessun commento
[utile per 2 utenti]

20 marzo 2011 Opinione di juil789 su "Bulworth - Il senatore"
juil789

film "politico" sparge idee "rivoluzionarie" tipico del super-liberal Warren Beatty. bello.

voto al film: juil789 assegna il voto buono a Bulworth - Il senatore (1998)



8 gennaio 2010 Opinione di supadany su "Bulworth - Il senatore"
supadany

VOTO : 6,5. Non mi ha entusiasmato, ma siamo comunque di fronte ad un prodotto originale ed animato da una verve che manca a molti altri film, soprattutto quando si entra nell'ambito politico e la correttezza sembra diventare costantemente un fattore dominante. Scritto piuttosto bene, ma nel contempo a tratti cade volutamente nell'assurdo, quasi un grido libero e fuori dal coro (sensazione che lo rende pregevole). Discreta, ed anche qualcosa di più, la storia, bravi anche gli attori....

voto al film: supadany assegna il voto sufficiente a Bulworth - Il senatore (1998)


17 gennaio 2009 Opinione di ceo_85 su "Bulworth - Il senatore"
ceo_85

La cosa che innanzitutto salta all'occhio è la sceneggiatura dello stesso Beatty, che racconta la storia del Senatore Bulworth, che alla vigilia delle primarie del 1996 in California, decide di suididarsi assoldando un killer. Caratterizzata da uno stile inusuale e inaspettato, sembra voler rimandare ad un cinema alla Spike Lee, senza però cadere nella classica propaganda nera che lo caratterizza. Beatty, dimostra di avere un incredibile talento, scrivendo, dirigendo ed interpetando un...

voto al film: ceo_85 assegna il voto buono a Bulworth - Il senatore (1998)



11 giugno 2007 Opinione di jeffwine su "Bulworth - Il senatore"
jeffwine

Grande film all'apparenza un po'bislacco ma in realtà dai contenuti molto profondi, con Warren Beatty che giganteggia. Voto 8

voto al film: jeffwine assegna il voto buono a Bulworth - Il senatore (1998)


6 aprile 2007 Opinione di Dalton su "Bulworth - Il senatore"
Dalton

Finalmente un film politico divertente ma privo di qualunquismo.

voto al film: Dalton assegna il voto buono a Bulworth - Il senatore (1998)



3 settembre 2005 Opinione di emmepi8 su "Bulworth - Il senatore"
emmepi8

Un film coraggioso che ha delle origini dovute al percoso filmico di Beatty, ma anche una voglia di fregarsene delle regole ed affrontare coraggiosamente le cose spinose della politica con ironia e non rifiutando un obbligatorio dramma finale, che tale non è. Un rap imbiancato, e che forse il doppiaggio ha leggermente falsato, (ma non troppo, sentendolo in doppio audio). Il cast è ricco di professionalità, a cui Beatty non rinuncia mai: Canonero per i costumi, Storaro per la...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Bulworth - Il senatore (1998)


9 marzo 2004 Opinione di will kane su "Bulworth - Il senatore"
will kane

Warren Beatty torna a dirigere un film dopo otto anni da "Dick tracy",e continua ad impressionare per la sua atipicità nel panorama delle star hollywoodiane:l'attore-regista fa un film solo quando ne ha voglia,e non importa che passino tre,cinque o sei anni,lui torna dietro la macchina da presa solo se gli sta veramente a cuore il progetto.Con collaboratori di lusso quali Vittorio Storaro alle luci e ai colori,Ennio Morricone per le musiche,e Milena Canonero riguardo ai costumi,Beatty ha...

voto al film: will kane assegna il voto buono a Bulworth - Il senatore (1998)



8 agosto 2003 Opinione di superficie 213 su "Bulworth - Il senatore"
superficie 213

BELLO ED INTERESSANTE.BEATTY ANALIZZA I PROBLEMI RAZZIALI DELL'AMERICA CON ONESTA' E SENZA TROPPI SOTTOINTESI.LA SCENEGGIATURA A VOLTE E'UN PO' FORZATA MA RENDE L'IDEA DI CIO' CHE IL REGISTA VUOLE TRASMETTERE:LIBERTA',ANTICAPITALISMO,ANTIRAZZISMO.MOLTI DISCORSI MARXISTI ALL'INTERNO DI UN FILM AMERICANO SONO RARI,ED IN QUESTO CASO PURE GIUSTIFICATI. PASSATO INGIUSTAMENTE INOSSERVATO. ***1/2

voto al film: superficie 213 assegna il voto buono a Bulworth - Il senatore (1998)



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